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"In segreto, invidio le mie amiche single" – Perché a volte si rimpiange la vita da sola

Barbara Conti4 min di lettura
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"In segreto, invidio le mie amiche single" – Perché a volte si rimpiange la vita da sola — Famiglia
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Una relazione stabile viene spesso raccontata come un traguardo: ci arrivi, e poi tutto va bene. Ma la realtà è molto più sfumata. Ci sono donne che, pur vivendo in una coppia solida e affettuosa, si scoprono a invidiare in silenzio le amiche che vivono da sole. Non perché non amino il loro partner, ma perché quella libertà — quella leggerezza — a volte sembra irraggiungibile.

Non è un sentimento di cui si parla facilmente. Eppure è più comune di quanto si creda.

"Mi manca rispondere solo a me stessa" – Anna, 32 anni

Anna sta con il suo ragazzo da cinque anni. Convivono, si vogliono bene, la relazione funziona. Eppure ci sono momenti in cui si sorprende a chiedersi com'era vivere da sola.

"Non è che non lo amo. È che a volte mi manca quel silenzio in cui esiste solo il mio ritmo. Non dover concordare quando mangiare, quando uscire, cosa guardare in tv la sera."

Cose piccole, apparentemente. Ma secondo Anna, nel lungo periodo possono pesare.

"Quando le mie amiche mi raccontano che tornano a casa e fanno esattamente quello che vogliono, le invidio. Non devono adattarsi a nessuno. C'è qualcosa di incredibilmente liberatorio in questo."

Allo stesso tempo, Anna non rinnega la sicurezza che le dà la sua relazione.

"Non voglio lasciare il mio compagno. A volte mi limito a fantasticare su com'è pensare solo a sé stesse. È un pensiero, non un piano."

"La solitudine non è vuoto, è spazio" – Réka, 28 anni

Réka ha chiuso una relazione lunga due anni fa. Da allora vive sola. Molti la compatiscono, ma lei vive questo periodo come una liberazione.

"All'inizio avevo paura di sentirmi sola. Invece ho scoperto che il mio spazio vitale si è enormemente allargato."

Per Réka, stare sola non significa essere vuote: significa avere possibilità.

"Faccio quello che voglio, quando voglio. Non devo scendere a compromessi, non devo adattarmi all'umore di qualcun altro. È una sensazione meravigliosa."

Spesso sono le sue amiche in coppia a confidarle le loro difficoltà. Ed è lì che Réka sente davvero la differenza.

"Quando sento quanta energia richiede mantenere una relazione, a volte penso che io stia vivendo una versione più leggera della vita. Anche la mia ha i suoi momenti difficili, certo. Ma la libertà è molto di più."

Réka è chiara: non è necessariamente meglio essere sole, ma è diverso.

"E a volte sono proprio le donne in coppia a invidiare questa differenza."

"Vivo in una dualità continua" – Dóra, 35 anni

Dóra è sposata da dieci anni e ha due figli. Una vita familiare solida, piena d'amore. Eppure è lei la più onesta nel descrivere il conflitto interiore che porta con sé ogni giorno.

"Mi sento spesso sospesa tra due mondi. In uno sono madre e moglie: responsabilità, logistica, presenza costante. Nell'altro c'è una versione di me più giovane, che decideva tutto liberamente."

Dóra non nasconde di invidiare a volte le sue amiche senza figli e senza partner.

"Quando le vedo partire all'improvviso, organizzare un weekend senza preavviso, sparire per qualche giorno — mentre io sto a calcolare quando fare il bucato delle lenzuola e della tuta da ginnastica perché si asciughino in tempo — sento una piccola fitta. Il pensiero che io, in questo momento, non potrei permettermi quello che possono fare loro."

Ma precisa subito: non è un rifiuto della sua famiglia. È il peso della responsabilità.

"Amo la mia vita. Ma a volte mi manca non essere così indispensabile per tutti. Vorrei che, ogni tanto, fossi importante solo per me stessa."

Dóra è convinta che questi sentimenti siano ancora un tabù.

"Nessuno lo dice ad alta voce, perché verrebbe frainteso subito. Ma sono sicura che molte donne lo sentono. Semplicemente non ne parlano."

E forse è proprio questo il punto: non si tratta di rimpianti veri, né di voler fuggire da ciò che si ama. Si tratta di riconoscere che dentro ogni scelta c'è sempre qualcosa a cui si rinuncia — e che ammetterlo non rende meno genuine né l'amore né la libertà.

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