Quando è stata l'ultima volta che hai finito un libro? Se ci devi pensare troppo, non sei l'unico. Negli ultimi dieci anni il tempo che dedichiamo alla lettura è precipitato, e i dati raccontano un cambiamento più profondo di quanto immaginiamo.
La tecnologia digitale ha trasformato le nostre giornate, e forse nessun'abitudine ne ha risentito quanto la lettura. Le generazioni più giovani, in particolare i millennial e la Gen Z, preferiscono sempre di più i contenuti brevi e visivi dei social media ai libri e ai testi lunghi.
E non è solo una sensazione. Le ricerche confermano che le abitudini di lettura stanno cambiando in linea con i trend internazionali. Secondo uno studio del 2021, tra i giovani di 18-24 anni il tempo dedicato alla lettura è calato in modo netto, mentre tra gli over 45 è rimasto relativamente stabile.
Al posto dei libri, i più giovani ormai prendono in mano lo smartphone o il tablet quando vogliono leggere qualcosa.
La portata di questo cambiamento emerge chiaramente anche dalle indagini di settore: secondo una ricerca del 2020, la quota di adulti che leggono regolarmente un libro, almeno una volta a settimana, è scesa dal 25% al 13% rispetto a quindici anni prima. Tra le cause più frequenti c'è la mancanza di tempo, ma moltissime persone scelgono semplicemente altre forme di intrattenimento al posto dei libri.
Leggere non è più sinonimo di relax
Anche il modo in cui lavoriamo e viviamo pesa su questa tendenza. Con ritmi sempre più frenetici e la pressione del lavoro, alla fine di una lunga giornata siamo stanchi e svuotati: così cerchiamo un intrattenimento leggero e immediato.
L'interesse per la parola scritta, però, non è scomparso: si è trasformato. Oggi le persone leggono volentieri contenuti più brevi e contestualizzati, come gli articoli online. Non leggiamo di meno in assoluto, leggiamo in modo diverso.
A influenzare le nostre abitudini c'è probabilmente anche l'aumento del prezzo dei libri, oltre alla diffusione degli ebook: questi ultimi ampliano l'accessibilità, ma non sostituiscono del tutto l'esperienza della lettura tradizionale.
Se stai cercando un motivo per tornare a leggere, potrebbe interessarti anche qualche trucco per riavvicinare i più piccoli ai libri.
Biblioteche e iniziative di scambio libri provano a riconquistare i lettori con la formula tradizionale, ma con risultati altalenanti. Se il traffico delle biblioteche è rimasto sostanzialmente fermo, iniziative come i "picnic in biblioteca" o i club di lettura di quartiere fanno ben sperare.
Questa tendenza si può invertire?
Una cosa è certa: la trasformazione delle abitudini di lettura è una conseguenza naturale del nostro tempo, e non significa per forza un declino. Forse è l'occasione per trovare nuovi modi di riscoprire il piacere di leggere, che sia su carta o su schermo.
Perché leggiamo meno rispetto a dieci anni fa?
Tra le cause principali ci sono la diffusione dei contenuti brevi sui social, i ritmi di vita più frenetici, la mancanza di tempo e la ricerca di un intrattenimento immediato dopo una lunga giornata.
I giovani hanno smesso del tutto di leggere?
No. Il tempo dedicato ai libri è calato in modo netto tra i 18-24 anni, ma l'interesse per la lettura non è sparito: si è spostato verso testi più brevi come gli articoli online e i contenuti digitali.
Gli ebook hanno sostituito i libri di carta?
Gli ebook hanno reso la lettura più accessibile, ma secondo quanto emerge non sostituiscono del tutto l'esperienza della lettura tradizionale su carta.
La tendenza al calo della lettura è reversibile?
Non si tratta necessariamente di un declino, ma di una trasformazione. Iniziative come i club di lettura e i picnic in biblioteca mostrano che riscoprire il piacere di leggere, su carta o in digitale, è ancora possibile.











