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Cosa si nasconde dietro la dolce vita? Un romanzo svela l'Italia che i turisti non vedono

Nyul Debóra5 min di lettura
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Cosa si nasconde dietro la dolce vita? Un romanzo svela l'Italia che i turisti non vedono — Tempo libero
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Quando pensiamo all'Italia, la mente corre alle piazze inondate di sole, ai lunghi pranzi, ai borghi da cartolina e a quella sensazione di leggerezza che sembra appartenere solo a questo Paese.

Ma la dolce vita è soltanto una faccia della medaglia. Dietro quell'immagine perfetta c'è un altro Paese, molto meno raccontato.

È proprio questa realtà più complessa, fatta di tensioni sociali e trasformazioni profonde, che il nuovo romanzo dello scrittore ungherese Gergely Péterfy, intitolato Digó, porta alla luce.

Il libro invita il lettore a un viaggio insolito: verso una delle città storiche più belle dell'Umbria, Orvieto, dove tra le pagine prende forma una quotidianità che i turisti quasi mai riescono a vedere.

La storia di un'altra Italia

Digó non racconta l'Italia delle cartoline. Sullo sfondo del romanzo c'è un Paese messo alla prova dagli incendi sempre più frequenti, dallo scirocco rovente, dall'invecchiamento della popolazione e dal peso di mantenere in vita un immenso patrimonio storico.

Al centro della vicenda c'è la comunità internazionale di Orvieto. In città convivono gli abitanti del posto, i benestanti arrivati dall'estero e gli immigrati dell'Europa dell'Est, spesso invisibili, che svolgono i lavori senza i quali la vita quotidiana si fermerebbe.

Badanti, addetti alle pulizie, assistenti e operai formano quello strato sociale che tiene in piedi la vita di molte famiglie, eppure raramente finisce sotto i riflettori.

Ricominciare da capo in Umbria

Il protagonista, Henrik Winter, arriva in Umbria da Budapest durante la pandemia di coronavirus. Un intellettuale in piena crisi che decide di voltare le spalle alla sua vita precedente e di scegliere un'esistenza più silenziosa e sobria.

Ma il nuovo ambiente non gli regala la pace che cercava. Più conosce a fondo la città e i suoi abitanti, più si rende conto che i legami umani, le differenze sociali e i destini personali sono molto più complicati di quanto immaginasse.

Henrik diventa parte di una storia in cui amore, perdita e ineluttabilità del destino si intrecciano. E qui si nasconde una delle domande più affascinanti del libro: fino a che punto possiamo davvero decidere della nostra vita, e quanto invece siamo in balìa di ciò che ci accade intorno?

Un mondo autentico, costruito su esperienze reali

Anche se Digó è un'opera di finzione, l'atmosfera e lo sfondo sociale del romanzo sono fortemente segnati dalle esperienze personali dell'autore. I rapporti umani, la quotidianità degli immigrati dell'Est Europa e il mondo dei ricchi residenti nordeuropei e dell'élite italiana nascono da vissuti concreti, che avvicinano il lettore a questo ambiente sfaccettato.

È proprio questa autenticità una delle forze più grandi del libro: non idealizza l'Italia, ma non ne distrugge nemmeno la magia. Mostra piuttosto come bellezza e difficoltà, tradizione e cambiamento convivano nella stessa giornata.

Più di un diario di viaggio o di una storia d'amore

Digó va oltre la classica storia di un nuovo inizio: attraverso i destini individuali indaga le grandi questioni sociali e umane dell'Europa di oggi. Il lettore non scopre soltanto l'atmosfera dell'Umbria, ma si confronta con temi che riguardano tutto il continente: l'emigrazione, l'identità, le società che invecchiano, le disuguaglianze e la possibilità di ricominciare.

Il libro può risultare particolarmente interessante per chi ama i romanzi capaci di offrire uno sguardo nuovo e inaspettato su un luogo già conosciuto. L'opera di Gergely Péterfy ci ricorda che dietro le mete più desiderate si nascondono persone vere, destini veri e, spesso, scelte difficili.

All'ombra della dolce vita

In fondo, Digó parla di quante storie umane complesse si celino dietro una vita che sembra perfetta. Le strade di Orvieto, le colline dell'Umbria e il celebre stile di vita italiano non sono semplici scenografie: sono parte di un mondo allo stesso tempo bellissimo, fragile e profondamente umano.

Il nuovo romanzo di Gergely Péterfy è per chi vuole sapere cosa c'è davvero dietro le cartoline e le foto di Instagram, e desidera conoscere il volto meno noto, ma straordinariamente vivo, dell'Italia.

Di cosa parla il romanzo Digó?

È la storia di Henrik Winter, un intellettuale in crisi che da Budapest si trasferisce a Orvieto durante la pandemia in cerca di una vita più tranquilla. Scopre invece un mondo di legami complessi, differenze sociali e destini che si intrecciano.

Perché il libro mostra un'Italia diversa dal solito?

Perché non racconta l'Italia delle cartoline, ma un Paese alle prese con incendi, invecchiamento della popolazione, tensioni sociali e con gli immigrati spesso invisibili che ne sostengono la vita quotidiana.

Dove è ambientato il romanzo?

La storia si svolge a Orvieto, una delle città storiche più belle dell'Umbria, dove convivono abitanti del posto, benestanti arrivati dall'estero e immigrati dell'Europa dell'Est.

A chi è consigliata la lettura di Digó?

A chi ama i romanzi che offrono uno sguardo nuovo e inaspettato su luoghi conosciuti, e a chi è curioso di scoprire cosa si nasconde davvero dietro l'immagine perfetta della dolce vita.

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