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Delusione per l’ultima stagione di Stranger Things? Le prime puntate mi lasciano con sentimenti contrastanti

Schuster Borka4 min di lettura
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Delusione per l’ultima stagione di Stranger Things? Le prime puntate mi lasciano con sentimenti contrastanti — Tempo libero

Attenzione: questo articolo contiene spoiler sulle prime quattro puntate dell’ultima stagione. Continua a leggere solo se hai già visto i nuovi episodi!

Dopo anni di attesa, è finalmente arrivata la ultima stagione di Stranger Things, o meglio, le prime quattro puntate. Netflix ha in serbo un altro blocco di episodi per Natale, e a fine anno arriverà l’episodio finale che chiuderà tutto. Ero davvero emozionato per il debutto dell’ultima stagione: questa serie è sempre stata una delle mie preferite, i personaggi sono cresciuti davanti ai miei occhi e l’atmosfera mi ha sempre trasportato con una dolce nostalgia agli anni ’80. Forse è proprio per questo che queste prime quattro puntate non mi hanno convinto del tutto.

La lunga pausa non ha aiutato. In una serie così stratificata e con una mitologia complessa come questa, è difficile riprendere da dove si era lasciato anni fa. Forse sarebbe stato utile rivedere le puntate precedenti, ma sarebbe stato un azzardo pensare che tutti abbiano il tempo per farlo. Eppure, sembra proprio che sia successo così.

Le trame sono sempre state piene di misteri, spesso sovrapposti: appena uno si risolve, ne spunta subito un altro. Qui però tutto sembra ancora più confuso. Dopo un po’ mi sono sentito frustrato a dover decifrare chi controlla chi, a chi appartengono certi ricordi, quali motivazioni nascondono i fili invisibili e cosa vogliono dire davvero le scene più misteriose. Invece di farmi entrare nel mondo della serie, mi sono sentito sempre più distante.

Mancava qualcosa di importante: l’atmosfera anni ’80

Uno dei punti di forza di Stranger Things è sempre stato il modo in cui giocava con la cultura pop degli anni ’80, come un adulto che riscopre i suoi vecchi giocattoli preferiti. Stavolta però questo aspetto sembra messo da parte. Ci sono meno momenti musicali iconici, meno riferimenti cinematografici e, in generale, meno umorismo. Finora la serie aveva un equilibrio perfetto tra toni oscuri e momenti leggeri e spesso teneri. Ora invece tutto tende al dramma, e le battute più divertenti sono spesso solo brevi scambi tra i personaggi, che a volte sembrano ripetitivi e un po’ lenti. Si percepisce anche quando gli sceneggiatori cercano disperatamente di tirare fuori una frase iconica da un personaggio, ma il risultato è meno efficace.

Giovane ragazzo che guarda un film con un popcorn in mano

Però la quarta puntata offre una scena potente alla fine, che riporta un po’ di quel pathos emotivo ben costruito e intenso che Stranger Things ha sempre saputo usare così bene.

Ma questa breve scintilla è stata poca cosa per circa cinque ore di storia.

La cosa più strana è che, mentre gli attori sono cresciuti e fanno un ottimo lavoro, i loro personaggi sembrano non aver fatto lo stesso percorso. Nelle stagioni precedenti si capiva bene la dinamica e le motivazioni tra i ragazzi. Ora invece i dilemmi dei giovani adulti sembrano solo abbozzati. Will lotta ancora con la paura di uscire allo scoperto, Mike ed El sognano un nuovo inizio, Lucas cerca di superare la mancanza di Max – ma tutto questo si poteva intuire anche senza vedere un solo minuto della nuova stagione. Nuove profondità e conflitti sono quasi assenti.

Per fortuna c’è ancora motivo di sperare: la fotografia resta splendida

L’atmosfera in alcune scene è ancora coinvolgente. Gli attori sono sempre talentuosi, anche se ora hanno meno materiale con cui lavorare. Queste quattro puntate per me sono state una delusione – ma non senza speranza. Stranger Things ha sempre brillato quando tutto era pronto e le emozioni, la tensione e la creatività potevano esplodere.

Spero davvero che sarà così anche questa volta, e che gli episodi di Natale ci ricordino perché ci siamo innamorati del mondo di Hawkins. Il potenziale è ancora lì, vibrante sullo sfondo – speriamo solo che finalmente lo lascino esprimere.

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