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A volte non è necessario migliorare, a volte basta solo sopravvivere – La trappola della mania della crescita

Fehér Dia3 min di lettura
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A volte non è necessario migliorare, a volte basta solo sopravvivere – La trappola della mania della crescita — Lifestyle
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Oggi il miglioramento non è un'opzione, ma un'aspettativa. Una tendenza che, se non segui, quasi ti fa sentire in colpa. La società suggerisce che se non vai avanti, sei indietro. Ma la verità è che non sempre si può, e non sempre si deve migliorare. A volte basta semplicemente respirare, sopravvivere.

Sopravvivere ≠ fallire

Molti sentono che se riescono a tirare avanti solo fino alla fine della giornata, è già un fallimento. Se non c'è la yoga delle 5:30 del mattino, la scrittura del diario, i 3 litri d'acqua e i 10.000 passi, allora qualcosa è andato storto. Ma ci sono periodi in cui l'obiettivo non è la crescita, ma la sopravvivenza. Quando conta solo che ti sei alzato, ti sei cucinato qualcosa, o semplicemente non hai pianto. Non è debolezza, è umano ed è assolutamente normale.

La mania della crescita e il burnout vanno di pari passo

La cultura del “self-improvement” può facilmente diventare sfruttamento di sé, poiché il desiderio costante di migliorarsi è faticoso. Soprattutto se nel frattempo trauma, ansia, depressione, lutto o le difficoltà dell’età adulta ti pesano sulle spalle. In quei momenti non hai bisogno del prossimo obiettivo, ma di un grande abbraccio e di pace.

Inoltre, la mania della crescita rende difficile fermarsi e semplicemente esistere. Perché se non migliori, cosa stai facendo? Stai sprecando il tuo tempo? No. Ti stai ricaricando. Guarisci. Respiri. Anche questo è “fare”.

Pericoli della mania della crescita
Source: unsplash.com

L’altro volto della crescita: il riposo

Spesso dimentichiamo che il miglioramento non si misura solo in ciò che otteniamo visibilmente, ma anche in ciò che lasciamo andare. Potresti non aver imparato l’italiano quest’anno, ma hai imparato a non entrare in situazioni tossiche. Potresti non essere andato in palestra, ma finalmente sei andato dallo psicologo. Anche questo è crescita. Solo più silenziosa, meno “postabile”, ma molto più profonda.

Non sentirti meno solo perché ora non stai andando avanti

La vita è ciclica, ci sono periodi attivi e passivi: a volte corri, altre ti fermi per bere. Nessuno è migliore dell’altro. Tu non sei un robot che deve essere sempre produttivo, sei un essere umano - e all’essere umano appartiene anche il fatto che a volte semplicemente sopravviviamo ai giorni. E questo non è un segno di fallimento, ma di umanità.

Uno dei miei colleghi più cari diceva sempre prima di una scadenza: “Riposa prima!” E aveva ragione, perché quelle poche ore di pausa facevano molto bene quando era possibile. Lo stesso vale per il miglioramento. Prima di raggiungere il prossimo gradino o fare il primo passo, non c’è niente di male a raccogliere un po’ di forza.

Per la salute mentale vale anche che il miglioramento non è affatto una linea retta verso l’alto, ma piuttosto un’onda con punti più bassi e più alti, a volte con ricadute possibili, ma anche stagnazione. Quindi non preoccuparti se una settimana fa riuscivi a dire di no senza problemi e ora ti senti di nuovo ansioso per questo.

Se ora sei in un periodo in cui il miglioramento non avanza, non incolparti, non sei meno per questo. A volte il più grande coraggio non è superare qualcosa, ma permettersi di riposare. La sopravvivenza non è l’opposto della crescita, a volte è proprio il suo anticamera.