Ci sono cognomi che già di per sé ci fanno esitare davanti alla tastiera. Ma il vero rompicapo arriva quando dobbiamo aggiungerci un suffisso o una desinenza: apostrofo sì o no? Trattino? Raddoppiamo la lettera finale?
La lingua ungherese, con la sua ricchezza di suffissi e le sue regole per i nomi propri, riserva più di una sorpresa anche a chi scrive bene. Abbiamo raccolto i casi più insidiosi, quelli in cui la maggior parte delle persone sbaglia senza nemmeno accorgersene.
Mettiti alla prova: per ognuno di questi nomi, sapresti scrivere la forma corretta?
Babits + suffisso strumentale (-val)
Esempio: entrarono nel caffè insieme a Babits.
La forma corretta è: Babitscsal.
Perché? Quando un cognome termina in consonante e riceve il suffisso -val / -vel, di norma la consonante finale del nome si raddoppia. Nel caso dei cognomi che finiscono con una lettera "arcaica" (come la ts di Babits), le regole ortografiche ungheresi prevedono di lasciare invariata la grafia storica e di sostituire la v del suffisso con il suono realmente pronunciato alla fine del nome.
Bajcsy-Zsilinszky Endre + suffisso aggettivale (-s)
Esempio: è un pensiero davvero alla Bajcsy-Zsilinszky Endre.
La forma corretta è: Bajcsy-Zsilinszky Endré-s.
Perché? I nomi di persona formati da un solo elemento, composti o uniti da trattino, quando ricevono il suffisso aggettivale -s si scrivono in minuscolo e con il suffisso attaccato direttamente (per esempio bajcsy-zsilinszkys). Ma se il nome è composto da due o più elementi, si mantengono le iniziali maiuscole originali e il suffisso si collega all'ultimo elemento tramite un trattino.
Szent-Györgyi + "-féle" (del tipo di, alla maniera di)
Esempio: per questa scoperta serviva il genio di Szent-Györgyi.
La forma corretta è: Szent-Györgyi-féle.
Perché? Il suffissoide -féle si collega ai nomi di persona sempre con il trattino, e questo vale anche per i nomi composti già uniti da trattino.
Un piccolo consiglio: se hai dubbi, chiediti sempre se stai unendo un suffisso o una parola vera e propria. Spesso è proprio lì che nasce l'errore.
Vörösmarty + suffisso possessivo (-é)
Esempio: si riconosce subito che questa poesia è di Vörösmarty.
La forma corretta è: Vörösmartyé.
Perché? Ai nomi di persona ungheresi i suffissi si attaccano di regola direttamente, cioè senza trattino, esattamente come avviene con i nomi comuni.
Petőfi + segno del plurale (-k)
Esempio: fu l'epoca dei Petőfi dall'anima ardente.
La forma corretta è: Petőfik.
Perché? Il segno del plurale -k si aggiunge direttamente alla forma del nome, che di solito resta invariata e con l'iniziale maiuscola.
Una curiosità: la scelta di scrivere il nome in minuscolo può avere motivazioni stilistiche, per esempio per esprimere disprezzo verso la persona a cui il nome appartiene.
Zichy + "-stílusú" (in stile)
Esempio: è molto popolare questo quadro in stile Zichy.
La forma corretta è: Zichy-stílusú.
Perché? Gli aggettivi che nascono dall'unione di un nome di persona e di un nome comune, mantenendo la forma di base (di solito con suffissi come -i, -s, -ú, -ű), sono considerati composti. In questi casi gli elementi si uniscono con il trattino.
Julianus barát + szobor (statua di frate Julianus)
La forma corretta è: Julianus barát szobor.
Perché? Quando a una struttura formata da un nome di persona e da un nome comune scritti separatamente si aggiunge un ulteriore sostantivo, davanti a quest'ultimo non si mette il trattino.
Kiss + suffisso strumentale (-vel)
Esempio: Kovács arrivò poco dopo, con Kiss al suo fianco.
La forma corretta è: Kiss-sel.
Perché? Se il cognome termina con una consonante doppia, la forma appropriata del suffisso -val / -vel si collega con il trattino, in modo che la forma di base resti chiaramente riconoscibile. I nomi propri di battesimo, invece, si scrivono in forma semplificata: per esempio Bernadettel, Mariannal, Marcellel.
Perché scrivere i nomi propri crea così tanti dubbi?
Perché i nomi di persona seguono regole in parte diverse da quelle dei nomi comuni: a volte i suffissi si attaccano direttamente, altre volte serve il trattino, e in certi casi cambia persino la grafia storica del nome.
Quando si usa il trattino con un nome proprio?
Il trattino serve soprattutto con il suffissoide -féle, con gli aggettivi composti (come "in stile Zichy") e quando il cognome finisce con una consonante doppia prima del suffisso strumentale, come in Kiss-sel.
Perché "Babitscsal" si scrive così?
Perché il cognome termina con una lettera dalla grafia arcaica: questa resta invariata, mentre la v del suffisso viene sostituita dal suono realmente pronunciato alla fine del nome.
Il segno del plurale va staccato o attaccato al nome?
Va sempre attaccato direttamente al nome, che di norma mantiene l'iniziale maiuscola: da Petőfi si ottiene Petőfik. La minuscola si usa solo per scelte stilistiche particolari.











