Bien Logo

Ci sono cose che nemmeno l’IA può fare? - Perché desidero contenuti umani imperfetti nel mondo degli algoritmi

Elisabetta Rossi4 min di lettura
Condividi:
Ci sono cose che nemmeno l’IA può fare? - Perché desidero contenuti umani imperfetti nel mondo degli algoritmi — Lifestyle
In questo articolo

Non ricordo molto del liceo, ma sì quando a informatica abbiamo visto per la prima volta video divertenti online. Ricordo la classe: passavamo da un computer all’altro per ridere insieme di gatti goffi e progetti di ristrutturazione falliti. Allora i contenuti avevano valore. Ne arrivava poco e non erano perfettamente levigati, né ottimizzati per colpirci a tutti i costi.

Oggi non è solo un ricordo personale: le generazioni nate dopo non sanno com’era internet allora. Noi siamo cresciuti nel digitale, ma sento sempre più forte che non solo i prezzi nei negozi, ma anche gli stimoli soffrono di inflazione. Troppo, troppo veloce, troppo facile da ottenere. Il problema è proprio questo: se tutto è divertente, bello o perfetto, in realtà nulla lo è, e la particolarità svanisce. Più un contenuto sembra impeccabile, più scivolo via velocemente.

Lo uso – ecco perché lo noto

Non voglio fare la moralista: anch’io uso l’IA. Mi aiuta a riformulare frasi quando gli occhi si stancano, a orientarmi nella metro di una città straniera o a organizzare un viaggio.

Lo trovo utile perché fa risparmiare tempo, e il tempo è uno dei doni più preziosi che abbiamo.

Per questo noto anche quando contenuti generati mi sommergono ovunque. Riconosco frasi fatte, ritmi, schemi, emoticon usate troppo “a puntino”. Seguo creatori che stimo, ma sento sempre più spesso che manca quel qualcosa che mi aveva fatto iscrivere. Non mi dà fastidio che risparmino tempo, ma che la loro presenza esperta svanisca, che i pensieri personali spariscano perché conta solo “pubblicare ogni giorno”. Quando ho preso in mano un libro che aspettavo tanto e ho capito già dalle prime pagine che l’IA aveva dato una mano nella scrittura, qualcosa è cambiato dentro di me.

Donna seduta alla finestra che legge sul cellulare

Il mio cervello non vuole scorrere algoritmi anche nel tempo libero

Arriva un momento in cui tutti scorriamo senza pensarci. E quel momento cambia continuamente, perché i creatori si adattano a nuovi trend algoritmici per raggiungere più persone e aumentare il loro valore sul mercato. Ma il cervello riconosce velocemente schemi vuoti, senza scopo o valore reale, e non riesce a mantenere l’attenzione in mezzo a tanto rumore.

L’IA però produce solo la media, soluzioni sicure e “centrate”, soprattutto nelle versioni gratuite per tutti.

Ma i consumatori cercano sempre meno la media, vogliono l’unicità che solo l’essere umano può inventare (almeno per ora).

Utente interagisce con assistente IA sul laptop

Ciò che l’algoritmo non può copiare

Ovviamente lo dico in senso figurato, perché tecnicamente quasi tutto è modellabile. Però voglio credere che, almeno in questa fase di transizione in cui possiamo ancora distinguere il vero dal falso, esistano contenuti che rendono umano il digitale. L’IA non prova empatia, non è presente nel momento, non reagisce d’istinto. Può scrivere un post arrabbiato o generare foto meno estetiche ma sincere solo se glielo chiediamo esplicitamente.

E questa è la differenza: dietro non c’è nulla.

Il bisogno di contenuti umani e di valore si è manifestato chiaramente per me. All’inizio scorrevo via i video in cui si vedeva che l’IA “aiutava” a suscitare emozioni. Poi ho lasciato TikTok. Quando nei video più teneri con animali hanno inserito scene false senza motivo, ho capito che non volevo più contenuti. Anzi, volevo meno contenuti – ma veri.

Primo piano di un cellulare

La presenza umana è ormai un lusso?

Oggi è raro trovare creatori che non ottimizzano, non confezionano tutto con cura o non levigano ogni dettaglio. Ma spero che sempre più persone, indipendentemente dal tema, osino mostrare l’imperfetto. Come dopo il fast food è cresciuta la voglia di artigianale, forse dopo la spazzatura digitale arriverà il momento dei “contenuti artigianali”. Forse torneranno di moda conversazioni dal vivo e senza tagli, hobby analogici e contenuti autentici, senza ritocchi o algoritmi.

L’IA è uno specchio della nostra società, perché mostra anche cosa non si può automatizzare. Forse proprio questa sovrabbondanza ci riporterà alla realtà? Non serve meno tecnologia, ma più consapevolezza. E credo che le nuove generazioni sapranno relazionarsi all’intelligenza artificiale come noi impariamo a filtrare le fake news. Se il prezzo da pagare è stato questo periodo per rivalutare la presenza umana, allora è valsa la pena.

Letture correlate

«Il mondo è sommerso da un nulla ben formulato» - Come l’AI sta colonizzando il nostro modo di pensare — Lifestyle

«Il mondo è sommerso da un nulla ben formulato» - Come l’AI sta colonizzando il nostro modo di pensare

L’intelligenza artificiale ha rivoluzionato le nostre giornate, ma come influenza davvero il nostro pensiero? Scopri come mantenere viva la tua voce unica in un mondo dominato dalle macchine.

Elisabetta Rossi
Come rendere i social media un'abitudine: la guida pratica per il 2026 — Lifestyle

Come rendere i social media un'abitudine: la guida pratica per il 2026

Essere presenti sui social nel 2026 non è più una scelta opzionale. Ecco come trasformarlo in un'abitudine concreta, anche se non ti senti a tuo agio online.

Margherita Lupo
Il fenomeno dell’hate-following: perché segui ogni mossa di chi ti infastidisce — Lifestyle

Il fenomeno dell’hate-following: perché segui ogni mossa di chi ti infastidisce

Spesso ci capita di essere seguiti sui social da persone che sappiamo non apprezzarci. Ma perché lo facciamo a noi stessi e perché lo fanno gli altri?

Elisabetta Rossi
Come se fossimo tutti a un passo dall’esplosione: come gestire la tensione e l’aggressività quotidiane — Lifestyle

Come se fossimo tutti a un passo dall’esplosione: come gestire la tensione e l’aggressività quotidiane

La tensione e l’aggressività che permeano le nostre giornate rappresentano una sfida per molti. Qui ti racconto, attraverso un’esperienza personale, come affrontare queste situazioni.

Elisabetta Rossi
Romanticismo artificiale: quando ci si innamora di un'IA (e non ci si accorge del pericolo) — Lifestyle

Romanticismo artificiale: quando ci si innamora di un'IA (e non ci si accorge del pericolo)

Parlare con un'intelligenza artificiale può sembrare innocuo, ma per alcune persone si trasforma in un legame emotivo intenso che distorce la percezione della realtà.

Barbara Conti
Viaggiare senza stress: 5 trucchi semplici da provare — Lifestyle

Viaggiare senza stress: 5 trucchi semplici da provare

Viaggiare può essere emozionante, avventuroso e rilassante, ma a volte può anche generare stress e tensione.

Isabella Bianchi