Di base mi considero una persona un po’ cinica, ma credo nel matrimonio, anzi, credo nel matrimonio felice. Credo che il matrimonio sia un impegno profondo e bello: due persone che, con il loro lavoro comune, possono sostenersi e amarsi per tutta la vita.
Detto questo, non sono estremista su questo tema. Penso anche che a volte succeda che due persone, per quanto credessero che le cose potessero funzionare, arrivino al punto in cui è meglio prendere strade separate. Sarebbe ipocrita giudicare chi divorzia, soprattutto perché anch’io ho vissuto un matrimonio che non ha funzionato.
Se esiste una fortuna in questo campo, posso dire di essere stata fortunata. Il mio matrimonio è finito in modo pacifico, senza drammi o grandi litigi, e nessuno dei due ha iniziato a gettare fango sull’altro. Abbiamo solo capito che qualcosa era finito e non c’era modo di tornare indietro.
Se devo essere sincera, la prima notte in cui il mio (ex) marito non ha più dormito nella nostra casa comune, ho provato una sorta di felicità liberatoria.
Ma anche così, penso che il divorzio sia stato un momento della mia vita che ha richiesto molta auto-riflessione.
Dopotutto, non molto tempo prima avevo promesso a qualcuno che avrei passato la vita con lui. Cosa ha portato a quella decisione? Cosa è cambiato da allora? Cosa mi ha spinto a scegliere la separazione? Come potrò fidarmi di nuovo di me stessa se un giorno sentirò di voler condividere un’altra vita con qualcuno?

È un lavoro duro, non una festa del sabato
Queste sono domande difficili, ma inevitabili se non vogliamo che il divorzio ci segua per tutta la vita. Nessuno vale meno, nessuno è un “prodotto difettoso” o condannato per sempre solo perché ha vissuto un matrimonio finito male. Però, per andare avanti dopo una relazione naufragata serve impegno. Dobbiamo porci domande dolorose, accettare le nostre responsabilità e riconoscere quelle dell’altro. Serve mettere ordine dentro di noi.
L’idea di rivedere il divorzio non come un fallimento, ma come una nuova opportunità, un nuovo capitolo, non è affatto male. Però le feste per celebrare il divorzio (non sempre, ma spesso) sembrano voler evitare quel lavoro necessario per scrivere davvero pagine pulite di questo nuovo inizio.
Il brindisi con lo champagne, l’abito nero elegante e la torta con la foto dell’ex da tagliare mi comunicano soprattutto una cosa: non sono ancora passata oltre. E va bene così, è uno stato legittimo. Ma andare avanti richiede di affrontare la realtà. Se la foto viene sfocata da un filtro di Instagram, stiamo solo complicando le cose a noi stessi.











