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Non è stata fortuna a trovarmi: ho creato io lo spazio per lei

Elisabetta Rossi4 min di lettura
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Non è stata fortuna a trovarmi: ho creato io lo spazio per lei — Lifestyle
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Per molto tempo ho creduto che la fortuna fosse qualcosa di misterioso. Qualcosa che semplicemente ci capita – o no. Che ci sono persone sempre favorite dal destino e altre che sembrano sempre escluse dal gioco.

Poi ho iniziato a vedere le cose diversamente, soprattutto la mia vita. Ho capito che ciò che prima chiamavo "fortuna" era in realtà il frutto del mio atteggiamento, delle mie decisioni e della mia tenacia. La fortuna non è una forza esterna che improvvisamente mi sorride, ma qualcosa per cui ho dovuto creare spazio nella mia vita.

La “fortuna” che emerge dal duro lavoro

Ripensandoci, fino ai vent’anni la mia vita non è stata particolarmente fortunata. A parte forse il fatto che non sono mai stato beccato a copiare durante un esame. Ho lavorato, studiato, cercato di andare avanti, ma nulla mi è mai caduto addosso. Da giovane ho capito che se volevo un cambiamento, dovevo agire io.

Dal primo lavoro da studente alla ristorazione fino a padroneggiare la mia professione, ogni passo è stato deciso da me, senza aspettare che "la fortuna arrivasse". I tanti weekend di lavoro, l’adattamento e il non mollare sono stati piccoli gesti che mi hanno avvicinato a quella che chiamavo fortuna.

Poi è arrivato un momento in cui qualcosa è scattato. Le cose buone hanno iniziato ad accadere. Può sembrare spirituale, ma ho sentito di aver finalmente imboccato la mia strada.

La fortuna sembrava essersi affiancata a me, mostrando un volto diverso oltre agli incontri casuali con quadrifogli (letteralmente). Ora so che sono stato io a chiamare la fortuna nella mia vita. Con le mie scelte, la mia tenacia e la convinzione di meritarla.

La psicologia della fortuna: quando non è il caso a decidere

Molti pensano che la fortuna non sia una forza esterna sfuggente, ma il risultato di tratti della personalità, abitudini e modo di pensare. Secondo lo psicologo Richard Wiseman, la differenza tra fortunati e sfortunati non sta nell’intelligenza o nel talento, ma in come reagiscono agli eventi della vita. I fortunati sono più aperti, emotivamente stabili e tendono a incontrare nuove persone e situazioni, acquisendo esperienze e crescita. In altre parole: non aspettano il miracolo, ma creano le condizioni per farlo accadere.

In uno studio, Wiseman ha lasciato una banconota all’ingresso di un bar. Chi si considerava fortunato la notava, chi si sentiva sfortunato la ignorava. Stessa situazione, stessa opportunità, due punti di vista diversi – e due risultati diversi. Forse la chiave è qui: i fortunati vedono le opportunità perché non sono troppo occupati dalle proprie paure per lasciarsele sfuggire.

Donna sorridente che salta di gioia dopo un colloquio di lavoro riuscito

L’intuizione come bussola

Spesso sentiamo dire “ascolta la tua intuizione”, ma pochi prendono sul serio questo consiglio prezioso. Anch’io facevo parte di questo gruppo, finché non ho vissuto conseguenze negative ogni volta che ignoravo il mio istinto.

Secondo Wiseman, uno dei segreti dei fortunati è proprio questo: credono nella loro intuizione. Non sono fortunati perché ogni decisione è perfetta, ma perché imparano a fidarsi di sé. Sentono quando fermarsi e quando saltare.

Credere che anche tu puoi avere fortuna

Una delle mie scoperte più importanti è stata che la fortuna non dipende da ciò che la vita ci porta, ma da come guardiamo gli eventi. Se credo che tutto possa solo peggiorare, rischio di perdere anche le migliori occasioni. Ma se mi concedo di credere che accadranno cose positive e che riceverò dalla vita ciò che do agli altri, allora davvero succedono più cose belle.

Non significa che improvvisamente tutti i miei sogni si realizzino e io possa rilassarmi pensando “ora sono pronto per questa vita”. Piuttosto, significa riconoscere quanto ho già ricevuto e quante piccole svolte mi hanno portato dove sono ora.

Un altro volto della fortuna è che a volte solo col tempo capiamo perché un momento apparentemente sfortunato era in realtà fortunato. Tutti attraversiamo momenti in cui sembra che tutto crolli. Poi, mesi o anni dopo, vediamo che proprio quella crisi ha dato una nuova direzione alla nostra vita.

Non dico che sia fortunato quando succedono cose brutte o che sia desiderabile, ma questo punto di vista può aiutare a cambiare marcia e imboccare la strada giusta.

Le persone fortunate non sono più felici perché evitano il fallimento, ma perché hanno un rapporto diverso con esso. Se la mente è piena di dubbi, autocritica e paura, non c’è spazio per le opportunità. Ma se facciamo spazio, prima o poi bussano alla porta. Non per caso, ma perché siamo pronti.

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