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Sicurezza o noia: cosa manca davvero dopo il divorzio e cosa no?

Angela Romano3 min di lettura
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Sicurezza o noia: cosa manca davvero dopo il divorzio e cosa no? — Lifestyle
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Sicurezza o noia: Da quando sei divorziata, cosa ti manca del matrimonio e cosa no? Ogni addio ha i suoi lati positivi e negativi.

Piccole cose

Mi mancano le nostre battute sciocche che capivamo solo io e il mio ex marito. Le nostre battute interne, che solo noi comprendevamo. Quel mezzo sorriso o cenno con cui capivamo cosa voleva l’altro, comunicando quasi senza parole. Non so se incontrerò mai più qualcuno con cui capirci così, e questo mi rattrista. Però non rimpiango il divorzio, perché volevamo cose diverse dalla vita e questo creava tensione costante. Da quando sono andata via, sento come se fosse sparito un fastidioso rumore statico o fosse tornata una pressione d’aria soffocante: finalmente respiro.

Acque agitate

Come donna, amavo la sicurezza che il matrimonio offriva. Sapere che, qualunque cosa accadesse, c’era mio marito a risolvere tutto, perché è fatto così. Non l’ho mai visto in panico, perso o nervoso, sempre calmo ed efficiente. Da quando siamo divorziati, mi sembra di entrare per la prima volta nell’età adulta. Non posso più chiamarlo se ho un problema, devo cavarmela da sola. A volte fa paura, ma non rimpiango il divorzio. Il mio ex marito calmo era la persona più noiosa del mondo, con lui sarei impazzita dalla monotonia. Preferisco l’incertezza piuttosto che un eterno nulla.

Ragazza sdraiata a pancia in giù sul letto

Insieme, ma separati

Mi manca il senso di appartenenza. Con mia moglie prendevamo sul serio il “noi contro il mondo”, almeno all’inizio. Poi lei ha trovato un’altra persona ed ora sono loro due contro il mondo. Ma non è questo il punto. Quello che mi manca di più è sentirmi parte di qualcuno e sapere che qualcuno fa parte di me, ora sono sola come un dito. Quello che non mi manca è la gelosia costante, che purtroppo – come ho scoperto – non era infondata.

Qualcosa in cambio di qualcos’altro

Mi manca poter chiamare qualcuno “mio marito”. La società guarda con pietà e disprezzo le donne single, e le divorziate sono quasi stigmatizzate. Quando ero sposata, facevo parte della parte accettata della popolazione, ora mi sento un po’ emarginata. Quello che invece non mi manca è vivere con qualcuno che non fa nulla tranne lasciare disordine, piatti sporchi e montagne di panni da lavare. Da quando non vivo più in una porcilaia, mi sento sollevata.

Donna rilassata con un bicchiere di vino rosso

Compromessi sbagliati

Con mia moglie avevamo gusti simili, amavamo gli stessi film, ascoltavamo la stessa musica e ci consigliavamo sempre libri. Mi manca discutere di un concerto tornando a casa, o parlare a letto dopo un film, scoprendo dettagli che l’altro non aveva notato. Mi manca il suo entusiasmo nel raccontare quanto le fosse piaciuto un libro che le avevo consigliato. Quello che non mi manca è il litigio continuo. Non abbiamo mai imparato a convivere e questo causava conflitti costanti. È triste – anzi tragico – che due persone con così tanto in comune non riescano a trovare un equilibrio.

Gli estremi

Mi manca la risata sexy di mia moglie, il sesso appassionato, la sua danza sensuale, il fascino irresistibile, la personalità intensa e unica. Ora però so che questo splendore ha un lato oscuro. Gelosia feroce, scoppi d’ira improvvisi, capricci, pianti, parole dolorose. La mia ex moglie è bipolare e non vuole impegnarsi per guarire. Ho dovuto lasciarla andare, altrimenti ci avrebbe distrutti entrambi.

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