Il curioso incontro tra la musicassetta e la matita HB sul tavolo da smontaggio
Ecco per esempio questa immagine. Qui c’è una musicassetta, forse anche i più giovani la conoscono: ascoltavamo musica così ai tempi antichi, e magari ricordano anche i mucchi che i genitori o i fratelli più grandi buttavano via durante un trasloco.
Ma cosa ci fa quella matita lì? Sembra pazzesco, ma quando il registratore aveva finito di suonare il nastro, bisognava riavvolgerlo a mano per poterlo ascoltare di nuovo. Certo, i registratori avevano un’opzione per farlo, ma durante il riavvolgimento non si poteva ascoltare musica.
Quindi, quando la cassetta finiva, ne mettevamo un’altra, infilavamo una matita negli ingranaggi piccoli e riavvolgevamo il nastro a mano. Chi era davvero cool sapeva anche farlo girare velocemente – molto più rapido e decisamente più figo.
Io non ci sono mai riuscita, ma ammiravo chi lo faceva. Ah, e la matita tornava utile anche quando il nastro della tua preziosa cassetta si incastrava nel registratore: con delicatezza bisognava rimetterlo a posto senza piegarlo o strapparlo. Quella era un’impresa che raramente finiva senza danni permanenti.
Salvare, in modo diverso
Non molto tempo fa spiegavo alla mia nipote, quasi una generazione più giovane, che alcune parole straniere si integrano nella lingua italiana e anche il modo di scriverle cambia: per esempio, oggi non scriverei più "nejlon" ma "nylon", anche se qualche anno fa non era così scontato.
Le ho detto che questo processo ha una fase di transizione: c’è chi scrive la parola all’italiana e chi ancora nella forma originale, come "cappuccino" o "file". Lei ha spalancato gli occhi e mi ha chiesto: "Ma come si può scrivere diversamente file?"
È stato il momento in cui ha capito che "file" e "file" in inglese sono la stessa cosa, solo che lei non l’aveva mai percepito come una parola straniera. Non ha dovuto impararla a forza più tardi, da nativa digitale per lei era una parola italiana naturale.
Avresti dovuto vedere la sua espressione quando le ho spiegato cosa rappresenta davvero l’icona del salvataggio… E che il file era il re dei supporti dati di un tempo…
Quando esitavi prima di scrivere un SMS
Mandare un SMS oggi è questione di un attimo, non c’è da stupirsi che condividiamo tutto con chi ci sta vicino.
Ma non è sempre stato così: c’erano tempi in cui scrivere un SMS era un lavoro serio e ogni lettera richiedeva impegno. Ho visto di recente un video su YouTube in cui dei ragazzini hanno provato vecchi cellulari.
Hanno faticato anche solo ad aprirli o farli scorrere, e tutti hanno concordato che vivere con quella tecnologia doveva essere un vero inferno. E non abbiamo neanche parlato del panico che ci prendeva se per sbaglio premevamo il tasto "internet" – chi poteva permettersi quel lusso allora?!
L’orrore assoluto
I bambini di oggi hanno sicuramente visto un CD, ma non sanno cosa farne – lo ammetto, quando recentemente durante una conferenza stampa ho ricevuto foto e documenti su CD invece che su pendrive o cloud, ho sorriso ringraziando, ma dentro pensavo: "E ora cosa ne faccio?". Non ho un lettore CD sul mio computer, eppure è una macchina di lavoro di tutto rispetto.
Detto questo, sono certa che chi è nato dopo il ’95, anche se ha visto un CD, non conosce il dolore, la disperazione e la rabbia impotente che provavamo quando il lettore diceva solo questo del nostro album preferito.
Metti un like se anche tu quasi senti il ronzio dell’impianto hi-fi nelle orecchie e l’emozione nello stomaco nel chiederti se riconoscerà quel CD copiato e ascoltato per la centesima volta!