Bien Logo

Quando usiamo la privazione del sesso come punizione, ci svendiamo

Schuster Borka3 min di lettura
Condividi:
Quando usiamo la privazione del sesso come punizione, ci svendiamo — Lifestyle

Di recente parlavo con un'amica che mi ha raccontato di un litigio con suo marito. Non entrerò nei dettagli, ma posso dire che in quella situazione le ho dato ragione. Sentivo che fosse lui a dover cedere, a capire e adattarsi.

Poi è arrivata una frase che mi ha lasciata senza fiato. La mia amica ha aggiunto con un sorriso complice:

“Gli ho detto che non avrei fatto l’amore con lui finché non si fosse risolto tutto.”

Capivo cosa voleva ottenere. Anzi, capivo anche il suo stato emotivo: rabbia, delusione, il desiderio di essere presa sul serio. Eppure, appena l’ha detto, ho sentito che qualcosa era andato storto. Non perché una donna abbia il “dovere” di fare sesso con il partner – questo non esiste.

Ma perché non si trattava di mancanza di desiderio, insicurezza o bisogno di tempo per ritrovare la fiducia necessaria a godere dell’intimità. Il problema non era questo, e come ha spiegato lei stessa, non è per questo che ha deciso di non fare l’amore. Il sesso era diventato uno strumento. Una punizione. Un ricatto.

Donna che guarda da dietro un libro

È importante fare una distinzione. È del tutto normale che in una coppia ci siano tensioni e che uno o entrambi sentano di non poter o voler condividere un’intimità fisica in quel momento.

L’intimità è fiducia, connessione, vulnerabilità. Quando queste si rompono, è naturale che anche il corpo si chiuda.

Se qualcuno ha motivi emotivi per dire no, non è manipolazione, è autodifesa. Non solo va accettato, ma rispettato.

Il sesso come strumento di ricatto

Ma quando la privazione sessuale non nasce da un bisogno interiore, ma diventa uno strumento consapevole – “avrai sesso con me solo se fai come dico io” –, allora la dinamica nella coppia si distorce profondamente. Il sesso non è più gioia condivisa o incontro, ma merce di scambio. Premio o punizione.

In questo modo, anche senza dirlo, comunichiamo: il sesso non è importante per noi. Non siamo noi a desiderarlo. Lo “diamo” solo all’altro. Come se noi donne non fossimo esseri sessuali. Come se il desiderio, il piacere e la gioia del corpo fossero un privilegio esclusivo degli uomini, mentre noi ci limitiamo a dosare, concedere o negare.

Questo modo di pensare è inquietantemente familiare. È la stessa logica che per secoli ha detto: il corpo della donna è una valuta. L’unico valore che può darle potere nel mondo.

Donna che respinge l’avvicinamento di un uomo

La donna dà, l’uomo ha diritto?

Nel matrimonio, nella relazione, il sesso è visto come una ricompensa per “buon comportamento” e riservato solo all’uomo, mentre la donna lo concede, sopporta o peggio subisce. E anche se ci piace pensare di aver superato questo, quando trasformiamo il sesso in una transazione, in realtà torniamo a un passato oscuro e polveroso.

La rivoluzione sessuale non è stata solo una questione di “più libertà” nel fare sesso. È stata soprattutto il riconoscimento del sesso come spazio condiviso tra due (o più) pari. Dove ognuno ha desideri, bisogni, limiti e piaceri. Dove non si presta un servizio, ma si incontra l’altro.

Quando facciamo finta che il sesso sia importante solo per l’uomo, ci priviamo del diritto al desiderio. E quando usiamo il nostro corpo come arma, volenti o nolenti, ci trasformiamo in merce. E non c’è altro modo per chiamarlo: in quei momenti ci prostituiamo davvero.

Letture correlate

Se hai un amico che molesta e non dici nulla, sei parte del problema anche tu — Lifestyle

Se hai un amico che molesta e non dici nulla, sei parte del problema anche tu

Non tutti gli uomini molestano, ma chi resta in silenzio davanti a sessismo e molestie diventa parte del problema. Ecco perché tacere non è mai neutro.

Schuster Borka
"Non voglio restare a casa mentre lui vive la sua vita": quando è la moglie a non volere figli — Lifestyle

"Non voglio restare a casa mentre lui vive la sua vita": quando è la moglie a non volere figli

Avere un figlio non è sempre un semplice "sì o no". Tre donne raccontano come questa domanda sia diventata il punto di rottura della loro relazione.

Schuster Borka
"Ho visto la sua faccia sulla foto profilo di un'altra donna": 3 storie di tradimenti scoperti per caso — Lifestyle

"Ho visto la sua faccia sulla foto profilo di un'altra donna": 3 storie di tradimenti scoperti per caso

Tre donne raccontano il momento esatto in cui hanno capito di essere state tradite. Nessun confessione: solo una foto, un messaggio e una festa che ha svelato tutto.

Schuster Borka
Amore non corrisposto: come lasciar andare una relazione platonica senza spezzarti dentro — Lifestyle

Amore non corrisposto: come lasciar andare una relazione platonica senza spezzarti dentro

Amare qualcuno che non ricambia è una delle ferite più profonde. Ecco come accettare il dolore, smettere di illuderti e tornare finalmente a te stessa.

O. Zselyke
"Più fai per lui, meno ti amerà": la verità cruda di un'avvocata divorzista — Lifestyle

"Più fai per lui, meno ti amerà": la verità cruda di un'avvocata divorzista

Molte donne danno alla relazione più di quanto ricevono. Un'avvocata divorzista spiega perché questo atteggiamento, alla lunga, non porta alla felicità.

Szőke Angéla
Non è sempre colpa tua: 5 modi in cui ti fanno sentire in colpa nelle discussioni — Lifestyle

Non è sempre colpa tua: 5 modi in cui ti fanno sentire in colpa nelle discussioni

Quando qualcuno ti manipola, è facile sentirti in colpa senza un vero motivo. Ecco i 5 segnali per riconoscere chi usa il senso di colpa contro di te.

Farkas Izabella