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Segnali chiari che qualcuno è passivo-aggressivo. Come disabituarsi a questo comportamento

Farkas Izabella4 min di lettura
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Segnali chiari che qualcuno è passivo-aggressivo. Come disabituarsi a questo comportamento — Lifestyle
In questo articolo

1. L’abitudine a evitare i conflitti

Secondo le ricerche di John Gottman, molte persone temono il conflitto aperto. Preferiscono evitare la discussione per paura che possa segnare la fine del rapporto. Così la rabbia non scompare, ma emerge in modo nascosto.

Esempio: il partner è sempre in ritardo, ma invece di parlarne direttamente, si lascia scappare una battuta sarcastica: “Dev’essere stato difficile capire quando partire con un’ora di ritardo…”

2. Credenze irrazionali e aspettative

Albert Ellis spiega che spesso le credenze irrazionali alimentano i comportamenti passivo-aggressivi. Se qualcuno pensa “devo sempre obbedire” o “non si può mai dire di no”, la rabbia interna trova altre vie per uscire.

Esempio: una persona accetta un compito extra al lavoro, ma in segreto si risente, procrastina e consegna un lavoro di scarsa qualità per mostrare il proprio disappunto.

3. Bassa autostima

Karen Horney ha sottolineato che chi non si sente abbastanza valido fatica a difendersi. Queste persone spesso usano strumenti passivo-aggressivi per manifestare il loro malcontento.

Esempio: un amico viene sempre chiamato per aiutare a traslocare, ma preferisce fingersi malato invece di dire apertamente: “Non posso adesso.”

4. Divieto appreso di esprimere la rabbia

Molti hanno imparato da bambini che mostrare rabbia è “sbagliato”. Da adulti, quindi, evitano di viverla apertamente e cercano vie indirette.

Esempio: qualcuno sorride e annuisce quando il capo chiede straordinari, ma il giorno dopo lavora intenzionalmente più lentamente per mostrare il proprio disappunto.

Thoughtful woman at home - copyspace

5. Difficoltà nel fissare i propri confini

Chi non riesce a stabilire confini sani rischia di sentirsi sopraffatto. La frustrazione si sfoga poi in modo passivo-aggressivo.

Esempio: una persona accoglie sempre i problemi dei familiari, ma fa commenti sarcastici come: “Io non ho mai niente da fare, sono sempre disponibile.”

6. Desiderio di controllo

Il comportamento passivo-aggressivo spesso nasconde un gioco di potere. Chi non osa comandare apertamente cerca di ottenere controllo con mezzi indiretti.

Esempio: un adolescente non discute con i genitori, ma dimentica apposta le chiavi di casa per “dare loro una lezione”.

7. Paura del rifiuto

Molti rispondono in modo passivo-aggressivo per paura di perdere l’amore o il sostegno dell’altro se esprimessero apertamente i propri sentimenti. Preferiscono quindi vie indirette.

Esempio: invece di dire “Mi sento ferito perché non mi hai ascoltato”, si chiudono in silenzio per tutta la sera.

8. Evitare di prendersi responsabilità

La passività aggressiva è spesso un modo per sfuggire alle responsabilità. Spuntano così procrastinazioni, scuse e “me ne sono dimenticato”.

Esempio: un collega consegna sempre i compiti in ritardo e si giustifica: “Ero troppo impegnato, non sono riuscito a finirli.”

9. Contraddizioni interiori e ansia

Ellis e altri psicologi indicano che la passività aggressiva può nascere da una dissonanza cognitiva interna, quando si è divisi tra due sentimenti opposti.

Esempio: qualcuno vorrebbe più tempo libero, ma teme che dire no al capo significhi perdere il lavoro. L’ansia si sfoga con una resistenza passiva.

10. Mancanza di abilità comunicative

Molti non hanno imparato a esprimere in modo sano rabbia o delusione. Il comportamento passivo-aggressivo diventa così un surrogato.

Esempio: invece di dire “Vorrei che aiutassi di più in casa”, qualcuno sospira rumorosamente passando accanto ai piatti sporchi del partner.

Come riconoscerli e come gestirli

Dietro al comportamento passivo-aggressivo spesso si nascondono contraddizioni interiori e ansia. Chi si trova diviso tra due sentimenti opposti, come il desiderio di dire no e la paura delle conseguenze, vive una tensione costante che non riesce a esprimere apertamente. Così, ad esempio, un lavoratore che si carica di troppi compiti può arrabbiarsi dentro, ma all’esterno rallenta o cerca scuse. In questi casi, il comportamento passivo-aggressivo è un modo per scaricare l’ansia.

Spesso, però, la radice è la mancanza di abilità comunicative. Molti non hanno imparato a esprimere in modo sano rabbia, delusione o i propri limiti. Invece di parlare chiaramente, usano segnali nascosti: sospiri, sarcasmo o silenzi punitivi. Non è cattiveria, ma spesso solo incapacità. Imparare a comunicare in modo assertivo, cioè con onestà e rispetto per sé e per gli altri, riduce molto il bisogno di questi comportamenti.

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