C'è un momento, verso metà settembre, in cui la passeggiata delle sette di sera smette di essere una corvée e torna a essere piacevole: l'aria si abbassa di qualche grado, la luce dura ancora, l'asfalto non brucia più. È esattamente la finestra giusta per cambiare marcia e trasformare quei venti minuti in giro all'isolato in qualcosa che assomiglia a un allenamento condiviso. Il vantaggio, rispetto a qualsiasi buon proposito solitario, è che il tuo compagno di allenamento ti aspetta sulla porta con il guinzaglio in bocca e non accetta scuse.
Prima di correre, si cammina meglio
La passeggiata media è lenta, spezzettata, piena di soste. Non è un difetto: annusare è la parte più importante della giornata di un cane, e toglierla per fare cardio significa restituirti un animale stanco nelle zampe ma nervoso nella testa. La soluzione è dividere l'uscita in blocchi: dieci minuti di annusata libera, guinzaglio lungo, zero fretta; poi quindici o venti minuti di camminata sostenuta e continua, con il cane al fianco e un ritmo che ti fa parlare a fatica; infine altri cinque minuti di decompressione.
Già così cambia tutto, per te e per lui. E ti dà un dato utile: se durante il blocco veloce il cane tira come un treno o al contrario rallenta e cerca l'ombra, hai un'informazione su quale sia il passo giusto per la vostra coppia.






