Bien Logo

Mia madre ha paura da quando ci sono state le elezioni: ecco come cerco di aiutarla

Schuster Borka4 min di lettura
Condividi:
Mia madre ha paura da quando ci sono state le elezioni: ecco come cerco di aiutarla — Famiglia
In questo articolo

Articolo di opinione: Barbara Conti

A volte faccio fatica anch'io a distinguere una notizia vera da un'esagerazione manipolata o da una bufala bella e buona. Eppure sono cresciuta in questo mondo digitale. So come funzionano i social, capisco perché gli algoritmi spingono contenuti sempre più estremi, e ho più o meno chiaro che oggi, con l'intelligenza artificiale, chiunque può creare video o immagini false di qualsiasi persona.

Se mi ci perdo io, come deve sentirsi una persona che si avvicina ai settant'anni?

Per mia madre, internet è ancora un territorio in parte sconosciuto. Ha imparato a usare Facebook, manda messaggi su WhatsApp, ogni tanto guarda qualche video sul telefono. Ma spesso vedo nei suoi occhi quella stessa incertezza che devono provare tante persone della sua generazione. Come se si fossero ritrovate all'improvviso in un mondo completamente nuovo, senza che nessuno gli avesse spiegato le regole.

I mesi intorno alle elezioni hanno peggiorato tutto. Il rumore mediatico è diventato quasi insopportabile. Da ogni parte arrivavano titoli allarmanti: crollo economico, guerra, brogli, piani segreti, catastrofi imminenti.

I social media sanno benissimo che la paura è ciò su cui clicchiamo più in fretta. Più qualcosa fa spavento, più ha probabilità di diffondersi.

Mia madre ha cominciato ad avere paura

Alcune delle sue preoccupazioni erano del tutto legittime. L'inflazione, la sanità, le tensioni politiche non sono invenzioni. Ma in altri momenti a turbarla erano teorie del complotto o fake news prive di qualsiasi fondamento. Un video manipolato. Un post urlato su Facebook. Una storia arrivata "dall'amico di un amico".

E io, nel frattempo, ho capito una cosa: sarebbe stato facilissimo liquidare tutto con una scrollata di spalle.

Dire "ma dai, come si fa a crederci?" oppure "non leggere sciocchezze su internet".

Ma questo non serve a niente

Perché mia madre non è ingenua. Si è semplicemente ritrovata senza strumenti in un mondo che cambia a una velocità incredibile. È cresciuta sapendo che ciò che veniva stampato su un giornale o detto in televisione aveva un peso, una responsabilità. Oggi invece chiunque può creare un "sito di notizie", girare un video o pubblicare contenuti ingannevoli in pochi minuti. Nessuno ha preparato la sua generazione a questo.

Per questo ho scelto di non deridere le sue paure né di ignorarle, ma di darle degli strumenti concreti a cui aggrapparsi.

Una delle prime cose che le ho spiegato è che il fatto che qualcosa appaia continuamente non lo rende vero. Gli algoritmi non cercano la verità: cercano ciò a cui reagiamo. Se una persona si spaventa di fronte a un contenuto, lo guarda a lungo, lo commenta o lo condivide, ne vedrà sempre di più.

Abbiamo parlato anche dell'importanza di controllare sempre la fonte di una notizia. C'è dietro una redazione vera, un giornalista, una testata conosciuta? Oppure è solo una pagina anonima con titoli a caratteri cubitali?

Le ho insegnato a diffidare di tutto ciò che vuole provocare un'emozione fortissima e immediata. Gran parte delle fake news non vuole informare: vuole scioccare. Se un titolo genera panico o rabbia all'istante, vale la pena fermarsi un secondo prima di condividerlo.

Abbiamo parlato molto anche di intelligenza artificiale: del fatto che oggi è possibile manipolare video, audio e immagini in modo convincente. Che "averlo visto con i propri occhi" non è più una garanzia sufficiente.

Ma forse le conversazioni più importanti non sono state queste.

Sono state quelle in cui ho cercato semplicemente di rassicurarla.

Quando le ho detto: il mondo sembra sempre più spaventoso su internet di quanto non sia nella realtà. Perché la tranquillità quotidiana non fa clic. Nessuno scrive un articolo sul fatto che le persone stamattina sono andate al lavoro, hanno fatto la spesa, sono tornate a casa e non è successo niente di straordinario.

La paura, invece, genera attenzione

Le ho detto anche che non è obbligata a seguire ogni notizia. Non è un suo dovere scorrere il telefono per ore solo per "essere aggiornata".

A volte la scelta migliore è semplicemente spegnere lo schermo.

E cerco di ricordarle che la sua vita reale vale molto più della realtà di internet. Ci sono i nipoti, le amiche, il giardino, il caffè del mattino, i vicini di casa, le piccole abitudini di ogni giorno. Tutto questo racconta il mondo in modo molto più autentico di un video allarmistico su Facebook.

Non riesco a eliminare del tutto la paura di mia madre. A volte non riesco nemmeno a eliminare la mia. Ma forse non è questo l'obiettivo. L'obiettivo è che non si senta sola ad affrontarla.

Solo su Bienvibe

Originale

Letture correlate

Volevo dirlo a quei ragazzi sull'autobus, ma non ho avuto il coraggio — e nemmeno nessun altro — Lifestyle

Volevo dirlo a quei ragazzi sull'autobus, ma non ho avuto il coraggio — e nemmeno nessun altro

Un viaggio in autobus come tanti, tre adolescenti, una vape e una carrozza piena di adulti in silenzio. Ma perché non riesce a parlare nessuno?

Schuster Borka•
Non voglio i miei genitori al mio matrimonio – e non è perché siamo in cattivi rapporti — Famiglia

Non voglio i miei genitori al mio matrimonio – e non è perché siamo in cattivi rapporti

Ho sempre dato per scontato che i miei genitori sarebbero stati lì, accanto a me. Poi ho capito che forse non è quello che voglio davvero.

Schuster Borka•
Cosa faccio quando vedo un bambino in crisi in pubblico — e cosa dovresti fare anche tu — Famiglia

Cosa faccio quando vedo un bambino in crisi in pubblico — e cosa dovresti fare anche tu

Pochi momenti mettono a dura prova i nervi come un bambino che urla in pubblico. Ma cosa possiamo fare noi, semplici osservatori, quando ci capita di assistere?

Schuster Borka•
Da quando sono uscita dal vortice, guardo sgomenta le mie amiche bruciarsi dentro — Famiglia

Da quando sono uscita dal vortice, guardo sgomenta le mie amiche bruciarsi dentro

Osservare il vortice dall'esterno è spesso più spaventoso che viverlo. Da quando ho imparato a rallentare, vedo le mie amiche con occhi completamente diversi.

Szabó Erzsébet•
"Da bambina dovevo sentire quanto fosse colpa mia" – Quando i genitori scaricano le loro sofferenze sui figli è abuso emotivo — Famiglia

"Da bambina dovevo sentire quanto fosse colpa mia" – Quando i genitori scaricano le loro sofferenze sui figli è abuso emotivo

Succede più spesso di quanto si pensi: un genitore che riversa sul figlio la propria storia di dolore. Le testimonianze di chi l'ha vissuto sono agghiaccianti — e forse familiari.

Szőke Angéla•
Perché i pagliacci ci fanno così paura? La psicologia evolutiva dietro la coulrofobia — Lifestyle

Perché i pagliacci ci fanno così paura? La psicologia evolutiva dietro la coulrofobia

Molte persone provano un terrore irrazionale per i pagliacci. Si chiama coulrofobia, ed è più diffusa di quanto pensi. Ecco cosa si nasconde davvero dietro questa paura.

Farkas Izabella•