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La malattia di Alzheimer è due volte più comune nelle donne: cosa c’è dietro?

Debora Gallo3 min di lettura
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La malattia di Alzheimer è due volte più comune nelle donne: cosa c’è dietro? — Salute
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La malattia di Alzheimer non fa distinzioni, ma le statistiche mostrano che colpisce le donne il doppio rispetto agli uomini. Anche considerando che le donne vivono in media circa sette anni in più degli uomini, questa differenza resta significativa. Ma cosa la causa? Nuove ricerche suggeriscono che lo stress e le reazioni cerebrali femminili potrebbero essere protagonisti in questo mistero.

Uomini e donne reagiscono in modo diverso

I ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis hanno condotto uno studio interessante sugli animali per capire come i cervelli maschili e femminili rispondono allo stress intenso. Hanno misurato i livelli di beta-amiloide, una proteina chiave nello sviluppo dell’Alzheimer.

Anche se entrambi i sessi hanno vissuto la stessa quantità di stress, le risposte cerebrali sono state molto diverse. Nel cervello delle femmine, i livelli di beta-amiloide sono aumentati significativamente nelle prime due ore dopo l’evento stressante e sono rimasti elevati per tutta la durata dello studio. Negli esemplari maschi, invece, i livelli sono rimasti per lo più stabili, con un lieve aumento ritardato solo nel 20% dei maschi analizzati, secondo MindBodyGreen.

Questo risultato suggerisce che i cervelli maschili e femminili elaborano lo stress in modo completamente diverso.

I ricercatori spiegano che la differenza sta nella risposta cellulare allo stress: le cellule nervose femminili assorbono gli ormoni dello stress, aumentando i livelli di beta-amiloide, mentre quelle maschili non reagiscono allo stesso modo.

Cosa significa tutto questo per le persone?

Anche se i risultati derivano da studi sugli animali e non è ancora certo che lo stesso meccanismo valga per gli esseri umani, gli esperti ritengono che uomini e donne abbiano risposte biologiche allo stress fondamentalmente diverse.

John Cirrito, coautore dello studio, ha dichiarato che esistono differenze biologiche fondamentali tra uomini e donne nel modo in cui lo stress viene elaborato a livello cellulare, sia nei topi che negli esseri umani. Non pensano che lo stress da solo spieghi la differenza di genere nell’Alzheimer, ma probabilmente contribuisce a uno degli aspetti.

Gestire lo stress ogni giorno: perché vale la pena farlo

Giovane donna che abbraccia la madre anziana

Lo stress a lungo termine può danneggiare non solo la salute mentale ma anche il cervello. Anche se i risultati sugli animali non si possono trasferire direttamente all’uomo, gli esperti concordano sull’importanza di ridurre lo stress.

Ecco alcuni consigli pratici per aiutarti:

  • Meditazione: anche pochi minuti al giorno di meditazione possono abbassare gli ormoni dello stress, migliorare le risposte emotive e favorire una mente più calma.
  • Attività fisica: una breve sessione di esercizio o una passeggiata rilasciano endorfine, che riducono naturalmente ansia e migliorano l’umore.
  • Tempo nella natura: solo 20 minuti all’aperto possono abbassare i livelli di stress e ricaricare le energie.
  • Routine di riposo e relax: un sonno regolare e piccoli momenti di relax aiutano a gestire lo stress nel lungo periodo.

Gestire lo stress non è importante solo per il benessere di oggi, ma aiuta a proteggere la salute del cervello e a ridurre il rischio di Alzheimer nel tempo.

Donna sdraiata a terra durante una sessione di yoga

Gestire lo stress per mantenere la mente fresca a lungo

La malattia di Alzheimer non fa distinzioni, ma le donne sono particolarmente vulnerabili. Sempre più evidenze mostrano che lo stress e le reazioni specifiche del cervello femminile possono contribuire a questa differenza di genere.

La buona notizia è che gestire lo stress si può iniziare con semplici abitudini quotidiane, che non solo migliorano la salute generale, ma sostengono anche la freschezza mentale nel tempo.

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