Bien Logo

Per anni ho visto lo sport come una punizione, poi è arrivata una "illuminazione"

Nyul Debóra4 min di lettura
Condividi:
Per anni ho visto lo sport come una punizione, poi è arrivata una "illuminazione" — Salute
In questo articolo

Da bambina adoravo stare all’aperto. Camminare, fare escursioni, giocare al parco: queste cose mi rendevano felice. Avevo bisogno di muovermi, come tanti bambini. Però, quando si trattava di sport vero e proprio, qualcosa cambiava dentro di me. Quel movimento che prima mi dava gioia diventava improvvisamente un dovere, severo e pieno di aspettative.

Il problema è nato dalle prime esperienze negative con lo sport. Un incidente in piscina, per esempio, ha lasciato un segno profondo e mi ha tolto la voglia di nuotare per molto tempo. Pensavo che forse non avrei mai più voluto avvicinarmi all’acqua.

La ginnastica a scuola mi ha fatto perdere la voglia

Più tardi, le lezioni di educazione fisica a scuola non hanno aiutato a farmi amare lo sport. Anzi, mi allontanavano ancora di più. Sentivo di non essere abbastanza abile, veloce o “brava” per divertirmi davvero durante quelle ore. Se non riuscivo in un gioco di abilità o facevo fatica a imparare i passi di danza, spesso ricevevo commenti spiacevoli – non solo io, anche altri bambini.

Non ricordo incoraggiamenti veri. Contava solo chi riusciva a soddisfare le aspettative, chi era più veloce, più forte, “migliore”. In un clima così, chi era un po’ meno abile, timido o semplicemente imparava più lentamente, difficilmente viveva esperienze positive. È successo anche a me, e il movimento si è associato dentro di me a vergogna e fallimento.

Per anni mi sono allontanata dallo sport

Queste esperienze negative mi hanno tolto la voglia di fare sport per anni. All’università il movimento era quasi assente dalla mia vita. Passavo molto tempo seduta – a studiare, al computer, poi al lavoro – e non mi rendevo conto di quanto mi mancasse l’attività fisica regolare, anche se mi piaceva ancora camminare e fare escursioni.

Il punto di svolta è arrivato quando ho iniziato ad avere problemi: il mal di schiena e alla zona lombare si facevano sentire, e sentivo che il mio corpo stava cedendo sempre di più nella vita quotidiana.

È stato allora che ho cominciato a riflettere su come muovermi di più. Non è successo all’improvviso, non è stata una “illuminazione”, ma piano piano il mio atteggiamento è cambiato.

Ho imparato a ritrovare la gioia nel movimento

Il primo passo è stato ricominciare a fare lunghe passeggiate, anche quando non ero in escursione. Il ritmo non contava, l’importante era uscire e muovermi. Come da bambina, camminare mi calmava e mi rigenerava. Poi ho ripreso a pedalare in bici, e più tardi ho iniziato ad usare la cyclette in casa, che si è rivelata perfetta: potevo muovermi molto, a mio ritmo, senza uscire.

Non dico di fare sport ogni giorno, ma voglio avvicinarmici il più possibile. Mi aiuta molto aver trovato attività che mi piacciono e non mi stressano. Faccio un po’ di ginnastica e ascolto sempre di più i segnali del mio corpo. La lezione più importante è stata capire che il movimento può diventare parte della mia vita solo se non lo vedo come un obbligo.

Pazienza, gradualità e consapevolezza

Il nostro rapporto con lo sport spesso parla più delle nostre esperienze che del nostro corpo.

Molti hanno vissuto la scuola e la competizione in modo simile, e da adulti si avvicinano al movimento con sentimenti negativi.

In realtà, lo sport non dovrebbe far male né al corpo né allo spirito. Può essere fonte di gioia, sollievo dallo stress, relax. Serve però pazienza, gradualità e consapevolezza. Dobbiamo permetterci di trovare, al nostro ritmo e secondo i nostri bisogni, l’attività giusta per noi.

Donna atletica che prepara e mangia una ciotola sana di muesli con frutta nella cucina di casa

Non conta solo la palestra

Molti pensano che solo l’attività intensa, visibile e dura sia “sport”. In realtà, anche una camminata veloce, un po’ di giardinaggio, yoga o ginnastica a casa possono fare una grande differenza. L’importante è muoversi regolarmente, non per paura o senso di colpa, ma per amore e cura di sé.

Un incoraggiamento per tutti

Se oggi senti che lo sport è solo un altro obbligo che non vuoi o non puoi affrontare, ti capisco perfettamente. Ma so anche che c’è una via d’uscita da questa sensazione.

Le esperienze negative non devono definire per sempre il nostro rapporto con il movimento. Ognuno ha il diritto di trovare l’attività che gli regala gioia e aiuta a vivere in modo più sano ed equilibrato.

La cosa più importante che ho imparato è che non importa essere un “atleta medio”. Non serve correre una maratona o gareggiare. Conta muoversi – nel modo che ci fa stare bene, e ogni passo conta.

Solo su Bienvibe

Originale

Letture correlate

Dormi male e non dimagrisci? Ecco cosa dice la personal trainer — Salute

Dormi male e non dimagrisci? Ecco cosa dice la personal trainer

Dieta e allenamento non bastano: secondo gli esperti, dormire poco può bloccare il dimagrimento. Ecco perché il riposo è la chiave che spesso ignori.

Nyul Debóra•
Pesi dopo i 40: gli errori che quasi ogni donna commette (senza accorgersene) — Salute

Pesi dopo i 40: gli errori che quasi ogni donna commette (senza accorgersene)

Dopo i 40 il corpo perdona molto meno di quando ne avevi 20 o 30. Ecco gli errori più comuni che frenano i tuoi risultati con i pesi e come evitarli.

Kende Kíra•
Sei più intelligente della media? Ecco 9 segnali che lo suggeriscono — Salute

Sei più intelligente della media? Ecco 9 segnali che lo suggeriscono

Non sempre l'intelligenza si vede dove ci aspettiamo. Questi 9 tratti sorprendenti potrebbero rivelare una mente più acuta del solito.

Nyul Debóra•
Solo 10 minuti al giorno: la routine brucia grassi che puoi fare a casa (e che funziona davvero) — Salute

Solo 10 minuti al giorno: la routine brucia grassi che puoi fare a casa (e che funziona davvero)

Non serve ore in palestra per bruciare grassi. Scopri la routine da 10 minuti con la corda che trasforma il tuo allenamento quotidiano.

Nyul Debóra•
3 allungamenti che salvano anche i fianchi e la schiena dopo 8 ore di sedia — Salute

3 allungamenti che salvano anche i fianchi e la schiena dopo 8 ore di sedia

Bastano pochi minuti al giorno per sentire la differenza: tre movimenti semplici contro la tensione da sedentarietà prolungata.

Nagy Emília•
«Essere nella media non è un bel sentirsi, ma probabilmente lo siamo tutti» — Le verità scomode che gli psicologi non dicono mai ad alta voce — Salute

«Essere nella media non è un bel sentirsi, ma probabilmente lo siamo tutti» — Le verità scomode che gli psicologi non dicono mai ad alta voce

Gli psicologi tendono a sottolineare il positivo — ma esistono verità scomode sulla mente umana che raramente vengono dette apertamente. Eccole.

Szőke Angéla•