La friggitrice ad aria è entrata nelle nostre cucine come un aiuto per le sere in cui non ce la si fa: si accende, si infila dentro qualcosa, dopo venti minuti si cena. Il problema arriva dopo qualche mese, quando il pollo comincia a sapere di pesce del martedì scorso, quando si sente un odore di fritto stanco appena si apre lo sportello e quando alla prima teglia di verdure la cucina si riempie di fumo. Nessuna di queste cose significa che l'apparecchio si sia rotto: significa che il grasso si è spostato dove non lo cerchiamo mai.
La routine dei due minuti dopo ogni uso
La regola più efficace è anche la più banale: lavare il cestello quando è ancora tiepido, non il giorno dopo. Il grasso appena raffreddato si scioglie con acqua calda, poco detersivo per i piatti e una spugna morbida; lo stesso grasso raffreddato per dodici ore diventa una pellicola che poi si finisce per grattare, e grattare l'antiaderente è l'inizio della fine.
Se sul fondo si è formata una crosta, non insistere subito: riempi il cestello con due dita di acqua molto calda e una goccia di detersivo e lascialo in ammollo mezz'ora. Poi passa la spugna e viene via da solo. Per gli angoli, una spazzolina morbida da bottiglie o un vecchio spazzolino da denti fanno un lavoro migliore di qualsiasi sforzo di polso. Ultimo passaggio, sempre: asciugare bene, perché l'umidità residua nel corpo dell'apparecchio è la causa più comune degli odori di chiuso.
Il pezzo che nessuno pulisce: la resistenza
Sopra il cestello, nella parte alta della camera, ci sono la resistenza e la ventola. Lì si deposita il grasso vaporizzato di ogni cottura e lì nasce quasi tutto il fumo che vedi uscire quando accendi. Una volta al mese vale la pena affrontarla: elettrodomestico staccato dalla presa, completamente freddo, apparecchio inclinato in avanti o capovolto sul lavello secondo il modello.
Con un panno in microfibra appena umido, ben strizzato, si passano le spirali e le pareti attorno. Se il deposito è ostinato, un panno con acqua calda e qualche goccia di detersivo per i piatti — mai gocciolante — ammorbidisce, poi si ripassa con un panno pulito solo umido e infine con uno asciutto. Niente spray direttamente dentro, niente acqua nella camera, niente spugne metalliche. Se ci sono briciole incastrate, un pennellino asciutto o un colpo delicato di aria le stana.
Quando l'odore non va via
Capita soprattutto dopo il pesce, i formaggi e le marinature molto speziate. Il rimedio che funziona davvero è a due tempi. Primo: lavaggio accurato di cestello e griglia, con attenzione al bordo di gomma e alle fessure dove il liquido si infila. Secondo: mezzo limone strofinato sulle superfici lavabili, oppure un ciotolino resistente al calore con acqua e succo di limone messo nel cestello e fatto scaldare qualche minuto a temperatura media, con l'apparecchio poi lasciato aperto ad asciugare.
Per gli odori persistenti nel corpo, molti giurano su una ciotolina di bicarbonato asciutto lasciata dentro a sportello chiuso per una notte: assorbe senza profumare. Quello che invece non consiglio è coprire tutto con detergenti profumati: il profumo si aggiunge all'odore invece di sostituirlo, e il risultato è peggiore.
Posso lavare il cestello in lavastoviglie?
Su molti modelli è indicato come possibile, ma anche quando lo è, il lavaggio frequente in lavastoviglie tende a opacizzare e a stancare l'antiaderente più in fretta rispetto a un lavaggio a mano fatto subito. Controlla il libretto del tuo apparecchio: se la lavastoviglie non è espressamente ammessa, evitala del tutto, e in ogni caso alterna, riservandola alle volte in cui la cottura è stata particolarmente unta.
Perché la friggitrice ad aria fa fumo anche con cibi magri?
Nella quasi totalità dei casi non è il cibo di adesso, è il grasso vecchio accumulato sulla resistenza e sul fondo, che si scalda e brucia. Una pulizia profonda della parte alta risolve il problema; nel frattempo, se cuoci qualcosa che rilascia molto liquido, un cucchiaio di acqua sul fondo del vassoio riduce il fumo perché evita che gli schizzi si carbonizzino.
Tre errori che accorciano la vita dell'apparecchio
Il primo è immergere il corpo dell'elettrodomestico, o pulirlo con la spugna zuppa: dentro ci sono componenti elettrici e l'acqua non deve arrivarci. Il secondo è usare spray sgrassanti aggressivi o polveri abrasive sull'antiaderente, che perde la sua superficie e comincia a sfogliarsi. Il terzo, il più diffuso, è rimettere tutto a posto ancora umido e chiudere lo sportello: da lì nasce quell'odore di cantina che poi finisce nelle patate. Se l'antiaderente si è già graffiato in profondità e si stacca, la scelta sensata è sostituire il cestello con quello di ricambio, non continuare a usarlo così.
Messa in fila, tutta questa manutenzione richiede due minuti a sera e un quarto d'ora al mese. In cambio ottieni una cucina che non profuma di ieri, un elettrodomestico che dura e cene che sanno di quello che hai cucinato.











