Arriva un momento in cui non si può più ignorare la suocera. Quando non si limita a intervenire ogni tanto, ma è sempre presente – nelle nostre decisioni, nella nostra casa, e a volte anche nei momenti più intimi. Molti minimizzano dicendo “succede in tutte le famiglie”, ma questi mariti raccontano ben altro.
Per alcuni la suocera sceglie il nome del bambino, per altri il divano – c’è chi addirittura racconta che si presenta in camera da letto all’ora di cena.
Abbiamo dovuto far approvare il nome del nostro bambino dalla suocera
Quando mia moglie è rimasta incinta, pensavo che quel periodo sarebbe stato tutto per noi. Poi è arrivata la prima proposta di nome – ne ho detto uno, a lei piaceva, ma ha risposto: “Devo chiedere anche a mia madre.” Da quel momento ho avuto la sensazione che tutte le nostre decisioni fossero prese da una terza persona. Che pannolini comprare, quale passeggino scegliere, cosa regalarci per l’anniversario… tutto passava attraverso il filtro di mia suocera. Non solo mi infastidiva, mi feriva. Come se la mia opinione valesse meno. E da allora poco è cambiato.
Sono io a pagare la vacanza, ma è la suocera a scegliere la destinazione
Abbiamo risparmiato a lungo per una vacanza al mare insieme. Quando finalmente potevamo andare da soli, mia moglie ha annunciato: “Anche mia madre vuole venire, non va al mare da tanto.” Non eravamo più noi a cercare la sistemazione, ma mia suocera che mandava i link e prenotava – con la mia carta di credito. Sapevo che se avessi detto di no, sarei stato il cattivo che non sopporta “la sua mamma”. Ma sinceramente? Non mi sono mai sentito così tanto la terza ruota nel mio stesso matrimonio.
Anche le nostre feste sono nelle sue mani
Natale, Pasqua, compleanni – tutto ruota intorno a mia suocera. Se dice che la celebrazione sarà da lei, non c’è discussione: ci saremo, indipendentemente dai miei programmi o dal desiderio di restare a casa. Vedo meno la mia famiglia a causa sua, perché dobbiamo sempre adattarci ai suoi impegni. A volte mi chiedo cosa ci resti della nostra vera indipendenza.
Mia moglie non discute nulla con me, solo con sua madre
Non sono uno che parla molto, ma credo che nel matrimonio sia fondamentale confrontarsi tra di noi. Mia moglie però chiama sempre prima sua madre. Se c’è un problema, non mi dice niente, parla con lei. Se c’è una gioia, la prima a saperlo è sua madre. È come se fossi coinvolto solo nelle cose pratiche, mentre la parte emotiva è tutta per sua madre. A volte mi sembra che la vera compagna di mia moglie sia lei, e io faccia solo il lavoro dietro le quinte.
Ha le chiavi di casa e viene sempre a "fare un salto"...
Quando ci siamo trasferiti nel nostro appartamento, mia moglie ha voluto che anche sua madre avesse una copia delle chiavi. “Solo per emergenze, se partiamo o per annaffiare le piante.” Ho accettato per evitare discussioni fin dall’inizio. Ma presto ho capito che per mia suocera il concetto di “emergenza” è molto elastico.
Le prime volte si limitava a passare “un attimo”, portava una zuppa, prendeva i panni da stirare. Mai avvisato prima. Mai. Mia moglie lo giustificava sempre dicendo: “È venuta con buone intenzioni.” Io invece mi chiedevo: è davvero buona intenzione presentarsi all’improvviso in ingresso mentre sto uscendo dalla doccia con solo l’asciugamano?
Poi una sera stavamo finalmente tranquilli, insieme, tutto andava bene – atmosfera romantica, attenzione reciproca, quel raro momento in cui eravamo davvero soli, corpo e anima. E proprio allora la chiave è girata nella serratura. La porta si apre, entra mia suocera con una busta di prugne in mano e dice solo:
“Ho pensato di portarvi un po’ d’uva, perché l’altra volta hai detto che ne avevate voglia.”
Eravamo lì, mezzi vestiti, arrossiti e congelati. E lei si è pure offesa perché eravamo “così imbarazzati”, visto che “voleva solo fare del bene”.
Mia moglie non osa chiedergli di restituire le chiavi – non vuole farle un torto.











