Da bambino il Natale era sacro e intoccabile. Non solo una festa, ma un rito familiare immutabile, a cui non si poteva toccare. La vigilia si trascorreva rigorosamente in famiglia ristretta – genitori e figli, nessun altro. Poi seguiva un preciso calendario di visite ai parenti; non ricordo bene, ma credo che anche i giorni e l’ordine fossero stabiliti. Questa routine era indiscutibile, e forse inconsciamente pensavo che da adulto l’avrei portata avanti anch’io.
Ma nella mia famiglia ho riscritto tutto
Le feste – come molte altre cose – le viviamo in modo più flessibile e libero. Per me, ad esempio, la vigilia è impensabile senza i genitori del mio compagno. Può sembrare strano a molti, ma in quasi vent’anni abbiamo costruito un legame così stretto, affettuoso e rispettoso che sono diventati parte naturale delle nostre feste. Per me sono famiglia, e non mi passerebbe mai per la testa di non stare insieme a Natale.
Per questo, in passato abbiamo sempre deciso di non partire durante le feste – anche se ne avevamo voglia. Ci sono stati anni in cui a dicembre eravamo così stanchi che avremmo voluto solo scappare in un posto tranquillo, possibilmente tra la neve e le montagne. Eppure, alla fine, restavamo sempre. Quei momenti in famiglia allargata erano importanti per tutti noi.
Ci tratteneva sempre il pensiero che non sappiamo mai quale sarà il nostro ultimo Natale insieme.
Questo, certo, è vero in ogni famiglia e a ogni età, ma col passare del tempo il sentimento diventa più intenso e reale.
Negli ultimi anni però il nostro approccio alle feste è cambiato molto
Prima di tutto ho semplificato tutto: non volevo più dovermi adeguare, esagerare o inseguire aspettative. Per quanto odi i cliché, il Natale da noi è davvero un momento di pace e condivisione, in cui ognuno contribuisce – spesso anche alla cena di Natale portando qualcosa di buono. Così abbiamo perso il desiderio di partire, perché la tranquillità di casa era già abbastanza.
Ma quest’anno è arrivato il momento di partire a Natale
Dopo molte discussioni, abbiamo deciso di trascorrere la vigilia e i primi giorni di Natale a casa, per rispetto dei genitori e per il nostro benessere. Poi partiremo per ammirare un mondo incantato di neve. Così, volenti o nolenti, spezziamo qualche tradizione e forse ne creiamo una nuova. Niente visite abituali, niente logistica multigenerazionale, ma sono convinta che ciò che conta non cambia. Incontreremo chi vogliamo, anche se non saremo a casa tra le feste. Perché la forza della famiglia non sta nel ripetere ogni anno lo stesso copione, ma nell’essere presenti nella vita degli altri – non solo in quei pochi giorni, ma tutto l’anno.

E perché non vedo l’ora di questo Natale all’estero?
Perché dopo quest’anno abbiamo bisogno di qualcosa di diverso: esperienze condivise, ricarica totale, tanta attenzione reciproca. Di stare insieme in un ambiente dove non dobbiamo fare nulla, solo lasciarci avvolgere dall’atmosfera natalizia. Andremo al Nord, dove ci aspetta tanta neve e un paesaggio che sarà la scenografia perfetta per il Natale.
Forse quest’anno troveremo quell’equilibrio in cui l’amore per le tradizioni e la voglia di nuove esperienze convivono serenamente. E forse – nonostante la distanza – questo sarà il Natale che ricorderemo come quello in cui abbiamo davvero festeggiato insieme.











