Con il mio ragazzo viviamo in "monotogamia", e non siamo gli unici. La parola nasce dall’unione di monogamia e monotonia: ti sembra di riconoscerti nella tua relazione?
La routine
Settimane e mesi si susseguono tutti uguali. Io mi alzo, mi preparo, lui ancora dorme. Andiamo a lavoro, torniamo a casa. Io prima, lui dopo. Mangiamo in silenzio, parliamo un po’ – quasi sempre di lavoro – mentre riordiniamo. Poi lui si mette davanti alla console o al laptop, io mi stendo sul divano davanti alla tv e guardo una serie. La sera a volte prova a fare sesso, ma io sono sempre troppo stanca.
Il weekend è fatto di lavatrici, pulizie e la solita routine sessuale: stesse posizioni, stessi suoni, come se vedessimo lo stesso film porno per la centesima volta. E il lunedì tutto ricomincia. Abbiamo provato a ravvivare la vita di coppia, ma dopo qualche mese ricadiamo sempre in questa routine. Sarà davvero così per sempre, vivere uno accanto all’altro senza più scintille?
Il contatto
Di recente mi sono chiesta quando ci siamo baciati l’ultima volta, e non riuscivo a ricordarlo. In realtà non so nemmeno quando ci siamo sfiorati dolcemente l’ultima volta.
Va bene così?

Ho avuto un ragazzo con cui la vita non era mai noiosa: o ci amavamo con una passione folle o litigavamo con la stessa intensità. Ma quella intensità non poteva durare a lungo, così ho deciso di lasciarlo. Volevo un partner più tranquillo e prevedibile, e l’ho trovato nel mio attuale ragazzo.
Lo amo e stiamo bene, ma a volte vorrei urlare dalla noia e rimpiango quei momenti intensi, sia in positivo che in negativo, con il mio ex. Se devo essere sincera, non so cosa sia meglio… o forse peggio. Vorrei una via di mezzo, ma dove trovarla?
L’interesse
Non sento più di far parte della vita dell’altro, viviamo paralleli. Non chiedo cosa fa lui e lui non si interessa a me. Non mi importa dove va o cosa fa, e lui non mi chiama se torno tardi. Non capisco nemmeno perché siamo ancora insieme.
Il purgatorio
La nostra relazione non è passionale, non c’è eccitazione, ma nemmeno è male. Ne abbiamo parlato e nessuno vuole lasciarsi, ma lui non fa nulla per uscire da questa stagnazione. Io ho provato con cene romantiche, regali a sorpresa, lingerie sexy e giochi di ruolo: a lui è piaciuto, ma da parte sua non ho ricevuto nulla. Così ho smesso di provarci.
Abbassare il volume
Non solo la nostra "frequenza" sessuale è calata, ma anche tutte le nostre interazioni si sono affievolite. Ricordo quanto parlavamo, io ridevo sempre alle sue battute e lui ascoltava con interesse. Facevamo sesso, andavamo a teatro, uscivamo, ci divertivamo: il mondo era nostro. Ero la donna più felice del pianeta e non immaginavo che questa relazione speciale potesse appiattirsi. Sono passati sei anni e ora viviamo come coinquilini. Mi verrebbe da piangere guardandoci. Ci amiamo, ma la presenza dell’altro non ci emoziona più.
Costante
L’amore vibrante si è trasformato in una quotidianità grigia, come una funzione costante. Non ci sono grandi alti o bassi, e forse sarebbe meglio avere qualche scossone piuttosto che questa monotonia.

La promessa
I miei genitori hanno avuto un matrimonio piatto, spento e senza eventi, e da adolescente ho giurato che non avrei vissuto così. Spoiler: con la mia amica viviamo esattamente come loro.
Tutto ha un prezzo
Apparentemente anche l’impegno ha un costo. Quando due persone decidono di stare insieme, formano una coppia e convivono, la vita comune diventa presto monotona – almeno per me, indipendentemente dal partner. La noia è il prezzo da pagare per impegnarsi l’uno con l’altro.
Monotonia
Dopo quattro anni nella nostra relazione l’intimità è svanita. Non ci sorprendiamo più con piccoli gesti, entrambi ci limitiamo al minimo. Ci facciamo gli auguri a compleanni, usciamo a cena per l’anniversario e festeggiamo il Natale, ma niente sorprese spontanee. Tutto è prevedibile, senza colpi di scena, e credo che vada bene a entrambi. Lui è un informatico riservato, io una contabile introversa: così stiamo bene.











