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Come vivo la vita da imprenditrice donna – no, non faccio sempre quello che voglio

Nyul Debóra4 min di lettura
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Come vivo la vita da imprenditrice donna – no, non faccio sempre quello che voglio — Lifestyle
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Dal 2021 sono un’imprenditrice individuale. A 28 anni, vivendo in una città di provincia, mi confronto spesso con un paradosso: molti pensano che “io faccia sempre quello che voglio” o che “che fortuna, posso gestire il mio tempo”. La realtà, però, è molto più complessa.

Questa strada non è la più facile, ma è quella più percorribile per me

Quando, da giornalista, ho deciso di camminare con le mie gambe, non ho scelto la via più semplice, ma quella più realistica per me. Vivendo in una città di provincia e appassionata di temi come uno stile di vita sano, viaggi, crescita personale e sensibilizzazione sociale, era chiaro che l’indipendenza fosse la chiave per dare spazio a questi contenuti.

Non sono diventata imprenditrice perché avevo tanto tempo libero o perché suonava come un sogno poter gestire il mio tempo. L’ho fatto perché era la forma che mi permetteva di dedicarmi a ciò in cui credo.

Anche la libertà ha un prezzo

Dall’esterno può sembrare che essere imprenditrice significhi libertà – e in parte è vero. A volte possiamo andare a fare una passeggiata in un bosco vicino nel pomeriggio o gestire le commissioni con più flessibilità. Ma tutto questo ha un costo.

Concedermi un pomeriggio libero di martedì spesso significa lavorare tutto il sabato, dall’alba al tramonto. Oppure passare parte delle vacanze con il portatile in mano. La libertà dell’imprenditoria non è garantita: ogni mese bisogna guadagnarsela di nuovo.

Il lavoro “invisibile” – anche se lavoro da casa

La parte più difficile per me non è la quantità di lavoro, ma come gli altri lo percepiscono. Mi è capitato di sentirmi dire “ma tu scrivi solo” o “non è un vero lavoro”. Come se non dover andare in ufficio significasse non lavorare.

In realtà spesso sto al computer dalla mattina presto a sera tardi. Scrivo, modifico, coordino, e in più gestisco contabilità, amministrazione e marketing da sola. È uno stile di vita complesso che richiede continua auto-organizzazione: non meno lavoro, solo diverso.

Al posto di uno stipendio fisso, una realtà altalenante

Chi ha lavorato come dipendente in un posto dove gli stipendi arrivano sempre puntuali sa quanto sia rassicurante un salario fisso. Da imprenditrice questa sicurezza non c’è. Ci sono mesi buoni e mesi più difficili. Ho imparato a pianificare, risparmiare e pensare al futuro.

I “no” nascosti tra tanti “sì”

Essere imprenditrice spesso significa stare in una “zona grigia”. Anche se avevo diritto a un certo sostegno per la mia età, a volte il mio status imprenditoriale mi ha fatto perdere opportunità di guadagno extra che sarebbero state di grande aiuto. A volte ho avuto la sensazione di essere penalizzata per non aver scelto la “strada tradizionale”.

In quei momenti è difficile non dubitare. Ma alla fine penso sempre che sia meglio seguire una strada più difficile ma autentica, piuttosto che una più facile che non è la mia.

L’equilibrio su cui lavoro ogni giorno

La sfida più grande per me è trovare l’equilibrio. Imparare dove finisce il lavoro e dove inizia la vita privata. Trovare tempo per la famiglia, il movimento, il relax, e non solo per le storie degli altri, ma anche per la mia.

Nonostante scriva spesso di uno stile di vita sano e sappia cosa sarebbe giusto fare, anche io ho esagerato a volte. Questo mi ha spinto ancora di più a motivare gli altri a prendersi cura del proprio corpo e della propria mente. So che non è facile, ma so anche che vale sempre la pena.

Non è tutto bianco o nero

Essere imprenditrice non è né “meglio” né “peggio” che essere dipendente. È diverso. Con sfide, opportunità, tante decisioni e molto da imparare.

Credo che dobbiamo rispettarci a vicenda quando lavoriamo onestamente, anche se non capiamo tutto o faremmo le cose diversamente. Credo anche che il mondo non si debba vedere in bianco e nero, perché le cose importanti si nascondono sempre nei dettagli.

Ho scelto la mia strada e non me ne pento

Forse altri non la sceglierebbero. Forse nemmeno io la seguirò per sempre. Ma ora, in questa fase della mia vita, questa è la mia strada. Non sempre facile, non sempre prevedibile – ma che insegna, forma e mi ricorda ogni giorno cosa significa davvero assumersi la responsabilità della propria vita.

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