Bien Logo

"Non riuscivo proprio a buttare via." Perché ci aggrappiamo a oggetti che non usiamo più?

Farkas Margaréta4 min di lettura
Condividi:
"Non riuscivo proprio a buttare via." Perché ci aggrappiamo a oggetti che non usiamo più? — Lifestyle

Ho promesso centinaia di volte che avrei finalmente messo ordine. Di liberarmi di quelle cose che non uso più e che occupano solo spazio. Ma ogni volta che ci provavo, quando prendevo davvero quegli oggetti in mano, succedeva sempre la stessa cosa: non riuscivo a buttarli via. Tornavano sullo scaffale. Nella scatola. In fondo all’armadio. Così, il riordino si trasformava di nuovo in procrastinazione e lo spazio intorno a me diventava sempre più stretto e affollato. E non solo fuori. Anche dentro.

Ci è voluto tempo per capire perché mi aggrappo così tanto a questi oggetti. Perché è così difficile lasciarli andare, anche quando so benissimo che non mi servono più. Ma quando finalmente ho messo a fuoco questo, qualcosa è cambiato. È diventato più facile. Non solo il riordino, ma tutto il processo. Se anche a te interessa scoprire cosa si nasconde davvero dietro l’attaccamento agli oggetti, continua a leggere.

Per molto tempo ho pensato di essere semplicemente disordinata. Di non avere abbastanza forza di volontà o costanza. Che gli altri buttassero via le cose più facilmente mentre io ci pensavo troppo.

Solo dopo ho capito che non si trattava di pigrizia o debolezza. Ma di attaccamento.

Quando attribuiamo un significato a un oggetto

Quando prendevo un oggetto in mano, la prima domanda non era se mi servisse ancora, ma cosa significasse. Un’epoca, una situazione, un’emozione. Alcuni appartenevano a una versione passata di me. A tempi in cui ero diversa, desideravo altro, credevo in modo differente. Buttarli via non sarebbe stato solo disfarsene, ma ammettere che quel tempo era finito. E non è sempre facile accettarlo.

Ho capito anche che molti oggetti non custodivano solo ricordi, ma sicurezza. La sensazione che, se tutto crollasse, avrei avuto qualcosa a cui aggrapparmi. Come se quelle cose promettessero: non perderai tutto in una volta. Anche se non le usavo da anni. Dentro di me c’era un “e se”. E se potesse ancora servirmi? E se un giorno ne avessi bisogno? E se me ne pentissi?

Ora vedo che quel “e se” non riguardava gli oggetti, ma l’incertezza. La difficoltà a credere che ci sarebbe stato abbastanza. Abbastanza opportunità, abbastanza soldi, abbastanza nuovi inizi.

Donna che fa le valigie nel suo appartamento

La scoperta più grande però è stata che il caos non nasceva nella stanza, ma dentro di me. Gli oggetti riflettevano solo ciò che dentro non volevo o non osavo affrontare. Decisioni rimandate. Chiusure non dette. Fasi della vita non elaborate.

Quando ho capito questo, il riordino è diventato un’altra cosa. Non partivo più da una battaglia. Non da una costrizione. Non con il pensiero “adesso devo essere dura con me stessa”. Ho iniziato invece a chiedermi:

Perché tengo questo? A cosa mi lega? Di cosa ho paura se lo lascio andare?

E, curiosamente, man mano che trovavo risposte, le decisioni diventavano più semplici. Non dovevo buttare via tutto. Ma non mi aggrappavo più disperatamente. Alcune cose le lasciavo andare. Altre le tenevo, ma con consapevolezza. Lo spazio ha iniziato a liberarsi. Non da un giorno all’altro, ma piano piano. E con quello è arrivato anche spazio dentro di me. Per i pensieri. Per la calma. Per la sensazione che non sono gli oggetti del passato a trattenermi, ma sono io stessa.

Ora so che l’ordine non arriva dal possedere meno cose. Ma dal vedere chiaramente a cosa e perché ci si lega. E quando lo capisci, lasciare andare non è una perdita, ma un sollievo.

Donna vista dall’alto sdraiata su un tappeto, ascolta musica con giradischi

Se stai leggendo ora, forse ti è venuto in mente un cassetto. Una mensola. Una scatola. Non devi metterti subito a riordinare. Non devi prendere decisioni. Basta che la prossima volta che prendi in mano un oggetto che non usi da tempo, ti fermi un attimo. Non chiederti se ti serve ancora, ma cosa ti dà tenerlo. Sicurezza? Ricordo? Procrastinazione? Un legame con una versione passata di te?

Se non hai ancora una risposta, va bene lo stesso. Non devi capire tutto in un giorno.

Lasciare andare non è una decisione, ma un processo.

A volte il primo passo è solo riconoscere che non è l’oggetto a essere pesante, ma quello che ci colleghiamo.

Quando arriverà il momento di lasciar andare, buttare o dare via, forse non saranno le tue mani a sentirsi più leggere per prime. Ma il tuo petto. La tua testa. I tuoi pensieri. Perché non è il riordino che conta. Ma lo spazio che crei. Fuori e finalmente anche dentro.

Letture correlate

Il mio vicino è un incubo — o si trasferisce lui, o me ne vado io — Lifestyle

Il mio vicino è un incubo — o si trasferisce lui, o me ne vado io

Quando mi sono trasferita, pensavo di aver trovato l'appartamento perfetto. Poi ho conosciuto il vicino della porta accanto, e tutto è cambiato.

Farkas Margaréta
7 profumi primaverili che migliorano davvero il tuo umore — Lifestyle

7 profumi primaverili che migliorano davvero il tuo umore

I profumi che riempiono l’aria in questa stagione non sono solo piacevoli, ma influenzano positivamente il nostro equilibrio emotivo e il benessere.

Farkas Izabella
Comprati un mazzo di fiori: il piccolo gesto che cambia davvero l'umore — Arredo

Comprati un mazzo di fiori: il piccolo gesto che cambia davvero l'umore

Non serve un'occasione speciale per portare fiori a casa. Scopri perché questo piccolo gesto di cura verso te stesso fa davvero la differenza ogni giorno.

Farkas Margaréta
8 trucchi da cucina all'antica su cui gli chef giurano ancora oggi — Lifestyle

8 trucchi da cucina all'antica su cui gli chef giurano ancora oggi

Amiamo i gadget da cucina e le tecniche moderne, ma spesso sono i vecchi trucchi della nonna a fare davvero la differenza. Ecco 8 segreti che funzionano ancora.

Fehér Dia
Il trucco delle lenzuola: in 10 secondi scopri se sono davvero pulite (utilissimo in viaggio) — Salute

Il trucco delle lenzuola: in 10 secondi scopri se sono davvero pulite (utilissimo in viaggio)

C'è un modo semplicissimo per capire in soli 10 secondi se le tue lenzuola sono davvero pulite. Ecco il trucco che ti tornerà utile soprattutto in hotel.

Farkas Izabella
5+1 motivi per cui dovresti pulire il climatizzatore prima dell'estate (e non rimandare ancora) — Salute

5+1 motivi per cui dovresti pulire il climatizzatore prima dell'estate (e non rimandare ancora)

Pulire il climatizzatore prima della stagione calda non è solo una questione di igiene: è anche una scelta economica intelligente. Scopri perché non puoi aspettare.

Farkas Margaréta