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I pensieri di una mamma mentre compra i primi materiali scolastici

Schuster Borka3 min di lettura
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I pensieri di una mamma mentre compra i primi materiali scolastici — Famiglia

Lo so, è un cliché, lo so, l’ho sentito mille volte dagli altri, ma non posso farci niente: anche io mi chiedo come sia potuto succedere così in fretta.

Mi sembra ieri quando l’ho abbracciata per la prima volta in ospedale. Sento ancora il suo profumo – quell’odore di neonato, sconosciuto eppure subito familiare, unico e inconfondibile. Lo riconoscerei tra mille, e a volte, quando si stringe a me sul divano, mi sembra quasi di sentirlo ancora, lieve, tra i suoi capelli.

Recentemente ho scelto per lei tutine taglia 56, e con mani tremanti le infilavo quei piedini minuscoli, perché non sapevo nemmeno come tenerli – ora sto cercando delle scarpe da ginnastica per quando scalerà la parete attrezzata.

Mentre cerco di ricordare dove ho visto cosa e a che prezzo, cosa conviene comprare ora e cosa ho già tolto dalla lista, nella mia mente si affollano mille domande. Quante tasche deve avere l’astuccio? Lo zaino deve avere la fibbia o la cerniera? Su questo posso decidere. Ma tante altre cose non dipenderanno più da me.

Troverà nuovi amici? Ci sarà qualcuno accanto a cui sedersi il primo giorno? Si sentirà a suo agio in questo mondo nuovo e strutturato, dove non potrà sempre rifugiarsi tra le braccia di mamma? Come affronterà la prima delusione, la competizione, il fallimento? E io come farò? Come la sosterrò, la lascerò andare, la guiderò, la incoraggerò – sempre con ciò di cui ha bisogno? Le ho dato abbastanza finora per affrontare le sfide che la aspettano? E saprò darle ciò che le servirà quando si troverà davanti a battaglie diverse da quelle di oggi?

Primo giorno di scuola

Sono ansiosa, ma aspetto il cambiamento con orgoglio e curiosità

Perché ecco questo piccolo essere, che non molto tempo fa comunicava solo piangendo quando aveva fame o sonno, oggi chiede, racconta, argomenta, contratta, e a volte mi corregge pure. È chiaro che siamo cresciute insieme in questi anni. Ho imparato tanto da mia figlia.

Vedo il mondo in modo diverso grazie a lei, e sono così fortunata a poter guardare in prima fila come da quel piccolo fagottino in ospedale, che ho portato a casa sei anni fa, stia nascendo una personalità unica e inconfondibile.

E ora, mentre prova il suo piccolo zaino nel mezzo del negozio e annuisce soddisfatta dicendo “va bene così”, qualcosa cambia di nuovo. Inizia un nuovo capitolo. A piccoli passi, ma si avvia verso un cammino che un giorno percorrerà senza di me. Inizia a diventare grande, sempre più indipendente, e comincia quel periodo in cui io sarò solo un’osservatrice dietro le quinte. Sono grata di poter esserci.

Pagando, cerco di lasciar andare la stretta al petto e penso: anche questo è un primo. E ogni primo momento porta con sé emozione, paura e infinite possibilità. Ne vivremo tanti altri. Tante prime volte che ci faranno fare un passo verso una vita più adulta e autonoma. Oggi viene ancora da me se fa brutti sogni di notte e dorme accanto a me quando sta male, ma già sistema i quaderni nella sua stanza – lontana dal neonato indifeso che dipendeva da me per tutto. E chissà quanto lontano arriverà… Come mamma, posso solo sperare di aver creato un legame abbastanza forte tra noi, che resista qualunque strada la vita la porti a percorrere.

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