Il pattinaggio artistico è uno degli sport invernali olimpici più affascinanti da vedere: un mix di atletismo spettacolare ed eleganza raffinata. E sì, i costumi tempestati di cristalli aggiungono un tocco di magia.
Però questi costumi non sono solo belli da vedere, sono realizzati seguendo regole precise. Chi le infrange rischia penalità pesanti. In vista delle Olimpiadi invernali 2026, abbiamo raccolto quattro regole poco conosciute che gli atleti devono seguire.
Non possono creare un effetto eccessivamente scorretto
Il costume “non deve creare un effetto di eccessiva nudità, che non si addice allo sport”: questa regola è stabilita dall’Unione Internazionale di Pattinaggio (ISU) e sarà valida anche alle Olimpiadi 2026. Cosa sia “eccessivo” è in parte soggettivo. La costumista di Los Angeles, Lisa McKinnon, evita tessuti trasparenti e si assicura che i costumi calzino perfettamente, per non mostrare più del dovuto.
La regola più ferrea per lei: il capezzolo non deve vedersi.
Questo non significa che i pattinatori debbano gareggiare coperti dalla testa ai piedi o che la sensualità sia bandita. McKinnon, per esempio, ha creato un costume in pizzo bordeaux con dettagli che scendono sulle spalle per Amber Glenn nel suo programma corto, ispirato a "Like a Prayer" di Madonna. Un look più maturo e femminile, ma sempre elegante.
McKinnon ha realizzato 15 costumi per i Giochi del 2026, anche per Alysa Liu, Isabeau Levito e la coppia di danza su ghiaccio Christina Carreira e Anthony Ponomarenko.
Non devono essere eccessivi o teatrali
Secondo le regole ISU, i costumi devono essere “sobri, dignitosi e adatti a una competizione sportiva”. Non possono essere troppo appariscenti o teatrali. È una regola un po’ flessibile, ma i costumisti evitano trucchi come cambiare il costume durante la performance. Questi effetti spettacolari sono più da show che da sport.
La regola però dice anche che il costume può riflettere il carattere della musica scelta. Questo è fondamentale per il processo creativo.
L’obiettivo è che il costume rispecchi le emozioni trasmesse dalla musica e dalla coreografia.
Molti costumisti ascoltano la musica più volte mentre disegnano, per far sì che il costume "respiri" insieme al programma.
Nulla può cadere sul ghiaccio
Questa è una questione di sicurezza. L’ISU richiede che ogni decorazione sia fissata saldamente: nulla deve staccarsi dal costume. Un cristallo o una perla caduta possono causare incidenti seri. Per questo i costumi sono realizzati con cura estrema: nodi doppi, fermagli rinforzati da più lati, colle potenti. Non è un caso che un costume possa richiedere fino a 50-100 ore di lavoro. Anche se raro, il rischio aumenta con elementi pendenti, frange o cristalli.
La violazione delle regole comporta penalità
Se un atleta infrange le regole del costume, può ricevere una penalità di un punto per programma.
È una penalità pari a una caduta sul ghiaccio. Può sembrare severa, ma la regola delle decorazioni fisse tutela la sicurezza, mentre le altre mantengono l’attenzione sulle prestazioni, non sui costumi eccessivi.
Un buon costume non distrae, ma valorizza il programma. Si fonde con la musica, la coreografia e la personalità dell’atleta. Quando succede, la magia avviene davvero sul ghiaccio.











