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Spegni lo scaldabagno d'estate? Ecco perché forse non stai risparmiando

Váradi Petra4 min di lettura
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Spegni lo scaldabagno d'estate? Ecco perché forse non stai risparmiando — Economia domestica
In questo articolo

Ogni mattina lo spegni con la sensazione di fare la cosa giusta, e la sera lo riaccendi giusto prima della doccia. Sembra la mossa perfetta per tagliare la bolletta estiva. Peccato che la realtà sia un po' più complicata: potresti risparmiare esattamente al contrario di come pensi.

Il ragionamento è logico: se non scalda, non consuma. Ma con lo scaldabagno le cose non funzionano proprio così, e capire il motivo può cambiare il modo in cui gestisci l'acqua calda tutta l'estate.

Come funziona davvero il mantenimento della temperatura

Gli scaldabagni moderni sono ben isolati, quindi la temperatura dell'acqua non crolla drasticamente in poche ore quando non lo usi. Il consumo, poi, non è continuo ma a intervalli: quando l'acqua scende sotto una certa soglia, il termostato accende la resistenza, riscalda il serbatoio fino alla temperatura impostata e poi si spegne.

Questa è la cosiddetta fase di mantenimento, che richiede relativamente poca energia: deve solo compensare la dispersione di calore, non riscaldare da zero tutta l'acqua del serbatoio.

Perché il riscaldamento da capo costa più di quanto credi

Quando spegni lo scaldabagno durante il giorno, l'acqua inizia lentamente a raffreddarsi, perché l'isolamento del serbatoio non è perfetto. Quando lo riaccendi la sera, la resistenza deve recuperare una differenza di temperatura molto più grande rispetto alla semplice dispersione ordinaria.

Questo picco di riscaldamento consuma molta più energia in poco tempo di quanta ne avrebbe usata la modalità di mantenimento durante la giornata. In molti casi i due effetti si annullano quasi a vicenda: il risparmio che speri, sulla carta, è ben più modesto di quanto ti sembri.

Lo scaldabagno non consuma molto perché è acceso, ma perché deve riscaldare di nuovo, ogni volta, dell'acqua fredda.

Quando conviene davvero spegnerlo

C'è però una situazione in cui spegnerlo fa davvero la differenza: quando non usi l'acqua calda per un periodo prolungato, ad esempio un intero weekend o le vacanze estive.

In questi casi compensare per giorni la dispersione continua costa molto di più di un singolo ciclo di riscaldamento al rientro. Non è quindi nel ritmo quotidiano, ma nei lunghi periodi di inattività che spegnerlo ha davvero senso.

Cosa controllare se vuoi comunque risparmiare

  • Imposta la temperatura a un livello ragionevole: una temperatura più alta del necessario comporta dispersioni inutili, anche se apri il rubinetto di rado.
  • Controlla le tubature intorno allo scaldabagno: se non sono isolate, l'acqua calda perde calore prima di arrivare al rubinetto, ed è questa la vera dispersione nascosta, non il fatto che l'apparecchio sia acceso.
  • Se puoi, scegli la modalità estiva a temperatura più bassa, se il tuo apparecchio la prevede: d'estate anche l'acqua della rete arriva più calda, quindi serve meno riscaldamento.
  • Osserva le tue abitudini: se di solito fai la doccia solo mattina e sera, il funzionamento continuo spesso è più conveniente del doppio spegni-e-riaccendi quotidiano.

La manutenzione che conta davvero

Il calcare che si deposita sulla resistenza incide sul consumo molto più del fatto che tu spenga o meno l'apparecchio per qualche ora al giorno. Una resistenza incrostata di calcare impiega più tempo a scaldare la stessa quantità d'acqua, e a lungo termine pesa sulla bolletta molto più di ogni preoccupazione sull'accensione e lo spegnimento.

Una manutenzione regolare, da affidare a un tecnico, porta un cambiamento molto più tangibile che stravolgere la routine di tutti i giorni.

Spegnere lo scaldabagno ogni giorno fa risparmiare?

Di solito no. Riaccendendolo la sera la resistenza deve recuperare una grande differenza di temperatura, e questo picco consuma quasi quanto avrebbe consumato la modalità di mantenimento durante il giorno.

Quando conviene allora spegnerlo?

Conviene quando non usi l'acqua calda per giorni, ad esempio durante un weekend fuori o le vacanze. In quel caso evitare giorni di dispersione continua fa davvero risparmiare.

Cosa incide di più sul consumo dello scaldabagno?

Il calcare sulla resistenza e le tubature non isolate pesano molto più dell'accendere e spegnere l'apparecchio. Sono queste le vere dispersioni da tenere sotto controllo.

Che temperatura conviene impostare d'estate?

Una temperatura ragionevole, non più alta del necessario. D'estate l'acqua della rete arriva già più calda, quindi molti apparecchi permettono una modalità estiva a temperatura più bassa.

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