In ogni condominio d'agosto convivono due scuole di pensiero. Da una parte le case che alle nove del mattino sono già in penombra, tapparelle giù fino al tramonto, aria immobile e una luce da grotta. Dall'altra le case sempre spalancate, con le tende che si gonfiano e la convinzione che «bisogna far girare l'aria». Le due squadre si guardano con reciproca compassione, e la cosa divertente è che hanno ragione tutte e due: sbagliano solo l'orario.
La regola del sole: prima si ferma fuori, poi dentro
Il calore che ti rende la casa invivibile entra soprattutto attraverso i vetri, sotto forma di luce diretta. Quando il sole colpisce il vetro, l'energia entra e viene assorbita da pavimenti, muri e mobili, che poi la restituiscono lentamente per tutta la sera. È per questo che alle undici di notte il corridoio è ancora tiepido anche se fuori si respira: la casa si è caricata durante il giorno come una stufa ad accumulo.
Da qui la prima regola: nelle ore in cui il sole batte, la finestra va schermata, e va schermata il più possibile all'esterno. Tapparella, persiana, tenda da sole o anche una semplice stuoia appesa fuori fermano il calore prima che entri. Una tenda interna, per quanto pesante, interviene quando ormai l'energia è già dentro casa: aiuta con l'abbagliamento, molto meno con la temperatura. Se hai finestre esposte a ovest, quelle del tardo pomeriggio, sono le prime da proteggere: è lì che si gioca la serata.
La finestra ha due orari
La squadra delle finestre aperte ha ragione, ma dalle prime luci dell'alba fino a metà mattina, e poi di nuovo dopo il tramonto, quando l'aria esterna torna più fresca di quella interna. In quelle due fasce si apre tutto e si crea una corrente vera: non una finestra sola, ma due aperture su lati opposti dell'appartamento, così l'aria attraversa le stanze invece di girare a vuoto.
Il criterio è semplice e non richiede strumenti raffinati: se l'aria che entra dalla finestra è più calda di quella che hai in casa, stai peggiorando la situazione. Se è più fresca, spalanca. Nelle giornate in cui non rinfresca nemmeno di notte, l'unica strategia sensata è ridurre il calore prodotto dentro: forno spento, coperchio sulle pentole, lavastoviglie e lavatrice fatte partire la sera tardi, luci a basso consumo, e il computer che non resta acceso a scaldare la scrivania per ore.
Il ventilatore non raffredda la stanza, raffredda te
Un ventilatore non abbassa la temperatura dell'aria: sposta aria e favorisce l'evaporazione del sudore sulla pelle, e questo ci fa percepire diversi gradi in meno. Da qui due conseguenze pratiche. La prima: tenerlo acceso in una stanza vuota è energia buttata. La seconda: puntato addosso funziona benissimo, soprattutto se lo abbini a un panno umido sul collo o ai polsi passati sotto l'acqua fredda.
C'è però un uso intelligente anche senza persone davanti, ed è quello notturno: la sera, con la finestra aperta, un ventilatore rivolto verso l'esterno spinge fuori l'aria calda accumulata e richiama aria più fresca dalle altre aperture. È il modo più rapido per svuotare la casa del calore del giorno prima di andare a dormire.
L'umidità è metà del problema
Con l'aria umida il sudore evapora male e ci sentiamo appiccicose anche a temperature non estreme. Perciò tutto ciò che aggiunge vapore in casa nelle ore peggiori lavora contro di te: pentole senza coperchio, docce lunghe senza aerare, bucato steso in salotto a metà pomeriggio. Meglio spostare queste attività alla sera, quando poi puoi aprire e liberare l'aria.
Un'ultima cosa che vale più di molti trucchi: le porte interne. Chiudere le stanze esposte al sole durante il giorno impedisce al loro calore di diffondersi nel resto della casa, e ti permette di avere almeno un ambiente vivibile, di solito quello a nord, dove ritirarti nelle ore centrali. È la logica delle vecchie case di paese, dove d'estate si viveva in una stanza sola e nessuno lo trovava strano.
Serve chiudere le tapparelle anche sulle finestre che non prendono sole diretto?
Parzialmente sì, ma senza esagerare. Anche una finestra in ombra lascia entrare luce diffusa e calore, quindi abbassare la tapparella a metà aiuta; conviene però mantenere un po' di luce naturale, perché vivere al buio totale per settimane pesa sull'umore e ti costringe ad accendere lampade che, a loro volta, scaldano.
Meglio stendere il bucato dentro o fuori quando fa caldo?
Fuori, praticamente sempre: all'aperto asciuga in poche ore e non rilascia umidità in casa, che è proprio ciò che rende l'afa insopportabile. Se non hai balcone o terrazzo, stendi in bagno o nella stanza meno vissuta, tieni la porta chiusa e la finestra di quella stanza aperta, così il vapore esce senza attraversare il resto dell'appartamento.











