La fiamma
Succedeva quando ancora si leggeva il giornale cartaceo. Mio padre era sempre immerso in qualche quotidiano, impossibile parlargli. Una volta, a dieci anni, volevo mostrargli il mio nuovo ballo, ma lui borbottava senza alzare lo sguardo da quelle maledette pagine. Così presi il suo accendino e lo avvicinai al fondo del giornale. In un attimo tutto prese fuoco. Urlavo finché lui non gettò via il giornale in fiamme e spense le fiamme sul tappeto imprecando. Era arrabbiato, ma mia madre prese le mie parti e da allora mio padre mi ha prestato più attenzione.
Arrossendo
A scuola superiore, la mia bibliotecaria preferita mi trovò un libro che cercavo da anni e, felice, le presi la testa e la baciai sulla guancia. Lei arrossì ma sorrise, e quel momento è ancora il mio preferito del liceo.
La suocera
Mia suocera mi ha reso la vita un inferno fin da quando uscivo con mio marito. Oltre a commenti pungenti, non ha mai avuto una parola gentile per me. Dopo dieci anni di matrimonio e due figli, mi ero abituata alle sue antipatie. Ma una volta, durante una festa di famiglia, disse a mia figlia: “Con quel vestito sembri goffa come tua madre.”
In quel momento persi la testa, mi girai e le diedi uno schiaffo. Le colpii la guancia con la mano aperta. Per qualche secondo regnò il silenzio, poi mio cognato disse: “Mamma, te lo meritavi proprio. Ragazzi, tagliamo la torta!” E la festa continuò. Da allora mia suocera è molto più gentile con me, avrei dovuto agire prima.

Il pappagallino
Avevamo dei pappagallini zebra così adorabili che una volta non ho resistito e ne ho morso la testa. Non è successo nulla, solo un po’ di saliva in giro.
Il viaggio
Un venerdì pomeriggio libero all’improvviso, ma non avevo voglia di tornare a casa, così sono scesa dalla metro alla stazione degli autobus e ho comprato un biglietto per Belgrado. Non c’ero mai stata. Arrivata la sera, sono entrata in un ristorante e ho fatto amicizia con un gruppo; ho dormito a casa di uno di loro. Il giorno dopo ho conosciuto sua sorella, che mi ha fatto da guida in città. È andata così bene che ora siamo sposati e abbiamo una bimba di due anni. Tutto grazie a quel biglietto preso d’impulso.
La verità
Ho detto alla mia professoressa universitaria più irritante che era così impreparata, antipatica e poco intelligente che non avrebbe dovuto insegnare nemmeno alle elementari, e chi le permetteva di tormentare le nuove generazioni meritava il carcere. Poi sono tornata a casa, ho dormito e mi sono svegliata con la mente lucida. Sono felice di aver bruciato quel ponte: così ho dovuto aprire la mia attività, che oggi va alla grande. Non rimpiango nulla.

Conseguenze
Il mio treno è arrivato prima, così avevo un’ora prima dell’appuntamento. Ho visto un negozio di tatuaggi, sono entrata e mi sono fatta tatuare la data del giorno sul polso, perché non avevo idee migliori. Il ragazzo con cui poi sono uscita non credeva che fosse così spontaneo. Gli è piaciuto così tanto che stiamo insieme da quattro anni, e quel tatuaggio ha un significato speciale.
La presa
In una festa ero seduta sul divano quando un ragazzo si è fermato dietro di me. Non lo conoscevo, ma aveva un fondoschiena così bello che non ho resistito e l’ho toccato. Si è girato (carino) e ha detto che era molestia sessuale. Gli ho detto che lo sapevo e mi dispiaceva, ma la mia mano aveva agito da sola. Siamo usciti insieme per due anni.
Il lancio
Mio figlio faceva i capricci e non ce la facevo più, così l’ho preso e l’ho lanciato sul letto. Mi sono subito spaventata, ma lui ha smesso di piangere e ha riso. Ora ogni sera mi chiede di lanciarlo sul letto; ho letto che aiuta a sviluppare il sistema vestibolare, cioè l’equilibrio.
Relax
Il primo giorno di vacanza il telefono aziendale di mio marito non smetteva di squillare, chiamate inutili nonostante lo portasse solo per emergenze. Alla decima chiamata gliel’ho strappato di mano, l’ho buttato a terra e calpestato, poi ho continuato a cenare. Alla fine abbiamo riso entrambi e sono stati sei giorni fantastici.











