Esci in terrazzo e le foglie del geranio che ieri fioriva allegramente scricchiolano tra le dita, secche come carta. Bastano poche settimane di caldo torrido per rovinare un vaso curato per tutta l'estate, e a quel punto in molti sono già pronti a buttare via la pianta.
Prima di arrenderti, però, fermati un attimo. C'è un rimedio semplicissimo che hai già in casa e che, nella maggior parte dei casi, costa pochi centesimi.
Perché il geranio cede così in fretta con il caldo
Il geranio è in realtà una pianta piuttosto resistente, ma il terriccio di un vaso esposto al sole cocente nel pomeriggio si surriscalda, e le radici finiscono letteralmente per "cuocere" dentro il loro stesso contenitore.
Se poi ci si mette anche il vento, le foglie traspirano più in fretta di quanto le radici riescano ad assorbire acqua. Il risultato è sempre lo stesso: foglie prima afflosciate, poi secche come carta, che a prima vista sembrano ormai spacciate.
L'ingrediente da pochi centesimi che tutti dimenticano: lo zucchero
Il comune zucchero semolato nascosto in dispensa è uno dei rimedi casalinghi più antichi per far riprendere le piante stressate e disidratate. Sciogliendo un cucchiaio di zucchero in un litro di acqua tiepida, offri una rapida fonte di energia alle radici indebolite, che durante la lunga sete hanno consumato le loro riserve di nutrienti.
Non è certo una pozione magica e non sostituisce le annaffiature regolari, ma spesso è proprio quella piccola spinta che serve a rimettere in moto il metabolismo della pianta.
Il geranio non si arrende facilmente: finché la radice è viva, la foglia può ancora tornare, anche quando sembra ormai da buttare.
Attenzione a non esagerare: la soluzione zuccherina va usata appena dolcificata, non troppo concentrata. Troppo zucchero, infatti, produce l'effetto opposto e trattiene l'umidità del terreno.
Come annaffiare nel modo giusto
L'acqua zuccherata va versata alla base della pianta di primo mattino o a tarda sera, quando il terreno si è ormai raffreddato e la pianta non deve gestire il liquido nel pieno del caldo di mezzogiorno.
Prima inzuppa bene il terriccio con acqua semplice, così che il terreno secco riesca davvero ad assorbire l'umidità: solo dopo passa all'annaffiatura zuccherata. Per un vaso medio bastano uno o due decilitri di soluzione, mentre per le fioriere più grandi da balcone si può arrivare anche a mezzo litro.
Cosa fare in più per aiutarlo
- Taglia le estremità dei rami completamente secchi e marroni, così la pianta non spreca energia sulle parti ormai morte.
- Spostalo in un punto più ombreggiato per qualche giorno, il tempo che si riprenda, poi riabitualo gradualmente al sole.
- Se puoi, vaporizza delicatamente anche le foglie di primo mattino: aiuta a ridurre la traspirazione.
- Evita di annaffiare nel pomeriggio in pieno sole: le gocce sulle foglie funzionano come piccole lenti e possono bruciare la pianta.
Quando aspettarsi i primi miglioramenti
Nella maggior parte dei casi i primi segnali si vedono in due o tre giorni: i getti più giovani si ravvivano e le foglie riacquistano elasticità.
Le parti completamente secche e marroni, purtroppo, non tornano indietro ed è meglio eliminarle. Ma se la radice è davvero rimasta viva, i nuovi germogli compensano in fretta ciò che è andato perduto.
Lo zucchero fa davvero rivivere un geranio secco?
Non è una soluzione miracolosa, ma una soluzione leggermente zuccherata offre una rapida fonte di energia alle radici indebolite e spesso basta a rimettere in moto il metabolismo della pianta.
Quanto zucchero serve nell'acqua?
Un cucchiaio di zucchero sciolto in un litro di acqua tiepida è sufficiente. L'acqua deve essere appena dolcificata: troppo zucchero produce l'effetto opposto e trattiene l'umidità del terreno.
In quale momento della giornata conviene annaffiare?
Meglio di primo mattino o a tarda sera, quando il terreno si è raffreddato. Evita l'annaffiatura pomeridiana in pieno sole, perché le gocce sulle foglie possono bruciarle come piccole lenti.
Un geranio ormai tutto secco si può ancora salvare?
Le parti completamente secche e marroni non tornano indietro e vanno eliminate. Ma se la radice è viva, la pianta può rimettere nuovi germogli e riprendersi nel giro di pochi giorni.











