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Vero desiderio o fuga? Perché non vedo ideale il “turismo generazionale” nelle relazioni di coppia

Szabó Erzsébet5 min di lettura
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Vero desiderio o fuga? Perché non vedo ideale il “turismo generazionale” nelle relazioni di coppia — Lifestyle
In questo articolo

Per me il “turismo generazionale” è un fenomeno curioso nell’amore: quando non ci innamoriamo necessariamente della persona, ma piuttosto di quella sensazione di vita che la sua età rappresenta.

In questi casi non scegliamo la persona in sé, ma l’epoca che possiamo rivivere attraverso di lei – o che anticipiamo portandola dentro di noi.

All’inizio può essere davvero stimolante. È come entrare in un altro mondo, dove il ritmo è diverso, le priorità cambiano e le sfide sembrano più vere. Con un partner molto più giovane è facile credere che il tempo sia ancora generoso, che tutte le porte siano aperte e che dentro di noi ci sia la stessa energia di vent’anni fa. Accanto a un partner più maturo, invece, si trova conforto nella stabilità, nella vita già costruita e in quella calma che solo l’esperienza può donare.

Ospiti tra le scenografie della giovinezza

Quando si sceglie un partner molto più giovane, spesso (forse inconsciamente) si cerca un patto con la propria mortalità. Non è tanto la personalità dell’altro ad attrarre, quanto l’ambiente in cui vive. Con lui ritornano naturali il fermento dei festival, le notti in bianco e quella fede cieca che non ci sono ostacoli davanti a noi.

In questo caso la relazione è una macchina del tempo che ci riporta a una versione precedente di noi stessi.

Ma prima o poi si scopre che la libertà ha significati molto diversi a vent’anni e a quarant’anni, e ciò che per uno è naturale, per l’altro può diventare presto una maschera stancante.

Anch’io ho provato a guardare con dolce nostalgia quell’ottimismo spensierato che emana da un ventenne, ma riflettendo ho capito: nessuno può rubarglielo (come un tempo non potevano rubarlo a noi).

Coppia che chiacchiera in cucina mentre beve caffè

Naturalmente anche l’altra direzione parla forte

Quando si trova casa accanto a un partner molto più maturo, spesso l’attrazione sta nella struttura già pronta: sicurezza economica, quotidianità ordinata e quella calma che nasce dall’esperienza sono potenti fattori di attrazione.

È un desiderio profondamente umano e comprensibile, soprattutto quando nella nostra fascia d’età vediamo solo incertezze e ricerca.

Nella mia relazione c’è una differenza d’età (esattamente 10 anni) che molti considererebbero “non ideale”, eppure funziona da 17 anni. Guardando indietro capisco quanto sia stato un vantaggio costruire tutto insieme. Non sono entrata in un castello già fatto, né lui ha ricevuto una scenografia pronta: abbiamo portato le pietre insieme (letteralmente a volte), affrontato insuccessi e successi fianco a fianco. Ancora oggi ci ricordiamo che la nostra vita attuale – con tutte le sue sfide e gioie – è il frutto del nostro lavoro comune. Oggi mi sembrerebbe davvero diseguale, anzi estraneo, vivere una relazione in cui costruiamo realtà separate e ci limitiamo a “visitare” quella dell’altro. Sento forte che è stata la base condivisa a proteggerci dal diventare turisti nelle vite reciproche.

Coppia che fa trekking in montagna

Quindi a volte vale la pena chiedersi: amiamo la persona o la vita che riceviamo da lei? Perché c’è una grande differenza tra costruire insieme un mondo e trasferirsi direttamente in quello dell’altro. Nel primo caso c’è crescita comune e maturazione attraverso i conflitti; nel secondo, può nascere senza accorgersene una dinamica di subordinazione, dove uno è sempre il “maestro esperto” e l’altro resta l’ospite eterno.

Viaggio emotivo per sfuggire alle aspettative

Da donna sui trent’anni vedo la forte pressione sociale sul successo professionale, sulla costruzione della famiglia e sulla maturità indiscutibile. Non sorprende che molti vogliano fuggire da tutto questo. Conosco persone che iniziano una nuova vita con un partner ventenne – forse perché sentono che così possono liberarsi dalle aspettative della loro generazione e rilassarsi accanto a un uomo più giovane. Forse sono diventate madri troppo presto e ora cercano di recuperare ciò che hanno dovuto saltare.

È però interessante notare che in incontri tra amici queste donne, a causa della differenza d’età, si ritrovano involontariamente nel ruolo di “mamma”, proprio mentre cercavano di scappare dalle responsabilità... So anche che non dipende dal genere: pochi giorni fa ho sentito un amico papà cinquantenne che raccontava a una ragazza di poco più di vent’anni quanto fosse bella.

Da turista a casa

Il turista gode della novità, dell’esotico, della diversità, ma quando le differenze culturali smettono di essere affascinanti e diventano pesanti e obbligatorie, l’avventura si trasforma in realtà dura. Quando i gruppi di amici non trovano un’intesa o i compiti di vita scorrono paralleli senza incontrarsi, capiamo che una relazione vera non è una fuga in un’altra epoca. In un legame duraturo non si ama solo l’atmosfera, ma la persona che vive quell’età, con i suoi dilemmi, paure e cambiamenti fisici e mentali.

Secondo me il “turismo generazionale” è problematico perché è facile confondere l’esperienza con l’intimità, la freschezza con la profondità. Alla fine non ci leghiamo a un’epoca o a uno stile di vita comodo, ma a una persona. Se il legame è vero, l’età è secondaria – se no, dobbiamo ammettere di aver scelto la destinazione sbagliata.

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