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«Bisogna stuzzicare il bambino silenzioso» - Cosa considerano normale i nostri genitori, ma noi no?

Szőke Angéla3 min di lettura
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«Bisogna stuzzicare il bambino silenzioso» - Cosa considerano normale i nostri genitori, ma noi no? — Famiglia
In questo articolo

Il mondo cambia tantissimo in una sola generazione, e i figli non accettano più cose che per i genitori erano naturali.

Imposti

Siamo andati a cena dai miei nonni e mia figlia non voleva mangiare il cavolo al pomodoro. Le ho detto che andava bene, poteva mangiare zuppa e polpette. Sarebbe stato semplice, ma mio padre ha iniziato un monologo su quanto ha sofferto da bambino e che suo padre l’avrebbe picchiato se si fosse rifiutato di mangiare qualcosa.

Gli ho spiegato che non è giusto far ingoiare a forza qualcosa che non piace, e che questo non ha nulla a che fare con l’infanzia povera di suo padre. Ricordo quando anch’io dovevo ingoiare tutto ciò che odiavo, e non sono diventata una persona migliore, solo più traumatizzata. Non dovrebbe essere un tabù se qualcuno non ama il cavolo in umido.

Alla cieca

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Loro hanno nel sangue un’obbedienza incrollabile verso gli anziani, la polizia, le tradizioni e le regole. Non capiscono perché noi giovani ribaltiamo tutto continuamente.

Come robot

Mio padre e mia madre hanno lavorato tutta la vita senza sosta e scuotono la testa quando dico che non vivo per lavorare, ma lavoro per vivere.

Suonare

Ho dovuto insegnare ai miei genitori che non bisogna rispondere sempre al telefono. Ai loro tempi si chiamava solo per cose importanti, oggi non più. Magari voglio solo chiedere una ricetta o mia sorella vuole chiacchierare: possiamo richiamare con calma. Non serve mollare tutto subito, mentre mio padre taglia legna con la motosega o mia madre pulisce le finestre.

Al contrario

Per loro è normale che se un bambino è timido e silenzioso, allora bisogna stuzzicarlo ancora di più. Ho dovuto spiegare che funziona al contrario: così il poverino si chiude ancora di più nel suo guscio, proprio come è successo a me.

Silenzio

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Non parliamo di ciò che ci fa male o ci turba. La gioia si può esprimere, ma tristezza e rabbia no: vanno represse e risolte da soli, loro non vogliono sentirne parlare. (“I giovani di oggi non hanno motivo di essere tristi, hanno tutto.”)

Compagnia

Mia madre pensa sia normale che un genitore non abbia amici, come era per lei e i suoi genitori. Si è stupita quando le ho chiesto di badare a mio figlio mentre uscivo a prendere un caffè con le amiche.

Nella sua generazione era naturale che il genitore, soprattutto la madre, si sacrificasse completamente per i figli. Ancora oggi fa fatica a capire quanto siano importanti per me gli amici.

Aperto

Mio padre e mia madre credevano che se un bambino fa una domanda, è pronto per la risposta. Così io e i miei fratelli abbiamo saputo fin da piccoli che Babbo Natale e la Pasqua non esistono, che la nonna non si è addormentata ma è morta, e che il cane non è sparito ma è stato investito. Io però sono più delicata con i miei figli…

Combinato

I miei genitori hanno 75 anni e si sono conosciuti perché le loro madri si conoscevano in chiesa e pensavano che stessero bene insieme. Li hanno presentati e in poche settimane hanno organizzato il matrimonio. Mia madre non capisce perché io sia così sconvolta e non riesce a immaginare quanto male sarebbe potuto andare.

Accumulo

I miei genitori sono cresciuti con poche risorse e tante mancanze, quindi ancora oggi conservano tutto. Non buttano via nulla perché dicono “potrebbe servire”. Io impazzisco per tutto questo accumulo, e loro non capiscono perché io sia così “sprecona” quando butto via un letto rotto o una scarpa con la suola staccata.

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