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It Ends With Us: il sequel potrebbe davvero arrivare (nonostante lo scandalo)

Nyul Debóra5 min di lettura
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It Ends With Us: il sequel potrebbe davvero arrivare (nonostante lo scandalo) — Tempo libero
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Per mesi è sembrato tutto finito. La guerra legale tra Blake Lively e Justin Baldoni aveva oscurato completamente It Ends With Us, e l'idea di un sequel pareva sepolta per sempre. Poi, all'improvviso, qualcosa ha ricominciato a muoversi.

Secondo alcune indiscrezioni, il progetto di portare sullo schermo It Starts With Us, il seguito del bestseller di Colleen Hoover, sarebbe di nuovo sul tavolo. Nessun annuncio ufficiale, per ora, ma dietro le quinte le conversazioni sembrano essere ripartite. E c'è di più: Justin Baldoni ha parlato in pubblico per la prima volta dopo la chiusura della disputa legale principale.

Il sequel potrebbe tornare in agenda

Secondo quanto riportato da StyleCaster, Justin Baldoni starebbe già pensando a un nuovo film basato sul romanzo di Colleen Hoover, It Starts With Us.

Le fonti vicine alla produzione fanno sapere che i Wayfarer Studios detengono ancora i diritti cinematografici del libro: sul piano legale, quindi, non ci sarebbero ostacoli a realizzare il seguito. Un progetto che l'industria aveva praticamente cancellato, dopo mesi di scandali che avevano dominato le cronache.

Eppure, all'interno dello studio, l'idea di continuare la saga sarebbe tornata a circolare. Una fonte vicina alla produzione ha spiegato che in molti davano ormai la serie per persa, mentre studi e produttori temevano che, con tutta la pubblicità negativa accumulata, un nuovo film sarebbe stato un rischio troppo grande.

Baldoni vuole tornare a concentrarsi sul cinema

Stando alle stesse fonti, per Justin Baldoni l'accordo rappresenta un nuovo inizio.

Un insider racconta che l'attore e regista può finalmente lasciarsi alle spalle mesi di cause, critiche continue e gestione delle crisi, per tornare a fare ciò per cui era arrivato a Hollywood: il cinema.

Secondo la fonte citata da StyleCaster, Baldoni continua a credere nelle storie di Colleen Hoover ed è convinto che anche il pubblico sia pronto a tornare a parlare dei film, e non più dei conflitti che li hanno circondati.

Blake Lively tornerà?

È la domanda a cui, al momento, nessuno sa dare una risposta certa.

Secondo StyleCaster, i piani per il seguito non si basano per ora sul ritorno di Blake Lively. Un insider ha però dichiarato che Justin Baldoni non escluderebbe una collaborazione, se questa fosse utile al futuro della saga.

La stessa fonte sottolinea che il regista non vuole concentrarsi sulla vendetta o sui vecchi rancori, ma semplicemente tornare a girare film.

Nessuna delle due parti, comunque, ha confermato ufficialmente un eventuale coinvolgimento di Blake Lively in un possibile sequel.

La causa principale è chiusa, ma restano nodi aperti

La disputa legale principale tra Blake Lively e Justin Baldoni si è chiusa con un accordo la scorsa primavera, ma resta aperto il procedimento sul rimborso delle spese legali. Blake Lively chiede il rimborso di oltre 8 milioni di dollari (circa 7,5 milioni di euro) di costi legali, mentre Justin Baldoni ha recentemente chiesto al tribunale di respingere o ridurre in modo significativo quella cifra.

Durante le trattative per l'accordo, Blake Lively avrebbe voluto un rigido patto di riservatezza (NDA) che avrebbe impedito alle parti di parlare pubblicamente della vicenda in futuro. Secondo le indiscrezioni riportate, il team legale di Baldoni non avrebbe accettato. Nessuna delle due parti ha confermato ufficialmente queste informazioni.

Baldoni rompe il silenzio dopo quasi due anni

Dopo la firma dell'accordo, Justin Baldoni ha parlato pubblicamente per la prima volta dopo quasi due anni. In un video pubblicato sui social ha ripercorso questo periodo insieme alla moglie, Emily Baldoni.

L'attore ha spiegato di essere rimasto in silenzio di proposito in questi anni, per non alimentare ulteriormente il clamore attorno al conflitto.

Secondo Baldoni, quanto accaduto è stato estremamente doloroso per loro, ma la famiglia, gli amici, la fede e la comunità li hanno aiutati a superare questo momento.

Emily Baldoni ha raccontato che gli ultimi anni hanno rappresentato un vero trauma per la loro famiglia, motivo per cui a lungo non hanno sentito che fosse il momento giusto per parlare in pubblico.

L'attore ha inoltre sottolineato che la guarigione non avviene dall'oggi al domani, ma di sentire che oggi vedono con molta più chiarezza ciò che conta davvero nella loro vita.

It Starts With Us si farà davvero?

Per ora non c'è alcun annuncio ufficiale che confermi il via libera al sequel, né si sa chi tornerebbe in un eventuale nuovo film.

Una cosa, però, sembra probabile: il progetto è di nuovo in agenda e lo studio possiede ancora i diritti necessari per realizzare il seguito. Se davvero dovesse arrivare l'adattamento di It Starts With Us, potrebbe trattarsi di uno dei ritorni cinematografici romantici più seguiti degli ultimi anni.

Il destino del sequel resta incerto, ma alla luce degli sviluppi delle ultime settimane non sembra più così impensabile che anche il secondo romanzo di Colleen Hoover ottenga il suo adattamento. Fino all'annuncio ufficiale, però, conviene prendere ogni indiscrezione con le dovute cautele.

It Starts With Us è il seguito di It Ends With Us?

Sì. It Starts With Us è il romanzo che continua la storia raccontata in It Ends With Us, sempre firmato da Colleen Hoover. È questo il libro su cui si baserebbe l'eventuale film.

Il sequel è stato confermato ufficialmente?

No. Al momento non esiste alcun annuncio ufficiale sul via libera al film. Le notizie provengono da fonti vicine alla produzione e vanno prese con cautela.

Blake Lively tornerà nel sequel?

Non è chiaro. I piani attuali non si basano sul suo ritorno, ma secondo un insider Justin Baldoni non escluderebbe una collaborazione se fosse utile al futuro della saga. Nessuna conferma ufficiale è arrivata da nessuna delle parti.

La causa legale tra Blake Lively e Justin Baldoni è finita?

La disputa principale si è chiusa con un accordo la scorsa primavera. Resta però aperto il procedimento sul rimborso delle spese legali, che ammonterebbero a oltre 8 milioni di dollari.

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