Abbiamo chiesto agli uomini quali esperienze ha portato loro un decennio di vita matrimoniale.
I piatti
In realtà non litigano per chi lava i piatti sporchi: il problema non sono i piatti, ma il rispetto, o meglio la sua mancanza. La discussione riguarda sempre quanto ciascuno mette nella relazione. Perché io, marito, non riesco a chiudere la porta della credenza in cucina, anche se mia moglie me l’ha chiesto duecento volte. Da solo non la chiuderei mai, sono un tipo un po’ rozzo, ma lo faccio per rispetto alla sua richiesta.
Avvolti nel silenzio
Le donne spesso vengono criticate perché, quando gli si chiede come stanno, rispondono di stare bene anche se non è così. Ma nessuno parla mai del fatto che anche gli uomini sono colpevoli! Noi uomini ci chiudiamo nel silenzio e soffriamo in silenzio, che è una forma di terrorismo emotivo simile all’aggressività passiva femminile. Se qualcosa non va, va detto, altrimenti come pensi che si risolva?
La solita “comunicazione”
Ora so che “comunicare bene” non significa urlare più lentamente e scandendo le parole, ma ascoltare davvero quello che dice la tua donna. Per anni, come molti uomini, ho affrontato le discussioni aspettando solo che lei finisse per poter dire la mia. Non ascoltavo davvero, pensavo solo a come rispondere. Ho imparato che comunicare non è difendere la propria ragione, ma aprire le orecchie e cercare di capire l’altro.

Difficoltà
Il matrimonio è come trasportare un divano: due persone insieme ce la fanno facilmente, ma diventa difficile se solo uno si impegna.
Fin dall’inizio
Le ragioni delle nostre discussioni erano già presenti all’inizio, solo che allora le ignoravamo. Lei sapeva che io non avrei mai lavato i piatti spontaneamente, io sapevo che lei non era una fata della cucina, ma non importava perché eravamo pazzi l’uno dell’altra e facevamo l’amore tutto il giorno. I problemi che affrontiamo ora c’erano già, solo che non li vedevamo.
Telepatia
Da uomo mi lamentavo che le donne pensano che siamo lettori del pensiero, ma devo ammettere che anche noi abbiamo questa aspettativa. E sebbene le donne siano creature incredibilmente sensibili e intuitive, non leggono la nostra mente. Non si devono fare allusioni, ma parlare chiaramente, perché non sono un romanzo giallo da risolvere per mia moglie.

Algebra
Il matrimonio non è 50-50. A volte è 80-20, altre 90-10. Ci sono giorni in cui torno a casa così stanco da non sopportare che mi si parli, e altri in cui mia moglie è così nervosa da non poterla avvicinare. Fa parte del gioco, succede in ogni matrimonio. La bilancia raramente è perfettamente equilibrata, oscilla da una parte all’altra e sta a noi mantenerla in equilibrio nel tempo.
Pigrizia
Non smetti di amare, smetti di impegnarti. Ci si abitua troppo alla relazione e poi ci si chiede perché non funziona più. Se costruisci una casa e non la curi per anni, cade a pezzi; lo stesso vale per il matrimonio. Bisogna flirtare, uscire insieme, mandare messaggi sexy e baciarsi.
La scelta è nelle tue mani
Non tutte le discussioni devono degenerare in litigi. A volte serve un respiro profondo, contare fino a dieci e decidere di non entrare in conflitto. All’inizio è difficile, ma con il tempo diventa più facile lasciar andare. È successo anche a me. Mia moglie è più importante del dover avere sempre ragione.
La vittoria
Gli uomini hanno spirito competitivo e voglia di vincere, ma nel matrimonio non serve. Ho imparato che non devo vincere ogni discussione, dobbiamo vincere insieme. Se uno perde, perdiamo entrambi.











