Ricordo quando, verso la fine dell’adolescenza, i miei genitori divorziarono. Molti dicevano «sei grande ormai» e anch’io pensavo di poterlo gestire. Ma poi sono arrivate situazioni imbarazzanti: i miei genitori evitavano di sedersi vicini agli eventi importanti per me, non parlavano tra loro e io dovevo scegliere da che parte stare. Informazioni fondamentali, come il regalo per la mia laurea, venivano trascurate…
Con il tempo pensavo che quei ricordi si fossero affievoliti. Ero già oltre i 30 anni quando ho capito che quelle ferite erano ancora vive e continuano a emergere come cause chiare dei miei blocchi. Perché, anche da adulti, quando i genitori si separano, sembra che qualcosa di sicuro svanisca per sempre.
Ecco uno studio che fa riflettere, dedicato soprattutto alle donne
È emerso che tra gli over 50 sempre più persone scelgono il divorzio. E spesso c’è un motivo ricorrente che sorprende: la malattia della moglie è un fattore decisivo per la separazione.
I ricercatori hanno seguito oltre 25.000 coppie per 18 anni e ora hanno pubblicato i risultati. Lo studio uscito a febbraio sul Journal of Marriage and Family dipinge un quadro chiaro di come un matrimonio può crollare quando i ruoli consolidati per decenni cambiano improvvisamente.

Perché proprio ora e in questo modo?
Lo studio mostra che i divorzi tra i 50 e i 64 anni sono aumentati drasticamente negli ultimi decenni: solo negli Stati Uniti si sono raddoppiati rispetto al 1989, e sappiamo che l’Europa segue questa tendenza. In paesi come Inghilterra, Belgio e Francia, i numeri sono simili o addirittura più alti. Molti ricercatori cercano di capire perché proprio in questa fase della vita e quale ruolo giochi la malattia della moglie.
I dati mostrano un chiaro schema che riflette la nostra società.
Se si ammala il marito, la probabilità di divorzio non cambia molto, ma se è la moglie a peggiorare in salute – sia per malattie gravi sia per difficoltà fisiche – il rischio di separazione aumenta notevolmente.
Il prezzo della cura
Cosa ci insegna tutto questo? Che il “nella buona e nella cattiva sorte, in salute e in malattia” spesso vale solo finché è la donna a prendersi cura di tutto. Finché tiene insieme la casa, controlla le medicine, fa la spesa, cucina e pulisce – spesso lavorando e badando anche ai nipoti. Ma se lei non ce la fa più, se ha bisogno di aiuto, molti mariti non sanno o non vogliono fare un passo avanti.
Va detto che non tutti gli uomini sono così, ma le statistiche sono chiare. La nostra educazione ha un peso enorme, e non riguarda solo la generazione studiata. Anche noi siamo stati cresciuti per essere premurosi ma non “lamentarci” troppo o soffermarci sui nostri dolori. Nel frattempo, trovare uomini che vedano le faccende domestiche come responsabilità condivisa e che sappiano prendersi cura di una relazione è ancora una sfida.
Non sorprende quindi che quando la donna si ammala, l’intero sistema familiare possa vacillare e il marito possa sentire che il matrimonio non funziona più. In realtà, è lui che fatica ad adattarsi.
Chi si prende cura di te quando sei in difficoltà?
È davvero toccante, perché quando una donna (o chiunque) diventa fragile e vulnerabile – soprattutto se ha sempre messo gli altri al primo posto – ha bisogno di sostegno più che mai. Eppure, lo studio mostra che in questi momenti è più frequente che venga lasciata. Questo ci fa ripensare cosa significhi davvero impegnarsi.
Il peso accumulato nei secoli grava su di noi, e quando non ce la facciamo più fisicamente, anche il matrimonio scricchiola. Eppure, la vera prova d’amore sarebbe la capacità di ripensare, adattarsi e esserci l’uno per l’altro in nuovi ruoli…











