Quando pensiamo a squali e sostanze stupefacenti, ci viene spesso in mente un film di fantascienza con predatori mutanti che minacciano i bagnanti. In realtà, questa connessione è meno spettacolare ma molto più triste: ricerche hanno dimostrato che residui di droghe come la cocaina e i suoi metaboliti finiscono nei sistemi acquatici, coinvolgendo gli abitanti del mare.
Le radici del problema
Il consumo umano di droghe non colpisce solo chi le usa: quando qualcuno assume cocaina, la sostanza o i suoi metaboliti — come la benzoylecgonina — vengono espulsi con urine e feci, raggiungendo fiumi, laghi e mari tramite le reti fognarie. Anche se le quantità sono generalmente troppo basse per causare intossicazioni acute, gli effetti ecologici possono essere significativi.
Cocaina negli squali
Uno studio condotto al largo delle coste brasiliane ha rilevato cocaina e benzoylecgonina in tutti gli squali brasiliani (Rhizoprionodon lalandii) analizzati.
Sorprendentemente, i livelli trovati negli squali erano più alti rispetto a molti altri organismi acquatici — probabilmente perché gli squali, essendo al vertice della catena alimentare, bevono acqua ma si nutrono soprattutto di pesci e altri organismi marini che entrano direttamente in contatto con l’acqua contaminata.
È stato inoltre osservato che le femmine presentano livelli più elevati, con variazioni anche nei soggetti in gravidanza — un segnale che non solo assorbono l’inquinante, ma che questo può avere conseguenze biologiche.
Che effetti può avere sugli animali?
La ricerca è ancora agli inizi, quindi non sappiamo esattamente quali cambiamenti comportamentali o riproduttivi possa causare l’esposizione prolungata a residui di cocaina. Però è chiaro che gli organismi sono sensibili a queste sostanze chimiche — e un’esposizione anche bassa non garantisce l’assenza di effetti.
Lo studio sottolinea che le droghe vanno considerate come “inquinanti ambientali”: per quanto possa sembrare strano, il consumo umano di droghe ha un impatto ecologico reale.
Se il comportamento degli squali o di altri predatori cambia — che si tratti di alimentazione, movimento o accoppiamento — può scatenare reazioni a catena nell’ecosistema. Ad esempio, se un predatore caccia meno, le specie preda potrebbero proliferare troppo, influenzando piante, altri animali e la qualità dell’acqua.
Cosa possiamo fare?
Gli scienziati puntano molto sull’educazione: sapere che il consumo di droghe non impatta solo chi le usa ma anche l’ambiente circostante può farci vedere la questione sotto una luce diversa.
Inoltre, è fondamentale monitorare acqua e acque reflue. Già oggi gli esperti analizzano le acque reflue per tracciare i modelli di consumo di droghe, individuare l’emergere di nuove sostanze o aumenti significativi nell’uso. Questi dati aiutano a comprendere meglio gli effetti ecologici e a intervenire con azioni mirate per proteggere la vita marina.











