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Perché ti carichi sempre di troppo? La trappola mentale del "faccio tutto io"

Fehér Dia6 min di lettura
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Perché ti carichi sempre di troppo? La trappola mentale del "faccio tutto io" — Lifestyle
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Dici un semplice "Ci penso io, nessun problema!" e poche ore dopo ti ritrovi a fare tre cose contemporaneamente. Nel frattempo hai già avviato la lavatrice, hai risposto alla chat di gruppo, e qualcuno ti scrive: "Mi daresti una mano anche con questo?"

E tu? Certo che aiuti. Di nuovo. Ma fino a quando riuscirai a reggere così?

Non è una decisione improvvisa, come se una mattina ti svegliassi e pensassi: "Bene, da oggi mi accollo i problemi di tutti." Succede lentamente. Un po' di straordinario qui, un compito in più a casa lì, perché tanto se lo fai tu è più veloce.

Col tempo diventa quasi invisibile: non è nemmeno più in discussione che sia tu a tenere tutto sotto controllo. Sei tu a ricordarti i compleanni dei familiari, sei tu a organizzare le vacanze, sei tu a consolare le amiche, mentre per le tue emozioni ormai resta a malapena un filo di energia.

Ma perché ci sovraccarichiamo, ancora e ancora?

Perché dentro molti di noi vive un comando interiore, un vecchio insegnamento:

  • "Vali qualcosa solo se sei utile."
  • "Sei degno di amore solo se aiuti tutti."
  • "Se non lo fai tu, non verrà fatto comunque."
  • "Non lamentarti, c'è chi sta peggio."

Forse queste frasi non le hai mai sentite pronunciare alla lettera, ma ne hai portato con te lo spirito da qualche parte. Dall'infanzia, da casa, dalla scuola, dalle aspettative sociali. E quelle frasi continuano a mormorare in sottofondo ogni volta che dici di nuovo sì a qualcosa a cui, nel profondo, vorresti gridare di no.

Può causare anche problemi fisici spaventosi

Il sovraccarico può avere molti sintomi fisici: stanchezza generale, uno stress più intenso. Spesso anche mal di testa, emicrania e dolori muscolari nella zona del collo e delle spalle possono indicare un sovraccarico. È frequente anche la comparsa di disturbi digestivi, così come l'aumento del battito cardiaco. In alcune persone possono manifestarsi attacchi di panico, variazioni di peso, squilibri ormonali e disturbi del sonno.

Nel corso di uno studio ambulatoriale, ad esempio, alcuni ricercatori scandinavi hanno rilevato che, a causa del sovraccarico, si accorcia il periodo di pre-eiezione del cuore (PEP), un segnale di reazione da stress cronico. Durante il PEP il muscolo cardiaco si contrae, ma i ventricoli non si sono ancora riempiti di sangue.

Non è solo stanchezza fisica, ma anche mentale

Il corpo si stanca, ma anche l'anima. La continua ricerca di approvazione, la responsabilità che senti al posto degli altri, l'illusione di essere insostituibile: sul lungo periodo tutto questo rende soli, ansiosi, esausti.

Non è un caso che molte persone che fanno sempre da "tuttofare" col tempo sentano che nessuno le trattiene davvero. Perché danno sempre, ma non osano o non sanno chiedere. E a volte proprio chi ha assorbito la maggior parte delle tue energie non si accorge di quanto ti sei caricato di troppo.

Se ti riconosci in queste dinamiche, potrebbe interessarti anche l'arte di dire di no senza sentirti in colpa.

Guarda dentro di te: a volte provi anche tu questo?

  1. Hai la sensazione che tutto ruoti intorno a te, ma non in senso positivo.
  2. Guardi con invidia chi riesce a rilassarsi e a riposare.
  3. Ti senti in colpa quando dici di no, anche quando davvero non ce la fai più.
  4. Spesso preferisci non dire nemmeno che sei stanco.
  5. Non riesci davvero a staccare, perché nella tua testa girano di continuo delle liste.

Se anche solo una di queste ti suona familiare, forse anche in te è all'opera questo schema mentale.

Il cambiamento non avviene da un giorno all'altro, ma si può iniziare

Sai qual è la buona notizia? Che non sei solo. Il fatto stesso che tu stia leggendo questo articolo indica che qualcosa lo hai già notato. Dentro di te si muove già la sensazione che forse non debba sempre andare così. E, tra l'altro, hai perfettamente ragione.

5 passi per iniziare a uscire dalla ruota del criceto

  1. Riconosci le tue convinzioni interiori. Scrivi quali frasi ti girano in testa quando dovresti dire di no. Ad esempio: "Resteranno delusi da me." È vero? O è solo la voce di una vecchia paura?
  2. Inizia a mettere confini in piccolo. Non devi abbandonare subito ogni compito, ma puoi dire di no a una riunione in più. Puoi rimandare una cena se sei stanco, o chiedere al partner di cucinare lui, oggi.
  3. Lascia andare la sensazione che "deve essere fatto alla perfezione". Anche gli altri sanno farlo, magari in modo un po' diverso. Non devi tenere tutto tu tra le mani.
  4. Chiedi aiuto e impara ad accettarlo. È difficile, lo so, ma sul lungo periodo anche le tue relazioni ne escono più profonde. Non ti rende più debole, ti rende più umano.
  5. Ricorda: il riposo non è un premio, ma un diritto fondamentale. Non devi riposare solo quando ormai crolli, ma con regolarità, anche in anticipo. Non limitarti a sopravvivere: vivi.

Devi capire che chi ti ama ti considera importante anche quando sei debole, anche quando dici di no. Anche tu conti, non solo quando sorridi, aiuti, organizzi, porti il peso degli altri e ripulisci le macerie.

Come faccio a capire se mi sto sovraccaricando?

Alcuni segnali sono la stanchezza costante, il senso di colpa quando dici di no, la difficoltà a staccare e la sensazione che tutto dipenda da te. Anche sintomi fisici come mal di testa, tensioni al collo e disturbi del sonno possono essere campanelli d'allarme.

Perché mi risulta così difficile dire di no?

Spesso agiscono dentro di noi vecchie convinzioni interiori, come l'idea di valere solo se siamo utili o di essere degni di amore solo aiutando gli altri. Queste frasi lavorano in sottofondo ogni volta che diciamo sì controvoglia.

Il sovraccarico può davvero avere effetti sul corpo?

Sì. Oltre alla stanchezza e allo stress, può manifestarsi con mal di testa, dolori muscolari, disturbi digestivi, aumento del battito e problemi di sonno. Alcuni ricercatori hanno collegato il sovraccarico a segnali di stress cronico a livello cardiaco.

Da dove posso iniziare a cambiare?

Puoi partire da piccoli passi: riconoscere le convinzioni che ti guidano, imparare a mettere confini in situazioni minori, chiedere aiuto e considerare il riposo un diritto e non un premio da meritare.

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