Ventidue anni di storia sono maturati dentro di me come un frutto strano, intenso, essenziale. A volte dolce, a volte amaro, o forse entrambe le cose insieme. Un sapore che non riesco a definire... ha tolto tanto, ma ha anche dato molto...
Tanto tempo fa, quando ero ancora quel giovane adulto pieno di speranze e sorprese, mi sono sposata. Non avevo molti sogni, solo uno: che durasse per sempre. Sorridevo ingenuamente al futuro, certa che avrei avuto tempo solo per la felicità.
Intorno a me brillava la luce delle giovani mogli, inseguendo farfalle con sorrisi eterni, risate e speranze. Volavo, ignara dei pericoli, aspettando di creare una famiglia...
Poi qualcosa si è rotto, e ho pensato che il legame fosse svanito, che il matrimonio fosse finito. Ma non è così, non finirà mai... perché un tempo ho creduto che sarebbe durato per sempre. Non credevo alla felicità, ma al “per sempre”... puoi deluderti nel tuo partner, pensare che ti abbia mentito, ma non puoi tradire la tua fede, perché quella non mente mai. Crea futuro. Ho avuto ciò che volevo: una fede pura, profonda e ingenua che voleva durare per sempre, e così è stato.
Il padre dei miei figli si comporta in modo strano da un po’. Come se stesse dicendo addio. Mi ha offerto una crociera, perché non siamo mai andati in vacanza. Un aiuto economico per pubblicare e promuovere il mio libro, e un laptop a sorpresa, dopo anni senza sostegno per i miei progetti, o per la mia stessa esistenza.
Un “scusa” e un “ti amo” arrivati con vent’anni di ritardo, una frase lasciata cadere: vuole morire a casa, nel suo paese, non a Londra, tra estranei... vedo il dolore nell’anima nei suoi occhi.
Non capisce il senso degli ultimi vent’anni, per lui il mosaico della vita non si completa, e così nemmeno il presente. Vedo come si dissolve, letteralmente, nella colpa, come si consuma davanti ai miei occhi, aspettando da me il perdono, l’amore che spera di ritrovare. Sento il peso della sua sofferenza per gli anni sprecati. Gli fa male davvero, perché si aggrappa alla vita solo attraverso il senso di colpa e la consapevolezza di essere amato. Non riesce a perdonarsi, e io non posso farlo al suo posto...
Ma fa male anche a me... perché doveva succedere tutta quella follia, vergogna e amarezza degli ultimi vent’anni per trovare l’umiltà di vivere? Perché trascinare tre bambini in tutto questo? Lo rimprovero, giustamente, e non posso assolverlo dai suoi errori, non ho quel potere. Ognuno deve imparare a vivere con se stesso e con i propri sbagli.
Ho ottenuto la mia rivincita, ma ho ancora rimorsi. Vent’anni fa mi sentivo derubata per la promessa del “per sempre” infranta. Ma quella possibilità era dentro di me, non in lui. Entrambi siamo stati derubati dal Tempo, perché la vita conta solo se è felice. Il Tempo ci ha tolto i momenti preziosi che ci aveva prestato all’inizio, e che non siamo riusciti a vivere. Così si consuma la vita, questo è il suo prezzo.
È vero che i pensieri negativi, la rabbia, l’invidia uccidono... con queste emozioni paghi in anticipo il barcaiolo che, con due monete d’argento sugli occhi, ti porta dall’altra parte. Il Tempo ci ruba così: quando non possiamo più viverlo, dobbiamo morire. Prima smettiamo di vivere con lui, prima moriamo. Le persone derubate dal Tempo si riconoscono... non hanno luce negli occhi... perché le due monete li coprono sempre di più.
Ti svelo un segreto... il corpo materiale cerca di capire il Tempo, ma il suo tempo è solo tra nascita e morte. Il Tempo è l’essere umano vivo, è il suo pensiero che lo crea e gli dà senso. Il Tempo è una colla che impedisce di disperdersi nell’universo. Il Tempo dà consapevolezza di sé e uno scopo. Il Tempo distingue tra bene e male.
Dicono che un minuto non sia molto... ma un minuto di felicità o un minuto appeso a una corda... quale sembra più lungo?
La felicità è la meraviglia ingenua del mondo... “beati i poveri di spirito”... è felice chi non cerca l’impossibile, chi non vuole capire tutto a ogni costo. Vuole solo vivere... godersi i momenti che il Tempo ci presta...
Conclusione: nonostante abbia desiderato più volte la distruzione del mio ex marito per i suoi grandi errori, non potrei mai lasciarlo andare del tutto. Credo si chiami responsabilità, fede, “per sempre”...











