La parola “amante” è spesso associata automaticamente alla vergogna, ma non tutte le donne la vivono così.
In pace
Quando qualcuno scopre che una persona è stata amante, tutti si aspettano senso di colpa e rimpianto. Ma quello che nessuno si aspetta è l’onestà, e io non mi sono mai pentita di come sono andate le cose. Non dico che fosse la situazione ideale – lui era mio solo per poche ore a settimana – ma non me ne sono mai pentita. Lui soffriva in un matrimonio spento, che non poteva lasciare, per mille motivi, la solita storia: mutuo in comune, tre figli, bla bla... Io invece ero sola da anni. Quando ci siamo incontrati e ci siamo guardati, il mondo intorno a noi è sparito. È stato un incontro destino.
Abbiamo cercato di resistere quasi un mese, ma era impossibile. Ci sono stati momenti in cui pensavo di non farcela, ma sono felice di aver vissuto un amore così. Forse è stata la prima “relazione” in cui sapevo che il mio partner mi amava con tutto il cuore. È durata due anni, poi ho accettato un lavoro all’estero per ricominciare da capo. Se non fossi partita, credo che non sarei mai riuscita a lasciarlo andare, e a lungo termine non sarebbe stato bene per nessuno di noi.
Chi è questa donna?!
Ero proprio io quella donna. Non dico che quello che è successo fosse giusto. Né che fosse innocuo, perché alla fine tutti siamo rimasti feriti. Però non me ne pento, perché ho imparato cose che senza questa storia non avrei mai scoperto. Ora so che l’amore non è bianco o nero, ma può vivere anche in zone grigie. Che si possono vivere emozioni travolgenti anche tenendole nascoste a tutti. E che si può accettare che l’altro non sarà mai davvero tuo, e che sta a te decidere quando sarai abbastanza forte da chiudere la relazione.

La favola
Da bambina nessuno sogna di diventare amante. Nemmeno io lo desideravo, anzi: disprezzavo profondamente le donne che “rubano la testa a uomini sposati”. Lo consideravo un tradimento disgustoso verso le altre donne. Ci sono donne che lo fanno per gioco, per la sfida della caccia, ma io non ero così. Non è iniziato con un tradimento, ma con conversazioni. Finalmente qualcuno ti ascolta e ti capisce, proprio come tu capisci lui. L’uomo dice di essere sposato, ma la relazione è complicata, e tu gli credi. Perché vedi che è esausto. E solo. Ti dici che non sei stata tu a metterti in mezzo, perché il matrimonio era già morto.
Non hai promesso fedeltà eterna a nessuno, quindi non sei colpevole. E se non tradisse con te, tradirebbe con un’altra. Poi iniziano gli incontri segreti. Per un’amante ci sono solo briciole: un messaggio al giorno, poche ore rubate di tenerezza, weekend da sola, Natale e San Valentino. Quando ti manca, ma non puoi lamentarti. Rimani per sempre nell’ombra, ma accetti perché ami. Perché le emozioni sono vere, l’intimità, le risate, la connessione sono reali. Quando arriva l’amore, non importa se diventi moglie o amante…

Senza rimpianti
Non mi pento di essere stata amante per anni, perché sapevo che non era una favola. Sapevo che non sarebbe mai stato mio e che non sarebbe durato per sempre. Non me ne pento, perché così ho imparato la differenza tra chi ti presta attenzione e chi si impegna davvero. Tra chi ti sceglie di nascosto e chi ti mostra al mondo. Gli uomini quasi mai lasciano la moglie per l’amante. Promettono, temporeggiano, poi tornano alla sicurezza della casa costruita, perché è più comodo del cambiamento. La consapevolezza è stata sobria e dolorosa, ma grazie a questo ho capito quanto valgo e oggi so mettere limiti emotivi. E non mi accontento mai più di meno di quello che merito.











