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Il Raduno delle Oche Selvatiche di Tata: così si è svolta la migrazione sull’Öreg-tó

Elisabetta Rossi5 min di lettura
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Il Raduno delle Oche Selvatiche di Tata: così si è svolta la migrazione sull’Öreg-tó — Tempo libero
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C’è un posto in Ungheria dove ogni giorno di tardo autunno è una piccola festa, e dove il rumore delle auto lascia spazio al verso di migliaia di oche selvatiche sulle rive del lago nel cuore della città. Forse è per questo che ho sentito il bisogno di tornare a Tata nell’ultima vera fine settimana autunnale di sole.

Qualche anno fa avevamo già camminato sul Sentiero della Luce, e allora pensavo fosse uno degli angoli più belli del paese. Quest’autunno, sapendo che si avvicinava il 25° Raduno delle Oche Selvatiche di Tata, quel luogo mi ha richiamata di nuovo. Sapevo che non era ancora il momento del picco, ma ero curiosa di scoprire cosa nascondesse l’Öreg-tó e i suoi dintorni.

Appena arrivati, la città ci ha incantati subito. Le luci dorate del castello, la superficie scintillante del lago, gli alberi dell’English Garden che si tingevano d’autunno e gli uccelli che volavano sopra il lago suggerivano che stava per accadere qualcosa di davvero speciale. E infatti, appena il sole è scomparso all’orizzonte, è iniziato ciò che aspettavamo da tutto il pomeriggio.

Alle 16:59 si sono sentiti prima pochi versi lontani, poi dal nulla il cielo si è riempito di battiti d’ali: migliaia di oche selvatiche sono tornate al lago per la notte. In quel momento ho dimenticato tutte le preoccupazioni quotidiane, il telefono è rimasto in tasca e ho semplicemente ammirato la natura che ci regalava la sua coreografia perfetta.

facebook.com/vadludsokadalom.wildgeesefestival

Un quarto di secolo con le oche – come un incontro tra amici è diventato un evento europeo

Il Raduno delle Oche Selvatiche festeggia quest’anno il suo 25° compleanno. All’inizio, tra il 2001 e il 2006, era più un incontro tra appassionati di birdwatching che un festival – ho scoperto curiosando sui social. Negli anni però l’evento è cresciuto, arricchendosi di attività come anellamento degli uccelli, concorsi di disegno, escursioni e dimostrazioni con il binocolo. Tutti capivano che stava nascendo qualcosa di grande sulle rive dell’Öreg-tó.

Leggendo i resoconti degli anni passati, mi sono resa conto di quanto questa esperienza collettiva sia coinvolgente. C’è qualcosa di toccante nel vedere centinaia di persone uscire all’alba sulle fredde rive del lago solo per osservare da vicino il risveglio della natura.

L’Öreg-tó è oggi una zona umida di importanza internazionale ed è parte della Convenzione di Ramsar dal 1989. Questo significa che, insieme a 170 paesi nel mondo, anche gli abitanti di Tata si impegnano a proteggere gli uccelli migratori e i loro habitat. Il lago e le aree circostanti, che si estendono su oltre 2600 ettari, ospitano centinaia di specie di uccelli: in autunno e inverno qui si radunano oche grigie, oche selvatiche e oche estive, e a volte compaiono ospiti rari come le oche della tundra o le cicogne nere.

Gli uccelli si sentono al sicuro qui: l’Öreg-tó è uno degli ultimi luoghi in Ungheria dove la caccia è vietata, e per rispettare la loro tranquillità non è permesso nemmeno il tradizionale spettacolo pirotecnico di Capodanno. Forse è proprio questa pace che li richiama ogni anno.

Una oca grigia in volo

Uomo e natura: una ricerca di equilibrio senza fine

Quest’anno però la festa si è trovata a dover affrontare delle tensioni. Nelle settimane prima dell’evento, il livello dell’acqua del lago ha preoccupato molti: mentre gli esperti chiedevano di mantenere almeno -50 centimetri per gli uccelli, per motivi di pesca l’acqua è stata abbassata molto di più. Il lago prosciugato non solo rende il paesaggio più triste, ma riduce anche i luoghi di riposo per gli uccelli. Se l’acqua è troppo bassa, oche e altri volatili si spostano altrove – e con loro anche l’entusiasmo di chi li osserva.

Guardando la riva che si prosciugava, ho provato un po’ di amarezza. Gli organizzatori hanno fatto il possibile per fare dell’Öreg-tó un vero rifugio in questo anno speciale, ma sembra che dobbiamo ancora imparare a bilanciare i bisogni dell’uomo e della natura. Il piano per la gestione delle acque dà priorità alla pesca rispetto al turismo, e questo è successo nonostante la Convenzione di Ramsar.

L’Öreg-tó di Tata, anche se artificiale, è molto più di una macchia blu sulla mappa

Anche se ora natura e interessi umani cercano di riarmonizzarsi, una cosa è certa: Tata resta uno dei luoghi più speciali in Ungheria per vivere da vicino la magia della migrazione degli uccelli. L’esperienza di sentire migliaia di oche riempire il cielo al tramonto è davvero indescrivibile.

Sul sito ufficiale del Raduno delle Oche Selvatiche di Tata puoi seguire ogni anno la diretta streaming dell’arrivo serale e della partenza mattutina degli uccelli. Dal tardo pomeriggio fino all’alba il lago è in continuo movimento: l’aria si riempie del battito d’ali, l’acqua si increspa e lo spettacolo ipnotizza.

La notizia migliore? Il 25° Raduno delle Oche Selvatiche si terrà anche quest’anno, il 28 e 29 novembre. Chi vuole vivere di persona questa festa speciale non è ancora in ritardo. Conferenze, escursioni guidate, attività per bambini e, naturalmente, le protagoniste, le oche selvatiche, aspettano i visitatori – anche se il loro numero resta incerto.

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