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Chi nasce, prima o poi se ne va – su questo non abbiamo controllo. Metodi che mi aiutano a elaborare il lutto

Szabó Erzsébet4 min di lettura
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Come per molti di noi, anche nella mia vita ci sono momenti in cui il lutto arriva inevitabilmente. Perdere una persona cara non si supera da un giorno all’altro, anche se cerchiamo consapevolmente di accettare che fa parte del ciclo della vita.

Chi nasce, prima o poi se ne va – su questo non abbiamo controllo. Ma per quanto ci prepariamo, quando arriva il momento, il dolore è sempre travolgente. In quei momenti cerchiamo appigli, spesso piccoli e personali, che non eliminano il vuoto ma lo rendono sopportabile. Cerchiamo semplicemente di sopravvivere al minuto successivo, all’ora che verrà, mentre ci chiediamo come il sole possa sorgere ancora oggi, quando nulla è più come prima.

In due nel dolore

Nel mio lutto attuale, è stato fondamentale avere accanto qualcuno che provava esattamente le mie stesse emozioni. Ci capivamo senza parole e ci sostenevamo con forza. Ci siamo permessi di piangere ovunque e in qualsiasi momento – anche nel mezzo della routine quotidiana o del trambusto della strada, ci fermavamo quando serviva. Un lungo abbraccio, qualche parola gentile e la certezza di esserci l’uno per l’altro sono stati un appiglio incredibilmente forte.

Curiosamente e fortunatamente, non crollavamo mai insieme. Quando uno di noi scoppiava in lacrime, l’altro si occupava della casa e delle telefonate, così alternavamo momenti per affrontare il dolore insieme. Era come un sostegno invisibile che ci permetteva di lasciar andare il dolore in qualsiasi momento e luogo.

Due bambini accanto a una tomba. Ci sono molte candele in fila e uno dei bambini tiene una foglia sopra una candela. Sullo sfondo ci sono dei fiori.

Fuggire dalla realtà: libri e amici

Un altro rifugio è stata la lettura. Ho scelto libri capaci di strapparmi al presente – non per dimenticare il dolore (cosa impossibile), ma per distogliere l’attenzione per qualche istante. Immergermi nelle pagine calmava il vuoto e mi permetteva di respirare un po’.

Il sostegno degli amici è stato una forza enorme. Bastava un messaggio, qualche pensiero gentile – non servivano grandi parole o incontri. Con alcuni non ci vedevo nemmeno, ma sentivo la loro presenza. Con altri desideravo fortemente il contatto. Mi sono concessa di stare con chi volevo, senza dover piacere a nessuno.

Ho scoperto quanto il lutto sia fatto di onde

Ho letto molto sul lutto e le sue fasi, e oggi so quanto sia vero che non è un processo lineare. Si oscilla tra le fasi. Un giorno sembra che abbiamo accettato l’irreversibile, il giorno dopo arrivano dubbi, rabbia, colpevolizzazioni. Ricordo quando ho capito di stare “negoziando” – anche se non sapevo con chi, ero risucchiata dai miei monologhi interiori per giorni. Sentivo solo il desiderio di riaverlo a qualunque costo. Quando ho preso coscienza di questo, ho potuto andare avanti più facilmente.

In ogni caso, non mi sono mai messa fretta. Ora vedo chiaramente che il lutto non si può accelerare e ogni emozione ha il suo spazio: rabbia, tristezza, sollievo. Non esiste un modo “giusto” di vivere il lutto, solo quello che funziona per noi.

L’amore non scompare, cambia forma

Mi ha aiutato molto pensare che, anche se non sappiamo cosa succede dopo la morte, è rassicurante guardare la questione da qualsiasi prospettiva. Se esiste un aldilà, chi ho perso è sicuramente in un posto migliore. Se non esiste, allora non prova più nulla – il dolore e il vuoto vivono solo in me, sono io a doverli affrontare, non lui. In ogni caso, dipende solo da me quanto a lungo restare aggrappata alla sofferenza, quanto a lungo vivere nel vuoto. Perché il lutto, per quanto naturale, riguarda noi: come gestiamo l’assenza insostituibile di chi amiamo.

Una cosa è certa: il tempo aiuta davvero. Non cancella, trasforma. Il vuoto viene lentamente riempito dai ricordi, quei momenti bellissimi vissuti insieme – e ce ne sono tantissimi. Quando penso a quanto ci siamo amati, sono sicura che anche lui desidererebbe che io sia felice e porti avanti tutto il bene che ho ricevuto.

Forse questo è il messaggio più profondo del lutto per me: l’amore non muore, cambia forma. Diventa presenza nel silenzio, profumo nella luce del mattino, brezza carezzevole nel bosco, ricordo che appare nei momenti più inaspettati. E in questa consapevolezza c’è tutto ciò che serve per andare avanti.

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