Non tutti gli uomini diventano davvero padri nel momento in cui nasce un figlio. E per molte donne, la vera fatica dei primi mesi non è il neonato: è l'uomo che dorme accanto a loro.
Le storie che seguono sono raccontate in prima persona da donne diverse. Hanno tutte un filo comune: quello che sembrava un crollo personale, spesso, era in realtà il peso di una relazione sbagliata. E capirlo ha cambiato tutto.
A ciascuno il suo
Non dormivo da mesi per colpa del bambino che piangeva in continuazione, e lui non muoveva un dito. Non lo ha mai fatto il bagnetto, non gli ha mai cambiato un pannolino. Anzi: quando tornava dal lavoro (dove non si ammazzava certo di fatica) non mi dava il cambio, andava a dormire.
Diceva che a lui spettava il riposo, perché era lui a portare i soldi a casa. Ah, e pretendeva comunque che ogni sera gli cucinassi un piatto diverso per cena. Su quello non transigeva.
La variabile
So per certo che con il primo figlio il problema non era la depressione post partum, ma il mio ex marito. Come lo so? Perché ho avuto altri due figli e non ho avuto il minimo problema.
Con il primo dovevo fare tutto io, ma proprio tutto, perché il mio ex non ci degnava di uno sguardo. Il mio secondo marito, invece, mi aiutava in ogni cosa. Del periodo dopo le altre due nascite non ho ricordi da incubo, ma di giorni sereni, passati a coccolare i miei bambini. L'unica cosa diversa era l'uomo che avevo accanto.
E come per magia
Secondo lui non avevo nemmeno una depressione post partum, ma una vera e propria psicosi. E devo ammetterlo: sentivo davvero che la mia mente stava andando in pezzi. Ero convinta di non amare il ruolo di madre.
Sono resistita sei mesi in quella follia, poi me ne sono andata con il bambino, e come per magia tutti i miei problemi sono spariti. Sono diventata una neomamma felice.
Le pastiglie
Una volta ne parlavo con alcune colleghe psicologhe: quante madri in meno dovrebbero prendere ansiolitici e altri farmaci se solo "cambiassero le circostanze", cioè lasciassero il marito.
Ho avuto diverse pazienti a cui avevo diagnosticato un'"ansia situazionale", e sono migliorate non appena hanno cambiato la loro situazione: i sintomi sparivano nel momento in cui spariva la fonte di stress, cioè il marito.
Anni lunghissimi
Dopo la nascita di mia figlia sono stata depressa per sei anni. E mi divorava un senso di colpa terribile, perché mi credevo una cattiva madre, incapace di stare all'altezza del compito.
Mio marito non ne ha potuto più e abbiamo divorziato. Io ero disperata: cosa ne sarebbe stato di noi senza di lui? Già dalla prima settimana mi sono sentita più tranquilla, perché non c'era più nessuno a tormentarmi di continuo.
Mi sono accorta di avere più tempo per me e per la bambina, perché non dovevo più correre dietro a quel pigro e schizzinoso buono a nulla. Un mese dopo era come se mi avessero cambiata: persino le mie amiche notavano che avevo un aspetto migliore. La cosa curiosa è che mi ero talmente abituata al comportamento del mio ex che non mi era mai passato per la testa di cercare in lui la causa del problema.
Ma guarda un po'
È venuto fuori che la mia "psicosi" era dovuta al fatto che lui non muoveva un dito, e io non dormivo da un anno intero. E a onor del vero, anche mia suocera e mia cognata avevano la loro parte di responsabilità.
Un altro figlio
Dopo la nascita del mio bambino mi sono ritrovata con così tante cose da fare che non sapevo più dove sbattere la testa. E ho capito una cosa: il mio ex marito era già di per sé come un figlio, per giunta viziato e ingrato. Accudirlo mentre badavo anche a un neonato era decisamente troppo.
Nel momento in cui ho eliminato quel peso dalla mia vita, tutto è diventato più leggero. Prendermi cura del mio piccolo era facile e piacevole; occuparmi del mio ex, invece, era una seccatura senza alcuna ricompensa.
Zen
Non capiva che non potevo fare sesso con lui tutti i giorni, perché il mio corpo si stava ancora riprendendo, la mia libido era sotto i tacchi e non dormivo decentemente da quattro mesi per via del bambino.
Mi assillava ogni giorno e ogni giorno litigavamo. Alla fine mi si stringeva lo stomaco solo a sentire la chiave girare nella serratura, perché voleva dire che era tornato. Quando ce ne siamo andati io e il mio bambino, tutto si è sistemato, ogni cosa è tornata al suo posto.
Perché
Ancora oggi non riesco a capire perché mi implorasse di fare un figlio, se poi non aveva la minima intenzione di occuparsene. E nemmeno di me, perché non gli piaceva come il mio corpo era cambiato dopo la gravidanza.
Il bello è che per anni ho creduto di essere pazza, di essere io il problema. E poi ho scoperto che, senza di lui accanto, sto benissimo.
Come può un partner influenzare la salute mentale di una neomamma?
Come raccontano queste storie, il peso emotivo e pratico di un compagno che non collabora può aggravare stanchezza, ansia e senso di colpa. In diversi casi i sintomi sono migliorati quando è venuta a mancare la fonte di stress.
Depressione post partum o problema di coppia?
Non sempre è facile distinguerli, e talvolta si sovrappongono. Alcune donne di queste storie hanno scoperto che il malessere spariva cambiando la loro situazione familiare, segno che il problema non era solo dentro di loro.
Perché tante madri si sentono in colpa?
Molte, non riuscendo a "farcela", finiscono per credersi cattive madri, come racconta chi ha vissuto sei anni di depressione. In realtà, spesso il carico era reso insostenibile da chi avrebbe dovuto sostenerle.











