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La casetta dei miei amici ha dimostrato che nulla batte le estati di una volta

Szabó Erzsébet3 min di lettura
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La casetta dei miei amici ha dimostrato che nulla batte le estati di una volta — Tempo libero

Qualche anno fa i nostri conoscenti hanno acquistato una casetta per le vacanze, che nel frattempo hanno ristrutturato. Ci avevano invitato più volte, ma qualcosa si metteva sempre di mezzo, così solo alla fine di quest’estate siamo riusciti a trascorrere un lungo weekend da loro.

Appena entrati nella casa nel villaggio vacanze, ho subito capito che non era solo una proprietà ben ristrutturata. Le pareti, i dettagli e le maioliche sul terrazzo raccontavano che i nostri amici erano cresciuti nella stessa epoca e avevano voluto conservare l’atmosfera delle vecchie estati.

La casa era un incontro unico tra passato e presente. Accanto al comfort moderno, c’erano mobili diversi tra loro, stanze con angoli nascosti e letti sparsi ovunque per farci stare in tanti.

Mi sono tornati in mente i campeggi da adolescenti, quando non importava dove si dormiva. Un sacco a pelo sul tappeto del soggiorno andava benissimo, perché l’importante era stare insieme e accumulare ricordi — e per questo serviva anche un po’ di risparmio.

Avvicinandomi ai quaranta, ovviamente le esigenze cambiano e la schiena non apprezzerebbe più dormire per terra. Un letto comodo e uno spazio tutto per sé sono importanti, ma per quei pochi giorni è stato bello ritrovare quella spensieratezza che un tempo davamo per scontata.

E poi è arrivata la piscina!

La piscina vicino alla casetta è stata la ciliegina sulla torta: lì non ero più un adolescente, ma quasi un bambino. I nostri amici ci hanno detto che hanno rinnovato in parte la struttura, ma non è un centro benessere moderno, bensì una piccola spiaggia con quattro piscine. Quando siamo stati lì, erano soprattutto coppie più anziane e pensionati a godersi l’acqua termale, non gruppi di bambini rumorosi. Il fascino del luogo era dato dall’arredamento antico, dalla zona sabbiosa per i più piccoli e dai giochi d’epoca (come il grande gioco degli scacchi e il bowling), ormai rari da trovare.

Accanto al bar c’erano gli spogliatoi in casette di legno con porte spesse e pavimenti in cemento, dentro solo un appendiabiti e una tavola usata come panca. Sotto l’ombra dei pini alti, sentieri tortuosi fatti di lastre di cemento attraversavano tutta la spiaggia. Ogni dettaglio trasmetteva quell’atmosfera familiare, un po’ vissuta ma calda, che mi faceva sentire di nuovo bambino e che, nonostante fosse già settembre, faceva sembrare quell’estate infinita.

Serate con falò e musica d’epoca

Dopo la piscina, la sera tornavamo sempre allo stesso posto: i momenti insieme.

Dopo la doccia accendevamo il falò, arrostivamo qualcosa, tiravamo fuori i mazzi di carte e in sottofondo suonavano le hit degli anni 2000. Luci LED colorate illuminavano il gazebo, i grilli facevano rumore e verso mezzanotte spuntava il piccolo abitante spinoso della pila di foglie.

La cosa più bella era che nessuno pensava a guardare il telefono. Non servivano post o foto, come se tutti sapessimo che quella sensazione non si può catturare con uno scatto. Perché, in fondo, l’atmosfera delle estati di una volta non riguarda il passato, ma il ritrovare se stessi ogni tanto. Ricordando che per essere felici a volte basta un weekend offline, dal sapore retrò.

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