C'è un momento imbarazzante che conosciamo tutte: apri l'oblò, tiri fuori un asciugamano appena lavato e senti quell'odore di chiuso che non dovrebbe esserci. La reazione istintiva è cambiare detersivo, aggiungere ammorbidente, rilavare tutto a temperatura più alta. Quasi sempre è fatica sprecata, perché la fonte dell'odore non è il bucato: è la macchina. Una lavatrice lavora con acqua, residui di detersivo, fibre e sporco, e tutto questo si deposita in punti che non vediamo mai. La buona notizia è che la manutenzione richiede pochi minuti e si divide in quattro operazioni che non hanno bisogno di prodotti speciali.
La guarnizione dell'oblò: il punto numero uno
Se dovete fare una cosa sola, fate questa. Il soffietto di gomma attorno all'oblò ha una piega interna dove ristagna acqua e si accumula di tutto: pelucchi, capelli, residui di sapone, a volte piccoli oggetti dimenticati nelle tasche. È l'ambiente perfetto per le muffe nere che poi vediamo comparire come puntini sul bordo. Tirate delicatamente indietro la gomma con le dita e passate un panno umido lungo tutta la circonferenza; se c'è già annerito, insistete con un panno e un detergente delicato, senza usare oggetti appuntiti che possono forare la guarnizione. Alla fine, asciugate. È il gesto che fa la differenza tra una lavatrice che odora di pulito e una che odora di cantina.
Il cassetto del detersivo
Il cassetto si sfila quasi sempre premendo la linguetta nella vaschetta centrale. Va lavato sotto l'acqua corrente calda con uno spazzolino, prestando attenzione ai coperchietti dell'ammorbidente, che si staccano e nascondono una patina densa e scivolosa. Vale la pena illuminare con il telefono anche l'alloggiamento vuoto dentro la macchina: sul soffitto di quella cavità si formano incrostazioni che poi ricadono nel bucato. Un panno arrotolato su un manico o uno spazzolino a testa piccola risolvono in un minuto. Se trovate sempre molto residuo, probabilmente state usando più detersivo del necessario: è la causa più comune di accumuli e di quella patina appiccicosa che intrappola gli odori.
Il filtro della pompa di scarico
È lo sportellino piccolo in basso, spesso dietro un pannello, ed è la parte che quasi nessuno apre mai. Dentro finiscono monete, mollette, bottoni, spilli e una quantità impressionante di pelucchi. Prima di aprirlo, mettete un asciugamano e una bacinella bassa davanti: esce acqua, sempre, anche se il ciclo è finito da ore. Molti modelli hanno un tubicino di scarico laterale che serve proprio a svuotare prima. Poi si svita il tappo, si estrae il filtro, si sciacqua, si controlla che la girante dietro ruoti liberamente e si richiude bene, avvitando fino in fondo. Se lo scarico è diventato più lento o la centrifuga lascia i panni troppo bagnati, il filtro è il primo sospettato. In caso di dubbi sul vostro modello, il libretto di istruzioni resta la fonte giusta.
Il ciclo a vuoto e la manutenzione settimanale
Una volta ogni tanto conviene far girare la lavatrice vuota a temperatura alta: il calore scioglie i residui grassi di detersivo che si depositano nel cestello e nei tubi, quelli che a basse temperature non se ne vanno mai. In quel ciclo si può aggiungere un prodotto anticalcare specifico oppure semplicemente acido citrico sciolto in acqua, evitando di mescolare più prodotti tra loro. Nel quotidiano, invece, contano due abitudini minuscole: lasciare l'oblò socchiuso e il cassetto leggermente aperto dopo l'uso, e non lasciare il bucato bagnato dentro la macchina per ore. Se avete bambini piccoli o animali in casa, l'oblò socchiuso va valutato con buonsenso, magari aprendolo solo quando siete presenti.
Ogni quanto va pulito il filtro della lavatrice?
Dipende molto da cosa lavate: in una casa con animali, tappetini, felpe e asciugamani spugnosi si intasa molto più in fretta che in una coppia che lava soprattutto camicie. Un ritmo ragionevole per la maggior parte delle famiglie è controllarlo ogni due o tre mesi, e comunque sempre quando notate scarico lento, rumori insoliti durante la centrifuga o panni che escono più bagnati del solito. Se lo aprite e lo trovate praticamente pulito, allungate l'intervallo; se è pieno, accorciatelo.
Perché la lavatrice puzza anche se lavo spesso?
Perché lavare spesso non significa lavare caldo: i cicli a trenta gradi, comodissimi e giusti per molti capi, non bastano a sciogliere i residui grassi che si accumulano nel cestello e nei condotti, e quella patina diventa terreno per batteri e muffe. Aggiungete a questo l'oblò tenuto sempre chiuso, l'ammorbidente in eccesso e la guarnizione mai asciugata, e l'odore è quasi garantito. Provate a intervenire su tutti e quattro i punti insieme per un paio di settimane: se il problema resta identico, potrebbe trattarsi di un ristagno nello scarico o di un guasto, e a quel punto conviene far dare un'occhiata a un tecnico.











