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«Mia madre crede che condividere una foto aiuti i bambini africani» – Le abitudini dei genitori che ci fanno impazzire

Szőke Angéla4 min di lettura
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«Mia madre crede che condividere una foto aiuti i bambini africani» – Le abitudini dei genitori che ci fanno impazzire — Famiglia
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Ci vogliamo bene, questo è fuori discussione. Ma ammettiamolo: a volte i nostri genitori riescono a farci perdere la pazienza in modi che nessun altro al mondo saprebbe fare. Con quella precisione chirurgica che solo chi ti conosce da una vita può avere. Ecco una collezione di situazioni fin troppo familiari — e se almeno una ti fa dire "ma stai parlando di casa mia?", sei in buona compagnia.

La martire eterna

Se andiamo a trovarla, si lamenta con i vicini che le siamo sempre tra i piedi. Se non andiamo, si dispera perché non la degniamo di uno sguardo. Se cucina, ha passato l'intera giornata ai fornelli come una schiava. Se portiamo noi qualcosa da mangiare, è ovviamente perché pensiamo che cucini male.

Se le chiediamo di badare al nipote, la stiamo sfruttando come baby-sitter. Se non glielo chiediamo, evidentemente vogliamo tenerle il bambino lontano. Se pesa 59 chili, dobbiamo farla mangiare di più. Se ne pesa 60, meglio che stia attenta o il marito la lascerà. Non c'è verso di fare la cosa giusta: è la martire perenne, cronicamente insoddisfatta.

Gli argomenti di conversazione surreali

Nostro padre ha il dono di sollevare i temi più assurdi e fuori contesto nel bel mezzo di una cena di famiglia. Una volta ha chiesto al cognato cosa pensasse della dialisi renale, dal nulla assoluto. Al fidanzato di sua figlia ha domandato se ritenesse giusto il verdetto arbitrale di un incontro di boxe dei mondiali di quarant'anni fa — peccato che il ragazzo avesse trent'anni. E alla vicina di casa, già un po' confusa di suo, ha rivolto la domanda se l'hijab in Medio Oriente fosse oppressione femminile o libera espressione religiosa.

Le tre barzellette immortali

Da almeno sessant'anni, papà intrattiene la famiglia con le stesse tre barzellette. Sempre quelle. Le conosce a memoria tutta la famiglia, compresi i bambini. Ma ogni volta che c'è un ospite nuovo, è come se le raccontasse per la prima volta: le sforna tutte e tre di fila, ridendo a crepapelle come se fossero appena nate.

Il monologo sulle dipendenze (con qualche omissione)

Ogni volta che torno a casa per le feste, devo sorbirmi un lungo discorso su quanto il fumo sia una dipendenza disgustosa e un'abitudine diabolica. Puntuale come un orologio svizzero. Quello di cui non si parla mai, invece, è che papà è un alcolista conclamato da quarant'anni, e che mamma vive di ansiolitici. Ma il fumo, quello sì, è intollerabile.

La protezione totale (e un po' paranoica)

Mia madre è la classica mamma iperprotettiva. Non vuole che mi avvicini al microonde mentre è in funzione — e se esplodesse? Vuole cospargermi di crema solare fattore 50 anche a novembre, terrorizzata dai "raggi UV letali". A volte mi chiedo come abbia fatto a sopravvivere fino ad oggi senza di lei.

I messaggi vocali sillabati

Quando papà scrive un messaggio vocale, scandisce ogni singola parola ad alta voce mentre la digita. Ogni. Singola. Parola. Un'esperienza unica nel suo genere.

Il museo della carta assorbente usata

Mia madre non butta mai la carta assorbente con cui ci asciughiamo le mani, perché "può ancora servire per pulire lo specchio, il tavolo, qualsiasi cosa". Ha dedicato un'intera stanza a scatole di carta assorbente essiccata e, a ogni visita, ci manda a casa con la nostra razione personale affinché la usiamo per le pulizie. Ogni ospite riceve la sua parte. Senza eccezioni.

Ruoli invertiti

Da piccola, papà mi insegnava a non masticare a bocca aperta, non tirare su col naso, non strascicare i piedi. Ora i ruoli si sono capovolti: è lui a mangiare schioccando le labbra, a rifiutarsi di soffiarsi il naso e a trascinare le pantofole sul pavimento in modo esasperante. E io gli dico esattamente le stesse cose che lui diceva a me. La vita è un cerchio.

La gara delle malattie

Quando si riuniscono i genitori con zii e zie, scatta immancabilmente la competizione su chi sta peggio. "Ieri avevo la pressione a 120!" — "Macché, la settimana scorsa io ero a 140!" — "Quanto hai la glicemia, Pino? Solo così poco? La mia è molto più alta!" Emicrania, gotta, lombalgia, sciatica: il torneo non finisce mai. Nel frattempo, per la loro età, stanno tutti benissimo.

La condivisione compulsiva

Mia madre condivide tutto: cani e gatti smarriti da anni, bambini malati quasi certamente inventati, e ogni immagine commovente che promette che "condividendo aiuterai i bambini africani affamati". Per quanto glielo spieghi, lei crede fermamente di fare del bene. E continua a condividere, imperterrita, con la coscienza a posto.

In fondo, sono i nostri genitori. Ci fanno impazzire, ci fanno sorridere, e non li cambieremmo con nessun altro al mondo — anche se a volte ci viene voglia di farlo.

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