Lavorare in un film di Christopher Nolan è, allo stesso tempo, un enorme onore e una sfida non da poco. Lo sanno bene anche le star di Hollywood. E ora Tom Holland ha confessato di aver infranto, senza volerlo, una delle regole più sacre del regista durante la preparazione di Odissea.
Il celebre regista è noto per seguire regole leggendarie e severissime sui suoi set, pensate per proteggere il segreto delle storie e mantenere la troupe concentrata esclusivamente sul lavoro. Proprio per questo la confessione dell'attore ha colto tutti di sorpresa.
Il particolare regolamento di Christopher Nolan
Il nome di Christopher Nolan è ormai sinonimo di film spettacolari, visionari e capaci di far riflettere. Dopo opere come Inception, Interstellar, Il cavaliere oscuro e Oppenheimer, non stupisce che anche il suo metodo di lavoro sia diventato leggendario a Hollywood.
Per Nolan è fondamentale che la trama dei suoi film resti segreta fino all'uscita nelle sale. Per questo non condivide mai le sceneggiature in formato digitale con gli attori. Le pagine vengono stampate con inchiostro nero su carta rosso acceso, così da rendere quasi impossibile fotocopiarle o riprodurle senza autorizzazione.
Anche la consegna delle sceneggiature è quasi un rito: spesso è il regista in persona a portare le copie agli attori, oppure affida il compito a un familiare stretto.
La confessione sincera di Tom Holland
Tom Holland, che nel film interpreta Telemaco, il figlio di Odisseo e Penelope, ha rivelato che con lui il regista ha fatto un'eccezione.
In un'intervista l'attore ha raccontato di aver potuto portare a casa la sceneggiatura, perché a causa della dislessia aveva bisogno di più tempo per leggerla. Ma proprio questo ha portato a un risvolto inaspettato.
Holland ha ammesso di aver letto il copione a casa insieme alla moglie, Zendaya, che all'epoca non faceva ancora ufficialmente parte del cast.
«Probabilmente non avrei dovuto dirlo, perché forse va contro le regole di Nolan, ma l'abbiamo letta insieme» ha raccontato l'attore ridendo.
La reazione di Anne Hathaway ha detto tutto
Nell'intervista rilasciata insieme ad Anne Hathaway, l'attrice premio Oscar – alla sua terza collaborazione con Christopher Nolan – è rimasta visibilmente sbalordita dalla confessione di Holland.
Ha subito chiesto conferma: aveva davvero potuto portare a casa la sceneggiatura? A quel punto Holland si è un po' imbarazzato e ha riconosciuto che forse non avrebbe dovuto parlarne in pubblico.
La storia dimostra però anche un'altra cosa: in certi casi Nolan sa essere flessibile, quando le circostanze lo giustificano.
Un privilegio raro in un film di Nolan
È estremamente raro che qualcuno possa tenere con sé la sceneggiatura per un periodo prolungato. In passato anche Sir Kenneth Branagh aveva ottenuto un permesso eccezionale: aveva potuto portare a casa il copione di Tenet per una sola notte, giusto il tempo di leggerlo.
La maggior parte degli attori, invece, deve leggere il testo un'unica volta, in presenza di Nolan, per poi restituirlo immediatamente.
Non è solo la sceneggiatura a rendere unico il suo metodo
Il metodo di lavoro di Christopher Nolan va ben oltre la protezione delle sceneggiature.
Il regista, com'è noto, non usa smartphone né email e sul set vieta severamente l'uso dei telefoni cellulari. L'obiettivo è che ogni membro della troupe si concentri esclusivamente sulla scena in corso.
Da anni circola anche la voce che Nolan avrebbe "bandito le sedie" dai suoi set. In un'intervista del 2020 a Variety, Anne Hathaway aveva raccontato che al regista non piace avere sedie vicino alle telecamere, perché secondo lui chi si siede resta meno attivo.
In seguito, però, il malinteso è stato chiarito: non c'è nessun divieto totale. Attori e troupe possono ovviamente riposare; Nolan cerca solo di ridurre al minimo oggetti superflui e distrazioni nelle immediate vicinanze delle riprese.
I principi che guida il cinema di Christopher Nolan
La filosofia cinematografica del regista si distingue in molti aspetti dalla media di Hollywood:
- dove possibile, utilizza scenografie reali ed effetti pratici al posto della computer grafica;
- ai provini non permette l'uso di oggetti di scena, così da mettere al centro esclusivamente la recitazione;
- durante i casting concede in genere una sola possibilità di prova;
- quando è realizzabile, gira con telecamere IMAX.
Anche da questo punto di vista Odissea è un'impresa che segna la storia del cinema: è il primo lungometraggio girato interamente con la tecnologia IMAX in 70 mm.
Perché tanti accettano comunque regole così severe?
Sebbene il metodo di lavoro di Christopher Nolan sia molto più rigoroso di quanto sia consueto a Hollywood, per gli attori lavorare con lui resta un onore immenso.
La storia di Tom Holland dimostra bene come anche le più grandi star possano essere emozionate prima di una produzione firmata Nolan, e come talvolta commettano piccoli errori. Il rispetto verso il regista, però, non diminuisce affatto: anzi, questi retroscena rendono ancora più intrigante l'attesa del film.
Una cosa è ormai certa: Odissea non sarà ricordata soltanto per la sua estetica e per il cast stellare, ma anche per le storie fuori dal comune legate alle riprese, che ne fanno uno dei film più chiacchierati dell'anno.
Che ruolo interpreta Tom Holland in Odissea?
Tom Holland interpreta Telemaco, il figlio di Odisseo e Penelope. È stato proprio durante la preparazione a questo ruolo che ha potuto portare a casa la sceneggiatura.
Perché Nolan stampa le sceneggiature su carta rossa?
Le pagine vengono stampate con inchiostro nero su carta rosso acceso per rendere quasi impossibile fotocopiarle o riprodurle senza autorizzazione, così da mantenere la trama segreta fino all'uscita.
Perché Tom Holland ha potuto tenere la sceneggiatura?
A causa della dislessia aveva bisogno di più tempo per leggere il copione, così Nolan ha fatto un'eccezione. Holland lo ha poi letto a casa insieme a Zendaya, che allora non era ancora ufficialmente nel cast.
Cosa rende Odissea speciale dal punto di vista tecnico?
È il primo lungometraggio girato interamente con la tecnologia IMAX in 70 mm, un traguardo che segna la storia del cinema.











