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Lasci il ventilatore acceso tutta la notte in estate? Ecco perché dovresti spegnerlo

Váradi Petra5 min di lettura
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Lasci il ventilatore acceso tutta la notte in estate? Ecco perché dovresti spegnerlo — Economia domestica
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Nelle notti torride sembra la soluzione ideale: rinfresca, il suo ronzio culla il sonno e non devi alzarti per spegnerlo. Ma se questa diventa la tua routine di ogni notte, sul lungo periodo può portarti più fastidi di quanti valga la pena sopportare.

Il punto è che il ventilatore non raffredda l'aria, la muove soltanto. Sulla pelle arriva così un flusso d'aria continuo che secca le mucose, gli occhi e la gola. Molte persone si svegliano con la bocca asciutta, il mal di gola o il naso chiuso, senza sospettare che i sintomi di un raffreddore estivo, in realtà, sono comparsi proprio nella loro stanza, a causa del loro stesso ventilatore.

Perché conviene spegnerlo di notte

Il movimento continuo dell'aria non secca solo le mucose: può mettere a dura prova anche i muscoli. Se il flusso soffia per ore in modo costante sul collo o sulla schiena, al mattino non è raro ritrovarsi con il collo rigido, mal di testa o un arto formicolante e intorpidito.

Il corpo cerca di adattarsi al raffreddamento costante, e questo sottrae energia al riposo, proprio mentre noi vorremmo ottenere l'opposto con una buona notte di sonno.

Inoltre anche l'aria della stanza si secca, e questo può rovinare il risveglio soprattutto a chi soffre di allergie, asma o ha semplicemente vie respiratorie più sensibili. L'aria secca mette alla prova anche la pelle: non stupisce quindi che d'estate, dopo aver dormito col ventilatore, il viso appaia più teso e disidratato di quanto il solo caldo giustificherebbe.

Anche la polvere del ventilatore lavora contro di noi

In pochi ci pensano, ma sulle pale e sulla griglia si deposita polvere nel giro di pochi giorni. Quando l'apparecchio resta acceso tutta la notte, questa polvere viene continuamente sollevata nell'aria e spinta dritta verso il nostro viso. Per chi ha allergie o vie respiratorie sensibili, il risultato sono starnuti, naso che cola e occhi che prudono: sintomi che è facile confondere con il malessere da caldo, quando in realtà la vera causa è la mancata pulizia.

La brezza rinfrescante, a volte, non fa altro che sollevare una nuvola di polvere sopra il nostro viso.

Come usare il ventilatore in modo più intelligente

Non serve rinunciare del tutto al ventilatore: basta usarlo con più consapevolezza. Poche abitudini semplici possono migliorare davvero la situazione, e se sei curioso di scoprire quali errori quotidiani commettiamo tutti, dai un'occhiata anche ai più comuni errori nell'uso del ventilatore.

  • Imposta il timer, così resta acceso solo finché ti addormenti e non per tutta la notte.
  • Non puntarlo direttamente sul viso o sul corpo: orientalo piuttosto verso il soffitto o la parete, per muovere l'aria di tutta la stanza.
  • Apri leggermente anche la finestra, se il tempo lo permette, così l'aria si rinnova invece di girare sempre la stessa.
  • Tieni un bicchiere d'acqua vicino al letto: con l'aria più secca è più facile disidratarsi durante la notte.
  • Pulisci e aspira regolarmente la griglia e le pale, almeno una volta ogni due settimane nella stagione estiva.

Quando invece può restare acceso

Se fa davvero molto caldo e la stanza si arieggia a fatica, una velocità più bassa, a debita distanza e non puntata direttamente sul corpo, può essere una soluzione sopportabile. L'importante è che non colpisca direttamente la pelle per ore, ma aiuti piuttosto il ricircolo generale dell'aria. Un ventilatore oscillante, con la testa che ruota, è molto più delicato di uno fisso, perché non sollecita di continuo la stessa parte del corpo.

Vale anche la pena ricordare che, al posto del ventilatore, a volte la soluzione più semplice è una stanza ben ventilata, arieggiata la sera, quando il caldo comincia a calare. In molti casi basta spalancare le finestre per mezz'ora prima di andare a letto e poi lasciarle appena socchiuse: l'aria diventerà sensibilmente più fresca e piacevole anche senza ventilatore.

La forza dell'abitudine è grande, e in una notte d'estate afosa è difficile resistere all'idea che il ventilatore acceso sia l'unica speranza di dormire bene. In realtà, con qualche piccolo accorgimento — un timer, un flusso d'aria ben orientato e un apparecchio un po' più pulito — puoi ottenere lo stesso effetto rinfrescante senza svegliarti con la gola secca e il collo rigido.

Dormire col ventilatore fa venire il mal di gola?

Sì, può succedere. Il flusso d'aria costante secca le mucose, la gola e gli occhi, per questo molti si svegliano con la bocca asciutta, il naso chiuso o la gola dolorante, sintomi simili a quelli di un raffreddore estivo.

Perché mi sveglio con il collo rigido dopo aver usato il ventilatore?

Quando l'aria soffia per ore in modo costante sul collo o sulla schiena, i muscoli ne risentono. Il risultato può essere collo rigido, mal di testa o un arto formicolante al risveglio.

Quanto spesso va pulito il ventilatore?

Almeno una volta ogni due settimane durante la stagione estiva. Sulle pale e sulla griglia la polvere si deposita in pochi giorni e, con l'apparecchio acceso, viene sollevata di continuo verso il viso.

Come usare il ventilatore di notte senza fastidi?

Imposta un timer così che si spenga dopo che ti sei addormentato, non puntarlo direttamente sul corpo, preferisci un modello oscillante e tieni un bicchiere d'acqua vicino al letto per evitare la disidratazione.

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