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"Non abbiamo un passato insieme": perché innamorarsi dopo i 40 è più complicato di quanto pensi

Szőke Angéla5 min di lettura
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"Non abbiamo un passato insieme": perché innamorarsi dopo i 40 è più complicato di quanto pensi — Relazione
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Innamorarsi non ha età, ma chiunque ci abbia provato dopo i 40 sa che le regole cambiano. Non c'è più il tempo infinito della gioventù, ci sono figli, ex, abitudini radicate e corpi che non sono più quelli di una volta.

E soprattutto manca una cosa che a vent'anni si costruisce senza accorgersene: un passato in comune. Ecco perché cercare l'amore in età matura è bellissimo e complicato allo stesso tempo.

Ma cosa significa esattamente "età matura"? Se lo chiedi a un ventenne ti dirà "dopo i 40". Se lo chiedi a un trentenne, "dopo i 50". Se lo chiedi a un quarantenne, "dopo i 60". La verità è una sola: più passano gli anni, più cercare un partner diventa un percorso a ostacoli.

Le piccole manie che ti fanno impazzire

Dopo i quaranta siamo tutti personalità già formate, con le nostre fissazioni ben radicate. In una relazione "matura" queste manie non si sviluppano insieme: l'altra persona te la ritrovi già "così com'è", e proprio per questo è più difficile da accettare.

Di sicuro anch'io ho abitudini che fanno impazzire il mio compagno, e allo stesso modo io divento matta per i suoi piccoli rituali. Per esempio, i sottaceti non li mangia insieme al pasto, ma a parte, dopo aver finito lo spezzatino. Ma chi lo fa una cosa del genere? E che senso ha?!

Corpi che cambiano

Un conto è mettersi insieme da giovani e belli, guardando i propri corpi invecchiare gradualmente, quasi senza accorgersene. Un altro conto è spogliarsi per la prima prima volta davanti all'altro a 50 anni suonati.

Lui si sente a disagio perché non è più muscoloso come un tempo e ha i peli del petto grigi. Io mi sento a disagio perché la gravità ha lavorato senza pietà sul mio seno e sul mio lato B.

Stili di vita che non collimano

A 43 anni mi sono messa con un uomo fantastico di 47. Eravamo follemente innamorati, eppure non siamo riusciti a far combaciare i nostri stili di vita.

Io stavo vivendo la mia seconda giovinezza: uscivo, viaggiavo, volevo divertirmi. Lui invece si era già tolto tutte le sue soddisfazioni e si era appena calmato: coltivava l'orto e sfornava il pane. Ci siamo detti addio, restando però in contatto, nella speranza che tra qualche anno saremmo stati più compatibili. (Sempre che nel frattempo fossimo entrambi single.)

Se ti riconosci in queste dinamiche, potrebbe interessarti anche il nostro approfondimento sulle differenze che spingono due persone a lasciarsi.

La famiglia prima di tutto

Da papà divorziato ero felice: i figli erano andati via di casa e finalmente avevo di nuovo tempo per me stesso. La mia compagna, invece, era la matriarca della famiglia.

Anche i suoi figli adulti dipendevano da lei, aveva due nipotini piccoli di cui prendersi cura e una madre anziana da assistere. Semplicemente non aveva tempo per una relazione: la sua famiglia dipendeva troppo da lei.

Quando i conti non tornano

Io vivo in una grande casa in periferia, vado al ristorante e ai concerti, viaggio. Il mio ex aveva affittato un piccolo monolocale in città, perché al momento del divorzio aveva lasciato la casa alla famiglia. Paga gli alimenti per tre figli, quindi economicamente non eravamo sulla stessa lunghezza d'onda.

E a quest'età non potevo certo dirgli "vedrai che troverai un lavoro meglio pagato". Alla fine è stato lui a lasciarmi, perché non poteva permettersi le esperienze che io desideravo, e il suo orgoglio non gli permetteva (e nemmeno io lo volevo) che fossi io a pagare per entrambi.

Il tempo che non basta mai

Non riuscivamo a passare abbastanza tempo insieme, perché il mio ex aveva tre figli che trascorrevano da lui proprio i fine settimana, cioè quando io avrei voluto staccare e rilassarmi.

La pazienza si fa corta

Lui viveva la crisi di mezza età, io la menopausa. All'inizio ci facevamo delle grasse risate, ma alla lunga la relazione non ha funzionato, perché nessuno dei due aveva abbastanza pazienza con l'altro.

A questa età la miccia è più corta: ci si stressa per cose su cui a venti o trent'anni avremmo semplicemente alzato le spalle. È la realtà dell'invecchiare: prima o poi diventiamo tutti vecchietti brontoloni e vecchiette bisbetiche.

La nostalgia di un passato che non c'è

Ho conosciuto il mio compagno a 47 anni: lui allora ne aveva 49, e stiamo insieme da cinque anni. Stiamo bene insieme, ma a volte mi ritrovo a pensare quanto sarebbe stato bello incontrarci prima.

Quando siamo con gli amici, tornano spesso i ricordi di gioventù: il primo appuntamento ai tempi dell'università, il primo appartamento in affitto da ragazzi senza un soldo, la gioia del primo figlio. Noi due, invece, non abbiamo un passato insieme, non abbiamo ricordi di gioventù condivisi, e a volte è proprio questo che ci manca.

È più difficile trovare l'amore dopo i 40?

Non necessariamente più difficile, ma diverso. A quest'età si arriva con personalità già formate, abitudini radicate, figli ed ex, e questo rende più complicato adattarsi l'uno all'altra.

Perché le differenze di stile di vita contano così tanto?

Perché in età matura ognuno ha già costruito le proprie routine e desideri. Come racconta l'articolo, chi vuole viaggiare e divertirsi difficilmente si incastra con chi ha già scelto una vita più tranquilla.

Cosa manca di più in una relazione iniziata in età matura?

Spesso la mancanza di un passato condiviso: niente ricordi di gioventù insieme, niente primo appartamento o primo appuntamento all'università. È una nostalgia che a volte si fa sentire anche quando la coppia sta bene.

Le questioni economiche possono davvero rovinare una relazione matura?

Sì. Situazioni economiche molto diverse, alimenti da pagare e stili di vita distanti possono creare tensioni difficili da superare, soprattutto quando l'orgoglio entra in gioco.

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