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Adorano il corpo femminile, ma si disgustano delle sue funzioni: il doppio standard che molte donne conoscono bene

Szőke Angéla5 min di lettura
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Adorano il corpo femminile, ma si disgustano delle sue funzioni: il doppio standard che molte donne conoscono bene — Relazione
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Amano il corpo femminile — ma solo finché rimane silenzioso, decorativo e privo di qualsiasi funzione biologica reale. Non appena entra in scena la parola "mestruazione", "allattamento" o "coppetta mestruale", molti uomini spariscono come per magia. Eppure nessuno si scandalizza per le battute sui genitali maschili. Come mai?

Il doppio standard che nessuno vuole ammettere

Disegni di peni, gadget a forma di pene, barzellette sul pene, foto del pene: tutto normalissimo. Se osi storcere il naso, ti chiamano puritana. Ma pronuncia ad alta voce le parole "clitoride", "mestruazione" o "vagina" — e improvvisamente ogni uomo nella stanza si trasforma in un adolescente imbarazzato.

Questo è il doppio standard di cui molte donne hanno esperienza diretta, spesso all'interno delle relazioni più intime. Non è una questione astratta: è fatta di episodi concreti, piccoli e grandi, che lasciano il segno.

"Fai sparire quella cosa subito"

Una donna racconta: stava lavando i piatti quando sentì il suo ragazzo urlare dal bagno con una voce carica di disgusto — "Bleah, toglila subito!" Pensò di aver lasciato un assorbente usato in giro. Invece no: l'uomo era inorridito dalla semplice vista di una scatola di tamponi lasciata aperta.

In quel momento lei pensò: se già una scatola chiusa lo manda in crisi, cosa farà quando avrò un figlio e allatterò? La risposta era già scritta. Quell'uomo non sarebbe diventato il padre dei suoi figli.

"Non posso portarti quella cosa"

Un'altra storia: un marito si rifiuta di portare alla moglie, in bagno, la sua coppetta mestruale — conservata in un piccolo sacchetto di velluto. Non avrebbe dovuto toccarla, né guardarla. Eppure: no. Impossibile.

Episodi come questi non sono rarità. Sono esperienze che molte donne riconoscono immediatamente, perché le hanno vissute in prima persona.

Papà che scappa dalla conversazione sull'allattamento

Durante una visita a una coppia di amici con un neonato, qualcuno chiese alla madre se avesse latte a sufficienza. Il padre si alzò teatralmente e, con un sorrisetto, disse al suo amico: "Andiamo, finché parlano di queste cose da donne." I due uomini uscirono ridacchiando.

La domanda resta: che tipo di padre è quello che non riesce nemmeno ad ascoltare una conversazione sull'allattamento di suo figlio?

"Dopo non riuscirei più ad andarci a letto"

In ufficio, un collega annuncia che diventerà padre. Dopo i complimenti di rito, una collega chiede innocentemente se pensa di assistere al parto. La risposta, tra le risate degli altri uomini presenti: "Assolutamente no — dopo non riuscirei più ad avere rapporti con mia moglie!"

I colleghi maschi annuiscono sorridendo. Le donne si scambiano uno sguardo in silenzio. Nessuno ride più.

Il vero sacrificio, secondo la famiglia

Forse l'episodio più rivelatore di tutti: un fratello viene celebrato come un eroe dalla famiglia intera perché era presente al parto di suo figlio. Sua moglie — che aveva trascorso 18 ore in travaglio per dare alla luce un bambino di quasi quattro chili — non viene celebrata da nessuno, tranne che dalla narratrice.

Essere presenti in sala parto viene trattato come un atto di eroismo maschile. Il dolore della madre, invece, è dato per scontato. Se non è un doppio standard, cos'è?

Il seno: bello finché non serve a nutrire

A una festa, cinque ragazzi brilli discutono animatamente del seno femminile. Il seno piccolo non va bene. Quello grande è meglio, ma prima o poi cede. Quello rifatto è artificiale. Quello naturale è o troppo piccolo o troppo grande e prima o poi cederà comunque.

Il seno esiste, nella loro visione, esclusivamente come oggetto estetico. Appena svolge la sua funzione biologica — nutrire un bambino — diventa qualcosa di cui vergognarsi o da cui fuggire.

Il primo appuntamento e le regole non scritte

Un ragazzo, al primo appuntamento, dichiara candidamente che lui il sesso orale alle donne non lo pratica — "non fa per me." Ma lo pretende dalla partner, ogni volta. Quando gli viene chiesto se non abbia mai considerato che forse è gay, si indigna moltissimo. Eppure la domanda era più che legittima.

Le battute che funzionano solo in una direzione

Un classico: "Cosa dice il cieco passando davanti al mercato del pesce? Ciao ragazze!" Tutti ridono. Ma quando le viene chiesto se, passando davanti a una fromagerie puzzolente, direbbe "Ciao ragazzi!" — silenzio. Sguardi offesi.

Le battute sulle parti intime femminili sono universalmente accettate. Quelle sui maschi, no. Come se loro fossero un bouquet di rose e le donne dovessero accettare di essere il bersaglio.

Cosa ci dicono tutte queste storie

Questi episodi, presi singolarmente, possono sembrare piccoli. Messi insieme, raccontano qualcosa di più profondo: una cultura in cui il corpo femminile è desiderabile quando è silenzioso e performativo, ma disgustoso quando è reale, funzionale, vivo.

Le mestruazioni, l'allattamento, il parto, la fisiologia intima: sono esperienze umane normali. Non sono argomenti da cui fuggire ridacchiando. E un partner — o un genitore — che non riesce a starci vicino nemmeno a parole, vale la pena di essere rivalutato.

Perché il rispetto per una donna non finisce dove inizia il suo corpo reale.

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