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Non sempre la vacanza guarisce – momenti difficili prima, durante e dopo il viaggio

Szabó Erzsébet4 min di lettura
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Non sempre la vacanza guarisce – momenti difficili prima, durante e dopo il viaggio — Tempo libero
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Lo confermo, un viaggio può davvero dare tanto – ti scuote, ispira e ti aiuta a vedere la quotidianità da un’altra prospettiva. Ma proprio come nessun sonno può recuperare mesi di privazione, una vacanza ben riuscita non cancella all’istante ciò che portiamo dentro di noi.

Le mamme non vanno in vacanza, ma fanno i bagagli

Da mamma, i giorni prima della partenza non sono mai di rallentamento o di preparazione rilassata. Certo, io e il mio compagno ormai ci coordiniamo alla perfezione: lui si occupa del noleggio auto, del bollo autostradale e del parcheggio, io preparo tutta la logistica, scelgo l’alloggio, organizzo le attività, faccio la lista della spesa, preparo i panini – e se viaggiamo in auto, spesso pianifico i pasti per giorni in anticipo.

Non è un lamento, ma realtà. La vacanza in famiglia non è “rilassarsi e lasciarsi andare”, ma un progetto che vogliamo portare a termine al meglio.

A proposito, trappola del progetto: riposiamoci, godiamoci e rendiamola significativa

La vacanza rischia di diventare un altro “pacchetto di aspettative”: dobbiamo riposare, raccogliere esperienze, connetterci tra noi e ovviamente goderci ciò per cui abbiamo aspettato tutto l’anno e pagato bene. Se possibile, senza che nessuno si annoi, resti deluso o stanco.

Dopo un po’ ho capito che il riposo non arriva solo perché siamo in vacanza. Se ci aggrappiamo troppo ai programmi prefissati, perdiamo proprio ciò per cui siamo partiti: la sensazione di libertà.

Il sole non sempre guarisce
Source: unsplash.com

Ritmo imparato – meno programmi, più attenzione

Quando viaggiamo in tre, seguiamo consapevolmente un ritmo diverso. Uno o due programmi brevi al giorno sono più che sufficienti. Ci concediamo tempo per guardare, mangiare un gelato, giocare, senza correre da una meta all’altra. Le vacanze migliori non sono quelle in cui tutto fila liscio e camminiamo fino a stancarci, ma quelle in cui c’è spazio per respirare.

Non l’abbiamo imparato dal nulla, ma attraverso i nostri errori. Una volta, per comodità, abbiamo lasciato l’auto a casa e ci siamo ritrovati completamente dipendenti dalla famiglia.

Loro avevano idee totalmente diverse sull’organizzazione. Lo stress lo abbiamo sfogato l’uno sull’altro, litigando quasi tutto il tempo, tanto che da allora non abbiamo più viaggiato insieme nemmeno in modo simile.

Con gli amici viaggiamo solo se abbiamo appartamenti separati: magari stiamo insieme di giorno, ma ognuno ha il suo spazio. Col tempo abbiamo capito cosa ci fa stare bene e oggi organizziamo i viaggi seguendo queste regole.

Lo stress viaggia con te, anche se vorresti partire senza

Non nascondiamo che, per quanto ci prepariamo e diventiamo flessibili, ci sono momenti in cui lo stress è inevitabile. Il bambino si stanca, il tempo cambia, restiamo bloccati nel traffico o semplicemente ci sono troppi stimoli. Cerchiamo sempre di viaggiare fuori stagione, ma non è garanzia contro folle o imprevisti.

In questi casi o cambiamo programma o lo strutturiamo in modo che sia abbastanza flessibile. Entrambe le strategie funzionano, basta essere pronti a non vivere tutto come nelle immagini perfette di Pinterest.

Source: unsplash.com

Doccia fredda o atterraggio morbido?

I giorni dopo la vacanza sono stati per me più difficili del caos prima della partenza. Durante il viaggio sento quanto è più leggero e libero il mio spirito senza routine o liste di cose da fare, solo noi. Tornando a casa, questo contrasto è quasi uno schiaffo. Non solo a livello emotivo: esiste un vero e proprio “crollo di dopamina” confermato dalla ricerca.

Quando l’evento tanto atteso finisce, i livelli di felicità calano naturalmente – e con loro arrivano vuoto, apatia e la sensazione di “di nuovo la solita storia”.

Per questo ho imparato a “tornare a casa consapevolmente”. Pulizie, lavastoviglie scaricata, snack veloci in frigo o dispensa – per me sono parte dell’atterraggio morbido. E se posso, non lavoro il giorno dopo ma mi concedo una giornata per riadattarmi e ricaricarmi.

Oggi non ho più aspettative irrealistiche sui viaggi e forse questo toglie molta pressione, perché non costruisco tutto su una sola vacanza. Viaggiamo 4-5 volte l’anno, a volte più a lungo, altre solo per un weekend, e così non sento che tutto debba essere perfetto. Va bene anche se qualcosa non va come previsto. Se stiamo attenti a noi stessi e agli altri, se riusciamo a essere presenti, torniamo sempre con qualcosa che va oltre i souvenir. A volte è una bella chiacchierata, altre una nuova consapevolezza. E qualche volta – se siamo fortunati – una parte di noi ritrovata.

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