Uno di questi fenomeni è il princess treatment, ovvero il “trattamento da principessa”: l’idea che nelle relazioni, soprattutto eterosessuali, le donne debbano aspettarsi un trattamento regale da parte degli uomini: regali, attenzioni, porte aperte, cene pagate, viaggi a sorpresa e, in generale, essere il centro della relazione. A prima vista può sembrare una serie di gesti carini o innocui, ma scavando più a fondo emerge un quadro preoccupante.
Dietro la maschera della gentilezza
Condivido profondamente l’idea che le donne debbano alzare l’asticella nelle relazioni. È fondamentale che gli uomini contribuiscano alle faccende domestiche e all’educazione dei figli, che siamo partner e non solo “mamme” per i nostri compagni, e che non ci accontentiamo di qualcuno che ricorda l’anniversario solo dopo tredici promemoria.
Ma il princess treatment non è solo attenzione verso il partner. Il messaggio di questo trend è che le donne debbano essere coccolate sempre e comunque. Non come pari, ma come principesse passive con aspettative infantili: il loro compito è solo essere carine, accettare i regali e aspettare la magia.
In questo modello la donna non agisce, ma è dipendente – e così si torna indietro ai vecchi ruoli di genere, dove l’uomo è l’attivo e il sostentatore, e la donna è un ornamento, i cui costi sono a carico dell’altro.

Certo, ognuno fa quello che vuole nella propria relazione, ma quando qualcosa diventa un trend idealizzato su TikTok, diventa un problema sociale.
Da decenni combattiamo contro l’infantilizzazione delle donne, per far valere le loro decisioni, carriere e opinioni quanto quelle degli uomini, e invece questo trend le relativizza in modo sottile ma efficace.
Invece di rafforzare l’autonomia femminile, esalta la dipendenza e la vulnerabilità come ideali, facendo sembrare che sia ciò che le donne desiderano davvero. Ripeto: forse alcune sì, ma non è per questo che abbiamo lottato per secoli.
Romanticismo o sessismo rimpacchettato?
Molti sostengono che il princess treatment sia solo un modo per riportare in vita il romanticismo perduto. Ma è importante distinguere tra attenzione reciproca e aspettative unilaterali. In una relazione sana ci si sorprende a vicenda, ci si sostiene emotivamente e anche economicamente quando serve. Il problema nasce quando tutto diventa a senso unico, e il ruolo della donna si riduce ad aspettare e pretendere.
Il princess treatment è una rivisitazione di vecchi schemi sessisti: il valore della donna risiede nella bellezza, delicatezza e cura di sé, e in cambio riceve lusso, mantenimento e protezione.
Questa dinamica non parla di reciprocità, ma di ruoli fissi, ignorando gli aspetti negativi di questa posizione. Nei video TikTok di pochi secondi si vedono gioielli, fiori, piscine e borse costose, ma non si mostra che queste donne rinunciano al diritto all’autodeterminazione, diventano vulnerabili, e non hanno spazio per opporsi se il partner le tratta come oggetti. Vivono in una gabbia dorata, con la chiave della loro felicità in mano ad altri.
Un passo avanti, due indietro
Il princess treatment non è una conquista femminista, ma il contrario. Sembra difendere gli interessi delle donne – “se lo meritano” – ma in realtà ripristina dinamiche che per decenni hanno ostacolato l’uguaglianza. Offre ruoli imposti invece di scelte libere. Passività invece di autonomia. Mantenimento invece di partnership.
I trend su TikTok vanno e vengono, ma non è indifferente quali valori trasmettono. Il princess treatment è un passo indietro mascherato da romanticismo, che costringe le donne in ruoli scintillanti ma limitanti. E se non stiamo attenti, queste regole rischiano di riscriversi non solo online, ma anche nella vita reale. Può sembrare attraente ora, ma vale la pena rifletterci due volte su cosa davvero desideriamo.











